Lo bacio sulla fronte. E' il mio usuale saluto del mattino. Gli accarezzo il viso, lo guardo un'ultima volta rimboccandogli le coperte, gli sussurro un "Ciao amore, non fare tardi" ed esco di casa. Ma ieri sentendosi salutare è rinvenuto, e con una flebile voce mi ha risposto "Che palle, oggi mi tocca andare da Castorama per lavoro".
Già, che palle eh? Per te che ami con tutto te stesso quei capannoni pieni di cianfrusaglie da bricolage, che affiancano Mc Donald's e negozi di elettronica... che stress ti toccherà affrontare, poverino. Ti immagino ansimante tra gli scaffali mentre cerchi esclusivamente quello che serve al tuo capo, stremato dall'eccessiva pubblicità che fa capolino ad ogni angolo bombardandoti di super offerte, mentre vorresti stare al posto mio, dietro ad una scrivania, davanti ad un monitor, per otto ore di fila. Si, ti immagino. Povero, povero tesoro del mio cuore.
Sono sicura che avresti preferito di gran lunga attendere l'autobus alle 8 del mattino per mezz'ora, ghiacciandoti come acqua nel freezer, per accorgerti che non sarebbe mai arrivato e così decidere di prendere il treno per fare un paio di fermate e riprendere il pullman che ahimé era rotto, e attendere 3/4 d'ora che ne arrivasse un altro, e finalmente alle 9.30 giungere a pochi km dall'ufficio e rimanere bloccato da un bus incendiato dal quale scendevano decine e decine di viaggiatori per salire sul tuo, saturo d'aria di puzzo e di persone, e arrivare alle 10 al lavoro, dopo due ore di estenuante viaggio, in ovvio ritardo. Si, l'avresti di certo preferito.
Alle 11 mi rendo conto che hai fatto prima di me a giungere a destinazione, accorgendomi che il cellulare squillava facendo lampeggiare il tuo nomignolo sul display.
Lei: "Uè scè tutt'a posto?"
Lui: "Si senti una cosa velocissima, vedi su internet quanto costa la stampante Canon pdhgsp?"
Lei: "Si, aspè..."
Lui: "Muoviti."
Lei: "Sta sui 70 euro."
Lui: "E le opinioni cosa dicono?"
Lei: "Che è un'ottima economica cacata."
Lui: "Ok, ora vedi quanto costa la Epson ldhfaif."
Lei: "Mmm... 100 euro circa."
Lui: "Opinioni?"
Lei: "Buone, ma considera che in generale la Epson è un'ottima stampante."
Lui: "E vedi pure la Canon ojhasvj..."
Lei: "Ma fammi capire... perché non chiami il vostro informatico e chiedi a lui tutte ste stronzate??? Io ho da lavorare!"
Lui: "Veloce, dai."
Lei: "Costa all'incirca 60 euro, sempre economica cacata."
Lui: "Ma stampa anche foto A4?"
Lei: "E che cazzo ne so??? Non c'è scritto sulla confezione???"
Lui: "Qui dice solo 15x15 però sulla foto c'è un A4 che esce dalla stampante."
Lei: "Senti non lo so, non me ne frega e mo fammi lavorare."
Lui: "Vabbè cià."
Non passano due minuti che comincio a chiedermi da quando in qua Castorama avesse messo in vendita stampanti. Bah. E perché le commissioni nei centri commerciali toccassero sempre al mio povero marito rimaneva un Mistero della Scienza.
A cena lo aspetto fino a tardi, con un risotto ormai diventato colla, e vino rosso a tenermi compagnia. Si presenta alle 22, trionfante e sorridente, venendomi incontro con un enorme scatolo tra le mani. I miei occhi si spalancano con veemenza, il battito del cuore accelera, le mani mi iniziano a prudere.
Lei: "Cazzo fa quella stampante in questa casa????"
Lui: "Come che fa???"
Lei: "Non era dell'ufficio????"
Lui: "Era per noi!"
Lei: "NOI???? Quando avrei dovuto capire che quella cacata su cui mi chiedevi consulenza era NOSTRA?????"
Lui: "Ma io..."
Lei: "E poi io la stampante ce l'ho già, ed è pure una dio di stampante!!!"
Lui: "Pensavo di toglierla e di tenere questa..."
Lei: "EEEEEHHHHHH? Ma il film quando è iniziato? La regia di chi è?? Chi cazzo ti ha detto che la mia stampante non la volevo più??????"
