Inizio a pensare che le ragnatele non basteranno, come pure le candele, e il cibo, e gli alcolici, e la carta igienica. Inizio ad entrare in paranoia, a stilare liste di nomi, numeri di telefono per conferme, e consultare il meteo, che se venerdì sera piove il balcone non sarà agibile, e ciò significherebbe circa 10mq in meno di vivibilità e aria respirabile. Inizio a rovistare nei giornali di cucina, alla ricerca di qualche macabra ricetta dai nomi ripugnanti, cervella di ragno al sangue di pipistrello, escrementi di lombrico in casseruola. Inizio a tremare all'idea di dover affrontare sola il supermercato stasera, ché lui rientra tardi e domani le saracinesche saranno abbassate: non solo è festa... ma pur volendo... è un giovedì. Inizio a preoccuparmi per l'incolumità delle tende, delle pareti, del divano, dei mobili, del pavimento, del bagno. Inizio a rendermi conto che in casa tra 48 ore si abbatterà una catastrofe che porterà morti e feriti. Ah! Che stupida... ma certo, è Halloween.
L'unica nota positiva in questo stonare di inizi, è che ho due giorni di tempo per prepararmi psicologicamente e fisicamente all'evento. Due giorni di tempo per salvare il salvabile chiudendolo nello sgabuzzino, per dare una pulita a quella doccia che non so perché cazzo l'abbia scelta di cristallo, per cucinare lasagne, pasta e parmigiana, per addobbare ogni angolo di casa, perché diventi tetra e raccapricciante, per provare l'audio e avvisare la cittadinanza di non rompere le scatole quel giorno, almeno fino alle 3 di notte.
Ce la farò. Si.
mercoledì 31 ottobre 2007
martedì 30 ottobre 2007
ecco, appunto, mi riferivo proprio a questo...
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amici,
cazzate megagalattiche
prove di costume

Il mio caro amico collega finalmente ha comprato il tulle per il suo travestimento alla festa... sapeste com'è contento! Ora se ne va in giro per l'ufficio scorazzando come un Renato Zero mediterraneo. Dio quanto lo adoro!
stupide bazzecole
Non passa sera senza che lui apra con cura il portatile e prema il tasto di accensione, lo appoggi sulle gambe e apra Firefox. Giochicchia, smanetta su ebay, perde tempo sul web. E sbircia sul blog. Puntuale come un orologio arriva il solito ghigno sorridente, ogni volta che finisce di leggere un post. Ed ecco che, al solito, la mia reazione arriva con veemenza.
Lei: "Ti ricordi che il blog è NOSTRO vero?"
Lui: "Mm-mm."
Lei: "Ma tu però non ci scrivi mai!"
Lui: "Mm-mm."
Lei: "E dai, scrivici qualcosa!"
Lui: "Ora non mi va. E poi sappi che il blog campa grazie a me."
Lei: "Ahahahahahahah!!!"
Lui: "Sono io che ti fornisco il materiale!"
Lei: "Di che materiale parli??"
Lui: "Tu scrivi solo di me! Se non ti fornissi materiale per i tuoi post non avresti nulla da scrivere! Quindi in un certo senso partecipo anch'io."
Lei: "Ma è normale che io scriva di te! Si tratta del blog di due cretini che si sono sposati, quindi lei parla di lui e lui dovrebbe parlare di lei!"
Lui: "Mm-mm."
Lei: "Mi hai sentito?"
Lui: "Mm-mm."
Lei: "Oh!!!"
Lui: "Cazzo hanno superato la mia offerta! Capace che la perdo quest'asta!"
Lei: "Beh, sai che c'è di nuovo? Fanculo."
Lui: "Mm-mm."
Lei: "Ti ricordi che il blog è NOSTRO vero?"
Lui: "Mm-mm."
Lei: "Ma tu però non ci scrivi mai!"
Lui: "Mm-mm."
Lei: "E dai, scrivici qualcosa!"
Lui: "Ora non mi va. E poi sappi che il blog campa grazie a me."
Lei: "Ahahahahahahah!!!"
Lui: "Sono io che ti fornisco il materiale!"
Lei: "Di che materiale parli??"
Lui: "Tu scrivi solo di me! Se non ti fornissi materiale per i tuoi post non avresti nulla da scrivere! Quindi in un certo senso partecipo anch'io."
