venerdì 30 novembre 2007

le cuoche in provette

Circa un mese fa un'amica ha avuto la brillante idea di aprire un nuovo blog oltre al suo (giusto perché non aveva una cippalippa da fare, sia chiaro), contenitore di ricette semplici per chi non sa cucinare. Il mio entusiasmo quando l'ho visto è stato enorme, era un blog potenzialmente divertente, e così... si. Gliel'ho stravolto. Ora scriviamo in due (ehm ehm... amica sbrigati a postare qualche nuovo intruglio!), e da normali ricette che erano sono diventate spassosi momenti da passare in cucina. Non ci trovi semplici istruzioni su come dosare gli ingredienti come e preparare le pietanze, bensì un'elenco di cazzate che se le fai tutte è capace che alla fine ti mangi un piatto delizioso.
FairyVisions e Ladyluicuoca (la sottoscritta!) vi aspettano di là per avvelenarvi.

"Mentre il tutto scoppietta allegramente e ti schizza il piano cottura che proprio ieri sera avevi lavato, accidenti, fatti un esame di coscienza. Perché secondo me da qualche parte hai un paraschizzi. Usalo, no?"

"Pulire il petto di pollo da eventuali scorie e tagliarlo a cubetti. Accertarsi che il pollo sia di natura animale, non umana, anche se preferireste."

"Portare a ebollizione e cuocere a fuoco medio alto (medio o alto a seconda di quanti schizzi di olio vi centrano al primo colpo) fino alla completa cottura delle zucchine (se vi piacciono poco cotte arrangiatevi un po’ come vi pare)."

giovedì 29 novembre 2007

fatti di cronaca

Un'immensa massa di panni, con un fronte di 3 metri circa, si è abbattuta nella cabina armadio in casa degli sposi Lui e Lei.
Doppia slavina in cabina
tanta paura, nessun ferito

Lei, rimasta "sepolta" durante un'escursione, è riuscita a liberarsi e a mettersi in salvo.


Napoli - Una doppia slavina si è abbattuta ieri sera in casa degli sposi Lui e Lei: si tratta di un'area a 3 metri di altezza vicina alla stanza da letto, situata precisamente nella cabina armadio.
Lei si trovava in zona per motivi tecnici dovuti alla svestizione, quando è stata raggiunta dalla slavina, miracolosamente non riportando lesioni: è riuscita ad liberarsi senza l'aiuto di nessuno dalla massa di panni. Anche lui, presente nei paraggi (sotto il piumone, ndr) al momento della piccola valanga, ha raccontato di non aver visto nessuno in difficoltà.
Tutto è successo poco dopo le 24, ora italiana, quando la prima slavina (seguita a ruota dalla seconda) si è staccata a quota 3 metri scendendo fino a 2, con un fronte frastagliato di cappotti e maglioni di circa 1 metro. La parte della cabina interessata è di circa 5 metri. I più grandi scienziati d'Italia, in sede di consiglio straordinario, hanno espresso una teoria secondo la quale "Non si tratta del bel tempo e del sole che favorisce il rischio di valanghe, qui c'è la mano dell'uomo".
Ma torniamo all'episodio di ieri.
"Mai vista una cosa del genere. Dall'Everest si sono staccati due enormi masse di panni che mi hanno investito fortunatamente non ferendomi. Posso dire di essere una miracolata, ho già prenotato un viaggio a Lourdes" commenta Lei. Una nota dell'Ansa di pochi minuti fa indica Lui, testimone del fatto, come l'intervistato che ha dichiarato "'Sti scienziati andassero a cagare, io non c'entro niente!"
Mentre la montagna è stata prontamente ricostruita, le indagini volte ad identificare e acciuffare lo stronzo che ammonticchia cappotti pantaloni e maglioni come fossero stracci proseguono. Purtroppo si attendono nuove valanghe nei prossimi giorni. C'è chi dice che potrebbe trattarsi in quel caso della "mano di una donna, che prende e butta tutto per aria in preda alla disperazione".