Lui: "Ma io pensavo avessi capito per telefono che si trattava della stampante per casa nostra..."
Lei: "Già. Ti ho fatto da consulente per ritrovarmi una cacata in casa che tra due giorni ti romperai già le palle di usare. NO. Non la voglio, venditela. Riportala indietro. Vedi tu ma qui non c'è posto per lei."
Sono appena passate 24 ore circa, e lui è accanto a me che sta giocando con il nuovo gingillo, che s'è fregato mezza risma di fogli A4 per fargli sputare inchiostro e che ha pure avuto il coraggio di rubare il MIO cavo usb della MIA stampante che giace lì, inerme, davanti alla sfilata di una bonazza fuori ma stronza dentro dalle cartucce fiammanti e dagli ugelli allineati manco fossero esperti militanti.
E ora finalmente posso anch'io dare la mia seria e meditata opinione dopo aver visto una foto stampata con la Canon PIXMA MP180: avevo ragione, è una grandissima economica cacata.
sabato 17 novembre 2007
rassegnazione
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mercoledì 14 novembre 2007
o mi mangio la minestra o mi butto dalla finestra
Scialuppa di salvataggio nel mare in tempesta, salvatore degli affamati nei periodi di carestia, economico rimedio naturalchimico ai sintomi quali spossatezza svogliatezza e pigrizia. Sono le minestre e le zuppe Knorr. Che oltre ad essere ottime per le fresche serate d'autunno aiutano le massaie in carriera a preparare un gustoso pasto con la minima fatica e il massimo dei risultati.Ieri sera ho cenato alle 19, purtroppo cosciente di non poter più rimandare le analisi del sangue che il caro medico curante mi aveva prescritto un mese fa. E una volta rimandai perché avevo una fame da lupo la sera prima, e un'altra perché tornando a casa mi resi conto di avere scongelato il pollo al mattino, e un'altra perché avevo il ciclo. Insomma, avevo provato tutte le tecniche di evasione d'esame, per cui mi toccava prendere una seria decisione vestendomi di maturità e sottomissione. Cosa potevo cenare di leggero se non un'allegra Minestra di Anellini che così invitanti, dalla foto sulla busta, per un attimo erano riusciti a farmi sorridere? Nulla. Giro la confezione per essere sicura di non sbagliare dosi di eventuali ingredienti da aggiungere, e mi accorgo che quella che ho in mano è per 3 porzioni di minestrina. Tre?? Ma siamo sicuri??? "Dunque, lui farà tardi come al solito, io devo mangiare subito, mmm... si, mi cucino tutte e tre le porzioni". Che mangio in piedi, ciotola bollente in mano, mentre sfoglio il volantino con le offerte del supermercato. Beh, era ottima. Tre misere porzioni ma ottime, e stamattina il mio sforzo di non colazionare è valso a qualcosa, ché le analisi le ho fatte e non sono nemmeno svenuta!
Sarà stato tutto merito di quell'adorabile vecchina che m'ha punto il braccio. Quando le ho detto che volevo stendermi preventivamente le avrò fatto venire in mente qualche dolce e piccola nipotina. Ha rovistato nella sua borsetta, che beava sul lettino incurante di lacci emostatici, alcol e siringhe, e ne ha estratto una caramella. Con gli occhi a imitare un sorriso mi ha sporto la mano.
Vecchina: "Ecco, prendi la Rossana, quando pungo mettila in bocca e vedrai che non sentirai dolore."
Lei: "Ehm, dottoressa, veramente non è per il dolore che mi stendo, ma perché la pressione m'abbandona."
Vecchina: "Tu prendila e non ti preoccupare, puoi masticarla mentre ti faccio la siringhina."
Lei: "E se mangiassi qualcosa di salato invece del dolce?"
Vecchina: "Eh???"
Lei: "Ecco... avrei portato una busta di Giambonetti, sono pieni di sale, e il sale aiuta a far salire la pressione, no?"
Vecchina: "..."
Lei: "Allora, posso?"
Vecchina: "Eh. Mi ridia la caramella allora."
Sono stata bravissima, non ho battuto ciglio, e mentre m'annodava il laccio la mia mano sinistra accanto alla bocca stringeva due Giambonetti, pronti per essere buttati giù, al sapor di prosciutto, alle 9 di mattina. Stavo si per accasciarmi tra le braccia della mia collega accompagnatrice assistente al lettino una volta in piedi, ma questo, dopotutto, è solo uno stupidissimo e insignificante dettaglio.
martedì 13 novembre 2007
avviso alla cittadinanza
L'innevata cima dell'Everest spicca maestosa nella cabina armadio. Pare che siano previste slavine nelle prossime ore, e nonostante il preavviso della protezione civile lui si comporta come se il problema non fosse il suo. Anzi, più la cima cresce più sembra orgoglioso della sua opera di impilamento.