Lei: "Ma è normale che io scriva di te! Si tratta del blog di due cretini che si sono sposati, quindi lei parla di lui e lui dovrebbe parlare di lei!"
Lui: "Mm-mm."
Lei: "Mi hai sentito?"
Lui: "Mm-mm."
Lei: "Oh!!!"
Lui: "Cazzo hanno superato la mia offerta! Capace che la perdo quest'asta!"
Lei: "Beh, sai che c'è di nuovo? Fanculo."
Lui: "Mm-mm."
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ignoranza di quell'essere chiamato uomo
lunedì 29 ottobre 2007
il grande giorno s'avvicina...
No. Non sono le scale di casa mia, anche se ci assomigliano molto. Le mie sono in gelido marmo grigio, o pietra lavica, o che ne so che c'ha messo il costruttore... boh. Comunque ho delle scale. Due rampe per l'esattezza.L'anno scorso, in occasione della macabra festa di compleanno, 29 anni suonati al sassofono, sparsi sulle scale candele a non finire e una filastrocca lunghissima che iniziava al primo gradino e finiva all'ultimo. Un supplizio per chi, salendo, si ritrovava a dover leggere in un improbabile napoletano rimato quella sottospecie di poesiola. La morale era: o entri con il regalo alla mano o puoi pure rifarti la filastrocca a ritroso e tornartene a casa. Per disperazione gli invitati che speravano di farla franca m'hanno donato qualche spicciolo, qualcuno addirittura una scopa da stregone, pur di non fare dietro front.
Stavolta mi sa che gli risparmio la punizione, per cui probabilmente per animare quella fredda scalinata oltre alle candele userò brandelli di stoffa, ragni e lanterne. Lascerò in bella vista il numero dei pompieri qualora una damina vestita da vampiressa intullettata prendesse fuoco, e spererò (orrido futuro per un verbo sì dolce) che una volta dentro casa, tutti i mostri, non me la distruggano come al solito. Eh.
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domenica 28 ottobre 2007
l'incompresa
Sapevo che quando la mia amica sarebbe entrata in camera avrebbe commentato ampiamente il mio look, e così è stato. Un misto di stupore e sconcerto le ha attraversato il volto, per poi dirmi "WOW quant'è bello questo vestito!". Ecco, ora mancava solo che lui mi vedesse per la prima volta con indosso questo gioiellino giallo senape, nero e marrone. Credo l'abbia vissuta come un'esperienza tragicamente toccante.
Raggiungo gli uomini in cucina, lui è lì di fronte a me. Mi guarda dall'alto verso il basso e dal basso verso l'alto. Accenno un lieve tic agli occhi per il nervosismo mentre attendo il verdetto.
Lui: "Ma da cosa ti sei vestita?????"
Lei: "In che senso???"
Lui: "Ma alla festa ti vesti così? Da Ape Maia???" (lui alludeva alla festa in maschera di venerdì prox, ndr)
Lei: "Cretino ma quando mai! Ma perché, non ti piaccio?"
Lui: "Ehm... ma sei strana!!"
Lei: "Vabbè tanto sapevo che non avresti retto l'emozione dicendo cazzate. Ora scendiamo, dai."
Lui: "No, famm' capì, tu vuliss scennere accussì???" (fammi capire, avresti il coraggio di uscire di casa in queste condizioni???, ndr)
Che tatto mio marito, l'ho sposato anche per questo, che credete voialtri!!
Dopo la passeggiata, ci aspettavano a cena altri amici, stavolta 3 coppie più una fragolina di un anno appena compiuto. Il mio tic diventava sempre più insistente, ma ero pronta a farmi prendere in giro e a stendere con la mia coinvolgente simpatia chiunque avesse osato offendere il mio vestitino H&M!!
"Ma che ti sei messa addosso?" è andata per la maggiore. "Sei un po' strana" ha avuto il secondo posto in classifica. Ma ragazzi! Qui si tratta di look stravagante, non "strano"! Look coraggiosamente stravagante! Quando li ho invitati alla festa in maschera ovviamente non si sono lasciati scappare la battuta idiota "Ah, allora tu stasera stai facendo le prove?".