regina regis


Brividi, palpitazioni, eccitazione! Un orgasmo, direi. Finalmente dopo aver sbavato per mesi sulle offerte del mio club privato di acquisto preferito on-line, e dopo aver elemosinato una carta di credito in ufficio (ché è ovvio che io non ce l'ho altrimenti sarei sempre sottosopra), ho acquistato due paia di stivali megagalattici!!! Sono fiera di me, fiera della mia collega che s'è fatta trasportare dai fantasiosi modelli per cedere al paio di stivali bianchi proprio come la sottoscritta, fiera di dividere con lei le spese di spedizione e di aver utilizzato lo sconto di 6 € che giaceva da tanto sotto forma di codice in una vecchia mail di registrazione. E fiera di lui: alla fine, gira e volta, la carta me l'ha data Illo. No, non me le regala. Si, gli faccio un bonifico. Ma tanto chi se ne frega dell'insensibilità maschile... ho comprato delle scarpe bellissime pagandole una minchiata!!!!

alla ricerca del caffè

Mia madre ha sempre desiderato per me un marito premuroso, un uomo forte, protettivo, uno di quelli che darebbero la vita per la propria donna, una di quelle rare perle che al mattino la sveglierebbe con un bacio mentre il crucrucru della macchinetta del caffè avanza e per la casa si diffonde un profumo magico. Mia madre non sognava lui. No. Perché quando la mia sveglia suona sono io a spegnerla. Perché quando mi rotolo nel letto cercando la forza di alzarmi lui è lì, ad occhi chiusi e ronfante come una marmitta bucata, ignaro del fatto che un nuovo giorno sia arrivato. Perché quando raggiungo la cucina spero sempre che la notte oltre al consiglio abbia portato anche la colazione, che puntualmente e ovviamente non c'è mai. Perché quando col mugugno e uno sbadiglio entro in bagno so per certo che quando ne uscirò lui sarà ancora imprigionato nel mondo ovattato dei sogni. Perché quando perderò mezz'ora per capire cosa indossare e imprecherò non trovando la soluzione lui si sveglierà di soprassalto chiedendomi che ora sia. Perché quando gli risponderò che sono le 8 mi ripeterà la solita cantilena "Cazzo è tardi, perché non mi hai svegliato?". Perché quando gli dirò che l'ho chiamato circa 7 volte non mi crederà e continuerà a farfugliare "Ma cazzo ma è tardi, ma perché non mi hai svegliato?". Perché quando sarò pronta per uscire di casa lui sarà ancora sotto le lenzuola che si crogiola al calduccio. Perché quando arriverò in ufficio, alle 9, sarò cosciente del fatto che forse è appena entrato sotto la doccia. No. Mia madre sognava un uomo che facesse quantomeno il caffè al mattino per me. Che delusione dev'essere per lei. Tzè.

martedì 27 novembre 2007

la conta

Maggio, 39 post: un nuovo amore nasce, il blog. M'innamoro di lui e in pochi giorni per dimostrarglielo lo riempio di post come fossero carezze.
Giugno, 69 post: due mesi prima delle vacanze la voglia di evadere è tanta, così scrivo per dimenticare invece di bere per ulcerare.
Luglio, 56 post: smania di partire, di salutare, di navigare.
Agosto, 44 post: diario di un pescatore provetto alle prese con pochi ami e qualche tonnetto.
Settembre, 32 post: cazzo, il lavoro ricomincia davvero, non era un sogno.
Ottobre, 25 post: cazzo, il lavoro è cominciato già da un mese, e non ho nemmeno il tempo di andare in bagno a far pipì, figuriamoci di scrivere cazzate!
Novembre, 15 post: un mese che vola fregandosene della tua lentezza ad elaborare concetti da esporre sotto forma di parole in un post. No, non è l'amore per il blog che sta finendo, non sono i dottori che mi tolgono il respiro, non è il troppo lavoro. E' che proprio non me ne andava, che proprio di battere le dita sulla tastiera non ne volevo sapere, almeno fino ad oggi. Che giorno è? 27? Se 30 giorni ha novembre con aprile giugno e settembre ciò significa che ho a disposizione altri tre giorni per scrivere baggianate e recuperare il tempo perso a rimurginare.
Ce la posso fare. Si.

air action vigorsol black ice

Le adoro. Sono le mie gommine preferite, e non capisco per quale motivo non piacciono a molti. Tant'è che offrendole ad amici nessuno mai le accetta. Lui addirittura dice che le compro perché non gli piacciono, così non me le consuma. Cretino.
La verità è che la liquirizia mi fa impazzire, e queste Vigorsol sono gli unici chewingum che la contengono ad essere così gustosi e freschi.