Sono giorni ormai che sciopero dal mio ruolo di casalinga, giorni che mi rifiuto di ripiegare tutti i suoi vestiti e riordinarli nell'armadio. Nonostante ciò il nostro rapporto pare rafforzato, io lo amo, lui mi ama, e vissero felici e contenti sommersi da una montagna di panni. Giuro che stasera gli frego la sua amata Canon e fotografo lo scempio per rendere pubblico lo stato di degrado in cui versa quel paio di metri quadrati. Che il premio Pulitzer me lo consegneranno senza battere ciglio domattina con tanto di cornetto e cappuccino.
Sono giorni ormai che sciopero dal mio ruolo di casalinga, giorni che mi rifiuto di ripiegare tutti i suoi vestiti e riordinarli nell'armadio. Nonostante ciò il nostro rapporto pare rafforzato, io lo amo, lui mi ama, e vissero felici e contenti sommersi da una montagna di panni. Giuro che stasera gli frego la sua amata Canon e fotografo lo scempio per rendere pubblico lo stato di degrado in cui versa quel paio di metri quadrati. Che il premio Pulitzer me lo consegneranno senza battere ciglio domattina con tanto di cornetto e cappuccino.
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lunedì 12 novembre 2007
holter 24h
Mi sento alquanto incerottata. Immagino domattina quando il dottore strappandomi le garze adesive mi farà una ceretta in petto. Per ogni peletto che mi toglierà gliene spinzetterò uno dal naso, così vediamo chi è più duro tra me e lui.
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venerdì 9 novembre 2007
indossare un capo H&M sopra le righe, anzi... sopra i pois!
Arrivano momenti della vita in cui è necessario essere audaci. Coraggiosi, impavidi e sicuri di sé. Bene, quel momento è arrivato.
Stasera andrò ad una mostra d'arte moderna, mmm perlomeno credo si tratti di questo. Così, durante il rituale della vestizione, stamattina ho scelto di indossare un abito fuori dai canoni, peraltro usato solo una volta giorni addietro. Fiera di me stessa, mentre lo specchio mi sorrideva, ho completato l'opera con un'alzata di capelli stretti in una sottospecie di chignon, e un cerchietto giallo senape doppio quasi quanto una corsia d'autostrada. Ho salutato lui che russava beato, svegliandolo involontariamente con un soffice bacio al miele, e la sua immediata reazione aprendo gli occhi e osservandomi per un attimo è stata un'enorme risata del tipo "Aahahhahahahaha ahahhahaha ahhahahahhahahahahhah". Credo di aver reso l'idea.
Per strada fortunatamente nessuno ha avuto una simile reazione, tranne il conducente dell'autobus che stavo per perdere. L'ho rincorso avendolo proprio di faccia, e man mano che mi avvicinavo vedevo l'espressione dell'autista cambiare dallo stato "Che palle, inizia un'altra giornata nel traffico" a quello "E questa come cazzo s'è conciata??". Correndo il cappotto svolazzava, e giustamente lasciava intravedere quantomeno i colori che indossavo. Grazie al cielo mi ha aperto la porta, continuando a guardarmi con gli occhi sbarrati e senza nemmeno rispondermi quando gli ho sussurrato affannata un gentilissimo "Grazie mille". Avrà pensato che sono pazza.
In ufficio fortunatamente l'ambiente non è ostile essendo pieno di creativi, per cui ho varcato la soglia a cuor sereno.
Collega n. 1: "Uà sembri uscita da un manga, ti devo fotografare assolutamente! Sei l'unico raggio di sole in questa giornata uggiosa!"
Collega n. 2: ":-O"
Collega n. 3: "Mamma mia come sei bella!"
Collega n. 4: "Sembri uscita dalla favola di Hänsel e Gretel!"
Collega n. 5: "Uà che bon bon che sei oggi, una vera caramella, anzi no, una bambola!"
Collega n. 6: "Sei meravigliosa, oddio sei bellissima, mamma mia come sei bella, ti giuro una favola, dio mio non ci posso credere, sei incredibile" (con le lacrime agli occhi, ma non fa testo né il giudizio né la lacrima, sta fuori come un balcone 'sto collega)
Collega n. 7: ":-O :-O :-O"
Collega n. 8: "..." (La verità è che il collega n. 8 è il mio compagno di scrivania e oggi mi ignora alla grande. Guarda bellino che non mordo eh! Tzé!)