Eppure... eppure a qualcuno sono piaciuta da morire... La dolcissima principessa di un anno non ha fatto altro che cercarmi, bramarmi, volermi. Avrebbe barattato volentieri i suoi genitori per una dormita in culla accanto a me! La tenevo per le mani per far sì che mettesse i piedini uno dietro l'altro e lei mi portava sempre nello stesso posto, davanti allo specchio di due metri. Si fermava lì davanti, mi guardava, e incominciava a ridere a crepapelle. Si si... le piacevo. A tavola poi non sono riuscita mandar giù un boccone che lei si sbracciava dal seggiolone perché voleva che la prendessi in braccio. Con la mamma non voleva stare, con il papà non ne voleva sapere, con le altre due coppie manco per l'anticamera del cervello, con lui figuriamoci, voleva solo me. La sua Alice personale, la sua Maia e la sua Dorothy.
Per una sera, dopo tanto tempo, finalmente mi sono sentita una favola.
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venerdì 26 ottobre 2007
siringa di Voltaren sta a Imac come accertamenti stanno a Ikea
Non ho mai avuto tanta compagnia nei momenti cruciali. Sia lui che mia mamma ieri mi hanno voluto accompagnare a fare gli esami richiesti dal medico curante. Non sono usciti perfettissimi, un risultato lo ritiro lunedì, ma posso dire con certezza che non ho quella cosa che inizia con iperpara e finisce al 90% con un'operazione. Una settimana di attesa passata nel più completo terrore. Fanculo.
Tra un esame e l'altro, sotto la pioggia battente, con gli stivali verdi scamosciati nuovi su cui le gocce si sono trasformate in macchie indelebili, lui mi ha proposto "E ora che si fa? Andiamo in qualche bel posto?" e io ho colto la palla al balzo: "Andiamo all'Ikea!"
Sono incorreggibile, non c'è altro da dire. Ma credo di aver preso da mamma, che al telefono con papà gli ha dato qualche mia notizia, informandolo che di lì a poco avrei dovuto sottopormi ad altri accertamenti, e che intanto andavamo a fare "un servizio". Beh, se l'Ikea si chiama servizio!
Ho saccheggiato il bazar, dalle tovagliette all'americana ai vasi per le piante.
Lei: "Mamma guarda! Hanno fatto le tovagliette nere finalmente!"
Mamma: "Uh! Si! Le altre volte c'erano solo in altri colori!"
Lei: "Che dici, quante ne prendo? Quattro?"
Mamma: "Forse è meglio 6, non credi?"
Lei: "Sai che ti dico? Hai ragione! (mentre conta 1, 2, 3, 4, 5, 6...) (7...8) Però preferisco prenderne 8, visto che gli altri set di tovagliette sono da 6. Così quando avrò 8 persone a cena saprò cosa utilizzare."
Mamma: "Ok, mi sembra un'ottima idea!"
Lei: (mentre conta 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8 tovagliette... 9, 10...) "Anzi no, ne prendo 10. Meglio abbondare che non si sa mai."
Incredibile. Una giornata che si prospettava costellata di stress e radiazioni si è trasformata in uno shopping sfrenato dell'ultim'ora. Ho riempito il carrello senza pensare a brutte malattie e senza lui che rompeva i maroni faiprestomuovitimisonorottousciamodaqui, ché ci ha lasciate in completa libertà mentre saccheggiava a sua volta Leroy Merlin. Ci ha raggiunte appena siamo uscite dal bazar, dirette alle casse, e ha iniziato la solita solfa.
Lui: "Ma che è tutta sta roba??"
Lei: "Che vuoi? Leva subito le mani dal carrello!"
Lui: "E dove hai intenzione di appenderlo questo specchio???"
Lei: "Non lo so ancora."
Lui: "Ma dove ce le mettiamo 'ste cose?? Non c'è più spazio!"
Lei: "Lo spazio c'è, è solo che tu non lo vedi."
Lui: "Guarda che io ho la vista migliore della tua!"
Lei: "E poi non rompere sempre le scatole, tanto pago io. Pagassi tu, capirei pure. Ecchecchacchio."
Lui: "Beh fai un po' come ti pare oh."
Pago. Usciamo scarrozzando il carrello verso l'auto. Lui apre il cofano e...
Lei: "Azz e meno male che IO riempio la casa di stronzate!!!"