Ieri come al solito mi sono accorta di aver finito il mio pacchetto, così trotterellando allegramente in pausa pranzo raggiungo un tabaccaio. Frugo tra mille scatole colorate e trovo quello che cercavo, un nuovo pacchetto nero fiammante di Vigorsol. A pomeriggio lo apro, pregustando il sapore frizzantino del confetto, ma quando ne prendo uno ho una strana sorpresa. Le caratteristiche macchie nere sul rivestimento bianco del chewingum si sono trasformate in aloni e chiazze turchesi. Toh! E che è 'sta roba!
Immediatamente scrivo alla Perfetti Van Melle, chiedendo delucidazioni in merito, e ottengo risposta! Mica come quei deficienti della Coelsanus che li contattai un anno fa per aver trovato un verme enorme in un barattolo di peperoni arrostiti, e da cui non ricevetti la benché minima risposta!!! No! La Perfetti tiene ai suoi clienti, tanto da rispondere in maniera esaustiva e mandarti un incaricato a domicilio per ritirare il prodotto incriminato, farlo analizzare e darti una logica spiegazione scusandosi per l'accaduto. Ora attendo una loro telefonata per accordarci su giorno e ora del ritiro, sperando di tutto cuore che mi regalino una confezione formato famiglia dei miei chewingum prediletti! Eh!

mo basta!

Da oggi si cambia tiritera per tornare alle vecchie e sane abitudini. Ho cominciato stamattina, vestendomi tutta colorata di giallo sotto un cappottino nero, luce nel cielo tenebroso di questa fredda giornata. Mentre mi attardavo a scegliere i capi da indossare pensavo proprio che dopotutto volente o nolente il Natale arriverà. E con esso arriverà anche il momento di aprire gli scatoloni con gli addobbi, ora sonnecchiosi in un ripostiglio impolverato. Sono solita acquistare gingilli e decorazioni in netto anticipo rispetto a dicembre, solita piazzarli a destra e a manca in casa prima del tempo. Per cui, se proprio devo dirla tutta, sono in ritardissimo. Da oggi VOGLIO sentire l'aria natalizia. Da oggi VOGLIO organizzarmi le feste in famiglia. Voglio sapere dove saremo il 24, dove il 25, dove il 26, dove il 31 per il lungo cenone di Capodanno, dove il 6 per riempire i nipotini di calzettoni di dolciumi e carbone zuccheroso.
Insomma, basta. Basta con questi noiosi esami che più li fai più continui a farne di nuovi, ché la sete dei dottori non si placa mai, nemmeno con le ferie di fine anno. Basta. Perché c'è chi davvero soffre mentre qui c'è qualche cospirazione contro lui e me per farci soffrire ad ogni costo, quando invece - ne sono convinta - siamo sani come pesci. Voglio che l'unica nostra sofferenza ora si riduca a mangiare meno schifezze. Voglio che lui trovi il coraggio di evitare la sua adorata mozzarella visto l'alto colesterolo e di accompagnarmi all'Ikea per cominciare a impacchettare regali. Voglio finalmente comprare lampade e lampadari per sostituire quelle odiose lampadine appese a un filo, che da oltre due anni spuntano indecentemente ancora dalle pareti. Voglio spendere in cazzate tutto il salvadanaio di lui: decise per la comunione dei beni? e allora comunione sia. Voglio che il falegname si tolga il gesso dalla gamba e ricominci a lavorare sulla nostra cassapanca, ormai sono mesi che io, i pacchi di pasta sparsi in cucina e le provviste per la settimana l'aspettiamo. Voglio sorridere, ridere, amare e coccolare. Voglio sentirmi ancora dire "Amo ma stamattina come cavolo ti sei vestita??" ché vuol dire che mi sono svegliata per il verso giusto, fantasiosa e birichina. Voglio preparare lo strudel di mele con gocce di cioccolato, ché mi viene davvero bene e addolcisce la giornata. Voglio scrivere, giocare, vivere, sognare. Voglio volere. Si può fare?