I grandi capi non mi hanno ancora intravista. Meglio, altrimenti è capace che mi spediscano una bella lettera di ammonizione o direttamente al manicomio.
Stasera andrò ad una mostra d'arte moderna, mmm perlomeno credo si tratti di questo. Così, durante il rituale della vestizione, stamattina ho scelto di indossare un abito fuori dai canoni, peraltro usato solo una volta giorni addietro. Fiera di me stessa, mentre lo specchio mi sorrideva, ho completato l'opera con un'alzata di capelli stretti in una sottospecie di chignon, e un cerchietto giallo senape doppio quasi quanto una corsia d'autostrada. Ho salutato lui che russava beato, svegliandolo involontariamente con un soffice bacio al miele, e la sua immediata reazione aprendo gli occhi e osservandomi per un attimo è stata un'enorme risata del tipo "Aahahhahahahaha ahahhahaha ahhahahahhahahahahhah". Credo di aver reso l'idea.
Per strada fortunatamente nessuno ha avuto una simile reazione, tranne il conducente dell'autobus che stavo per perdere. L'ho rincorso avendolo proprio di faccia, e man mano che mi avvicinavo vedevo l'espressione dell'autista cambiare dallo stato "Che palle, inizia un'altra giornata nel traffico" a quello "E questa come cazzo s'è conciata??". Correndo il cappotto svolazzava, e giustamente lasciava intravedere quantomeno i colori che indossavo. Grazie al cielo mi ha aperto la porta, continuando a guardarmi con gli occhi sbarrati e senza nemmeno rispondermi quando gli ho sussurrato affannata un gentilissimo "Grazie mille". Avrà pensato che sono pazza.
In ufficio fortunatamente l'ambiente non è ostile essendo pieno di creativi, per cui ho varcato la soglia a cuor sereno.
Collega n. 1: "Uà sembri uscita da un manga, ti devo fotografare assolutamente! Sei l'unico raggio di sole in questa giornata uggiosa!"
Collega n. 2: ":-O"
Collega n. 3: "Mamma mia come sei bella!"
Collega n. 4: "Sembri uscita dalla favola di Hänsel e Gretel!"
Collega n. 5: "Uà che bon bon che sei oggi, una vera caramella, anzi no, una bambola!"
Collega n. 6: "Sei meravigliosa, oddio sei bellissima, mamma mia come sei bella, ti giuro una favola, dio mio non ci posso credere, sei incredibile" (con le lacrime agli occhi, ma non fa testo né il giudizio né la lacrima, sta fuori come un balcone 'sto collega)
Collega n. 7: ":-O :-O :-O"
Collega n. 8: "..." (La verità è che il collega n. 8 è il mio compagno di scrivania e oggi mi ignora alla grande. Guarda bellino che non mordo eh! Tzé!)

I grandi capi non mi hanno ancora intravista. Meglio, altrimenti è capace che mi spediscano una bella lettera di ammonizione o direttamente al manicomio.
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mercoledì 7 novembre 2007
bello che è l'amore mio!
Due gonne mi sembravano un po' pochine come regalo per il mio compleanno, così mi sono messa alla ricerca di qualche volo low cost, e finalmente l'ho trovato. Gli ho servito orari e prezzi su un piatto d'argento, via sms, aspettando che mi dicesse la parolina magica: prenota!
Così senza che lui si sia reso ben conto di avermi regalato un viaggio, ho prenotato, e... si va a Praga! Certo, bisognerà attendere febbraio, ma poco ci manca, visto che in giro scintillano già le vetrine dei negozi ricche di gingilli natalizi. Ora mi tocca andare alla Feltrinelli a fare il pieno di guide turistiche, eh. Che bella vita, che vita bella.
Così senza che lui si sia reso ben conto di avermi regalato un viaggio, ho prenotato, e... si va a Praga! Certo, bisognerà attendere febbraio, ma poco ci manca, visto che in giro scintillano già le vetrine dei negozi ricche di gingilli natalizi. Ora mi tocca andare alla Feltrinelli a fare il pieno di guide turistiche, eh. Che bella vita, che vita bella.
lunedì 5 novembre 2007
44 gatti
Non uno di più. 44 soggetti deliranti sotto l'effetto dell'alcol mi hanno reso le pulizie del giorno dopo un vero inferno. Devo ammettere che però non hanno rotto nulla, tranne un piccolo vaso di ceramica. Era appoggiato in cima al frigorifero. E mi arrovello le meningi perché non capisco chi e perché abbia messo le mani lassù, a quasi due metri da terra. C'è da dire comunque che stavolta mi ero premunita occultando soprammobili e suppellettili la cui vita avrebbe potuto subire una brusca interruzione. Quadri dalle pareti, lampade, specchi, piante, poltrone e cuscini tutti relegati nello studio chiuso rigorosamente a chiave, come la camera da letto. Ché non avrei voluto trovare come l'anno scorso salsicce sul copripiumone e pantofole dentro i piatti sporchi. "Che animali" direte voi. Che amici, dico io. Sono loro che hanno reso la festa unica, sono loro che rendono la mia vita bella com'è. E seppure scombinati non li cambierei con nessun altro al mondo, soprattutto ora che hanno imparato ad utilizzare la mia lista dei desideri!! Mi sono rifatta il corredo intimo, tra lingerie in pizzo e collant da diva!
Lui invece mi ha regalato... uhm... beh... diciamo... due gonne. Si, perché ieri l'ho trascinato in un centro commerciale e alla cassa di un negozio, e con molta nonchalance gli ho detto "Beh, che fai? Me le regali tu?". Non ha potuto dirmi di no, visto che per il compleanno è riuscito a farmi dono solo di macchie su macchie sull'impermeabile anni '70 prestatogli da mio papà per completare il suo travestimento da maniaco sessuale. Un maniaco che ha dato spettacolo. I video su Youtube fanno un baffo a quelli girati venerdì sera a lui. Canottiera e calzettoni bianchi, boxer e impermeabile. Non entro nel dettaglio altrimenti potrei finire prima del tempo in un angusto feretro sotto terra. E ora non ne ho assolutamente intenzione, ché c'è ancora un pezzo di torta caprese nel frigo e vorrei mangiarla prima di morire.

I passanti per strada di sicuro avranno pensato che un morto ci fosse davvero in casa. Perché fuori dal portone avevo affisso un manifesto simil funebre, redatto con la collaborazione del mio collega e amico fidato. Non ho idea di cosa abbiano pensato poi, quando al suo arrivo alla festa ha tappezzato la via e le scale di casa di altri manifesti in risposta al mio. Ha una fervida fantasia, è un vero tesoro, simpatico e gioviale, intelligente e con uno spirito d'artista eh, ma nessuna delle sue qualità migliori è servita a fargli usare lo scotch di carta invece del biadesivo. Staccando i cartelli dalle pareti nella scala sarà venuto via un kg di pittura e intonaco. Conta il pensiero.

Bene, 30 anni li ho compiuti. Ho raggiunto una certa maturità. Niente più festicciole da adolescenti, né feste in maschera con lapidi e ragnatele. Ora sono una donna. Ed è per questo che ho deciso: l'anno prossimo organizzerò un pigiama party. Così magari gli invitati cercheranno di non fare tanto i discoli e di sporcare di meno, consapevoli che poi gli toccherà dormire sul pavimento.
Lui invece mi ha regalato... uhm... beh... diciamo... due gonne. Si, perché ieri l'ho trascinato in un centro commerciale e alla cassa di un negozio, e con molta nonchalance gli ho detto "Beh, che fai? Me le regali tu?". Non ha potuto dirmi di no, visto che per il compleanno è riuscito a farmi dono solo di macchie su macchie sull'impermeabile anni '70 prestatogli da mio papà per completare il suo travestimento da maniaco sessuale. Un maniaco che ha dato spettacolo. I video su Youtube fanno un baffo a quelli girati venerdì sera a lui. Canottiera e calzettoni bianchi, boxer e impermeabile. Non entro nel dettaglio altrimenti potrei finire prima del tempo in un angusto feretro sotto terra. E ora non ne ho assolutamente intenzione, ché c'è ancora un pezzo di torta caprese nel frigo e vorrei mangiarla prima di morire.

I passanti per strada di sicuro avranno pensato che un morto ci fosse davvero in casa. Perché fuori dal portone avevo affisso un manifesto simil funebre, redatto con la collaborazione del mio collega e amico fidato. Non ho idea di cosa abbiano pensato poi, quando al suo arrivo alla festa ha tappezzato la via e le scale di casa di altri manifesti in risposta al mio. Ha una fervida fantasia, è un vero tesoro, simpatico e gioviale, intelligente e con uno spirito d'artista eh, ma nessuna delle sue qualità migliori è servita a fargli usare lo scotch di carta invece del biadesivo. Staccando i cartelli dalle pareti nella scala sarà venuto via un kg di pittura e intonaco. Conta il pensiero.