lunedì 26 novembre 2007

meno di un mese

Quest'anno non sento il Natale. L'aria natalizia intendo. Non mi soffermo davanti alle vetrine per scoprire che quel delizioso paio di guanti lo regalerò a Tizio e quel maglione blu oltremare a Caio. A dirla tutta è un po' che mi sembrano opache, vuote e tristi. Ormai sono settimane che non acquisto nulla, se non una busta di latte per la colazione e un pezzo di pane per accompagnare un pasto.
Sto aspettando con impazienza che i negozi rimangano aperti anche di notte per invogliarti a comprare ogni ben di dio, e che per strada risuonino musichette natalizie trasmesse in filodiffusione fino a farti venir voglia di uscire di casa. E vorrei capire che fine devo fare a Natale. Se passarlo con parenti davanti ad uno spaghettino con le vongole in un'atmosfera magica e satura di affetto o con la tv accesa, soli io e lui, con un caldo brodino e un termosifone a riscaldarci il cuore.

venerdì 23 novembre 2007

ma parliamo d'altro

Parliamo di lui. Che martedì l'ho costretto a farsi il prelievo con me, perché pensavo che la mia sideremia fuori norma fosse dovuta al nostro viaggio in Africa e alla profilassi antimalarica fatta con il Malarone, medicinale costoso e pesante come un macigno per il fegato. Parliamo di lui che ha la sideremia alta proprio come me. Parliamo di lui, che per domani ha già deciso di avere impegni, ché un altro prelievo non lo vuol fare. Di lui che se io son cacasotto lui è peggio. Che mi sbianca al primo gradino dei 50 che ci hanno portato e porteranno al laboratorio. Di lui e delle sue analisi di martedì scorso, che quando stamattina la dottoressa ne ha visto i risultati ha strabuzzato gli occhi chiedendosi come fosse possibile che avessimo più o meno gli stessi valori. Manco avessimo fatto una vicendevole trasfusione. Di lui che mi ha appena chiamato dicendomi di aver vinto un'asta su ebay, e che non ha ancora capito che prima di pagare il tizio con la paypal deve rimborsare me per avergli anticipato i soldi delle analisi. Di lui a cui ho ripetuto che domani mattina non si tratta di un prelievo di saliva, ma dell'ennesima provetta di sangue. Di lui che non sa cosa sia la mononucleosi e del perché la dottoressa pensa che l'abbiamo contratta entrambi. Parliamo d'altro. Parliamo del fatto che tutto era nato da un calcolo per poi andare a finire alla "malattia del bacio". Del fatto che dovrò fare comunque un'altra ecografia per assicurarmi che gli organi sotto il mio addome funzionino a dovere. Parliamo del colesterolo alto del mio caro amore, che ieri sera ha deciso di cominciare la dieta con pizza e birra. Parliamo d'altro, perché l'argomento "salute" mi sta rompendo un po' i coglioni ultimamente, eh. E che monotonia. Tzé.

mercoledì 21 novembre 2007

accidenti accidentaccio

Ho tenuto la mente impegnata a vagare tra desideri e paure. Tra quello che vorrei e quello che non vorrei. Ho tenuto mente e braccio impegnati, l'una con i pensieri, l'altro con i prelievi. Ne ho fatti due nel giro di una settimana, perché gira e rigira ti pareva che c'era qualcosa che non andava. E quella cosa che odora di rosa ma rosa non è si chiama sideremia. Ce l'ho alta, accidenti, e per ora non si trova nessuna ragione del suo perché. E assieme a lei anche le piastrine sembra siano impazzite, ché sono in tante a far sciopero. Sono stata obbligata a fare altri accertamenti, obbligata dal medico, dal tizio del laboratorio di analisi, da lui, dalla mia fifa. E ora mi sento appesa a un filo, come un calzino bucato, dal quale spunta la curiosità di sapere e di conoscere. Che palle. Che strapallissime di due palle così. Aspettare fino a venerdì.