Bene, 30 anni li ho compiuti. Ho raggiunto una certa maturità. Niente più festicciole da adolescenti, né feste in maschera con lapidi e ragnatele. Ora sono una donna. Ed è per questo che ho deciso: l'anno prossimo organizzerò un pigiama party. Così magari gli invitati cercheranno di non fare tanto i discoli e di sporcare di meno, consapevoli che poi gli toccherà dormire sul pavimento.
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sabato 3 novembre 2007
tanti auguri a Lei tanti auguri a te
La festa è stata altamente alcolica. Non hanno lasciato nulla oh! Non una bottiglia di rhum né di vino né di gin. Per non parlare del succo di frutta alla pera. Se avessi comprato altra roba avrebbero finito anche quella. Ci siamo dav
Credo di essere ancora ubriaca. Meglio smettere di dire cazzate, penserò domani a come scrivere un post in lingua italiana.






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venerdì 2 novembre 2007
dai dai che ci siamo...
Sarei dovuta andare dal parrucchiere, accidenti! Ho i capelli che sembrano aver visto un fantasma prima del tempo! Arruffati e dai ricci smorti, con quella riga nera all'attaccatura chiaro segno di sciatteria. Mettiamoci pure quei dannatissimi capelli bianchi e il quadretto è dipinto. Altro che diavolessa, stasera non c'è bisogno che mi vesta: sono una perfetta zombie.
Insaccati e formaggi sono finiti nel mio carrello stamattina, con una lentezza degna della più moscia delle lumache. Ho creato una fila interminabile al banco salumi, ché funzionava una sola affettatrice. Il gastronomo voleva fucilarmi insieme agli altri clienti, quando ad ogni richiesta aggiungevo un "Me le faccia sottilissime le fette, grazie". La cassa poi... come m'ha vista s'è bloccata. Sarò stata mezz'ora in attesa che la sistemassero. E la solita fila, dietro di me, era pronta con i bazooka per uccidermi in breve tempo.
Sistemato il sistemabile e pulito il pulibile ho cominciato a infornare i ruoti preparati ieri con una mia carissima amica. Senza di lei non ce l'avrei mai fatta, visto che lui oltre a starci tra i piedi con la macchina fotografica per immortalare attimi dal backstage, è giusto andato a comprare due chili di pasta. Ovviamente non era nemmeno quella che gli avevo chiesto, vabbè.
Ho una fame... tutta questa roba davanti ai miei occhi e nulla che possa assaggiare! C'è un profumo di parmigiana nell'aria che tra un po' svengo. E quando toccherà alle lasagne entrare in forno... e ai cannelloni??? Oh dio meglio che metta qualcosa sotto i denti, altrimenti stasera i mostri non mangeranno un tubo.
Insaccati e formaggi sono finiti nel mio carrello stamattina, con una lentezza degna della più moscia delle lumache. Ho creato una fila interminabile al banco salumi, ché funzionava una sola affettatrice. Il gastronomo voleva fucilarmi insieme agli altri clienti, quando ad ogni richiesta aggiungevo un "Me le faccia sottilissime le fette, grazie". La cassa poi... come m'ha vista s'è bloccata. Sarò stata mezz'ora in attesa che la sistemassero. E la solita fila, dietro di me, era pronta con i bazooka per uccidermi in breve tempo.
Sistemato il sistemabile e pulito il pulibile ho cominciato a infornare i ruoti preparati ieri con una mia carissima amica. Senza di lei non ce l'avrei mai fatta, visto che lui oltre a starci tra i piedi con la macchina fotografica per immortalare attimi dal backstage, è giusto andato a comprare due chili di pasta. Ovviamente non era nemmeno quella che gli avevo chiesto, vabbè.
Ho una fame... tutta questa roba davanti ai miei occhi e nulla che possa assaggiare! C'è un profumo di parmigiana nell'aria che tra un po' svengo. E quando toccherà alle lasagne entrare in forno... e ai cannelloni??? Oh dio meglio che metta qualcosa sotto i denti, altrimenti stasera i mostri non mangeranno un tubo.
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giovedì 1 novembre 2007
illo smanetta con la Canon durante il backstage...
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