Lui: "Che vuoi? Leva subito le mani dal cofano!"
Lei: "Che è tutta sta roba??"
Lui: "Sono cose mie."
Lei: "Ma non hai più spazio dove mettere cazzate!"
Lui: "Lo spazio c'è, solo che tu non lo vedi."
Dio, quanto lo amo quest'uomo!!!
Tra un esame e l'altro, sotto la pioggia battente, con gli stivali verdi scamosciati nuovi su cui le gocce si sono trasformate in macchie indelebili, lui mi ha proposto "E ora che si fa? Andiamo in qualche bel posto?" e io ho colto la palla al balzo: "Andiamo all'Ikea!"
Sono incorreggibile, non c'è altro da dire. Ma credo di aver preso da mamma, che al telefono con papà gli ha dato qualche mia notizia, informandolo che di lì a poco avrei dovuto sottopormi ad altri accertamenti, e che intanto andavamo a fare "un servizio". Beh, se l'Ikea si chiama servizio!
Ho saccheggiato il bazar, dalle tovagliette all'americana ai vasi per le piante.
Lei: "Mamma guarda! Hanno fatto le tovagliette nere finalmente!"
Mamma: "Uh! Si! Le altre volte c'erano solo in altri colori!"
Lei: "Che dici, quante ne prendo? Quattro?"
Mamma: "Forse è meglio 6, non credi?"
Lei: "Sai che ti dico? Hai ragione! (mentre conta 1, 2, 3, 4, 5, 6...) (7...8) Però preferisco prenderne 8, visto che gli altri set di tovagliette sono da 6. Così quando avrò 8 persone a cena saprò cosa utilizzare."
Mamma: "Ok, mi sembra un'ottima idea!"
Lei: (mentre conta 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8 tovagliette... 9, 10...) "Anzi no, ne prendo 10. Meglio abbondare che non si sa mai."
Incredibile. Una giornata che si prospettava costellata di stress e radiazioni si è trasformata in uno shopping sfrenato dell'ultim'ora. Ho riempito il carrello senza pensare a brutte malattie e senza lui che rompeva i maroni faiprestomuovitimisonorottousciamodaqui, ché ci ha lasciate in completa libertà mentre saccheggiava a sua volta Leroy Merlin. Ci ha raggiunte appena siamo uscite dal bazar, dirette alle casse, e ha iniziato la solita solfa.
Lui: "Ma che è tutta sta roba??"
Lei: "Che vuoi? Leva subito le mani dal carrello!"
Lui: "E dove hai intenzione di appenderlo questo specchio???"
Lei: "Non lo so ancora."
Lui: "Ma dove ce le mettiamo 'ste cose?? Non c'è più spazio!"
Lei: "Lo spazio c'è, è solo che tu non lo vedi."
Lui: "Guarda che io ho la vista migliore della tua!"
Lei: "E poi non rompere sempre le scatole, tanto pago io. Pagassi tu, capirei pure. Ecchecchacchio."
Lui: "Beh fai un po' come ti pare oh."
Pago. Usciamo scarrozzando il carrello verso l'auto. Lui apre il cofano e...
Lei: "Azz e meno male che IO riempio la casa di stronzate!!!"
Lui: "Che vuoi? Leva subito le mani dal cofano!"
Lei: "Che è tutta sta roba??"
Lui: "Sono cose mie."
Lei: "Ma non hai più spazio dove mettere cazzate!"
Lui: "Lo spazio c'è, solo che tu non lo vedi."
Dio, quanto lo amo quest'uomo!!!
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ti amo... da morire...
martedì 23 ottobre 2007
questa è una di quelle sere
Che quando inserisco le chiavi nella serratura della porta di casa comincio a sudare freddo, cosciente di ciò che troverò una volta entrata. Una di quelle sere in cui chiamo disperata mia madre al telefono facendole venire una sincope dallo spavento, mentre volevo solo chiederle cosa cazzo potevo cucinare. Quelle sere in cui vorresti trovare la tavola già apparecchiata, e un piatto caldo pronto per essere divorato. Con una letterina sotto il piatto, come quando a 6 anni si faceva col papà, che ti rallegra informandoti che i piatti si laveranno da soli, merito di qualche nuova ultratecnologia. Una di quelle sere in cui litighi con la dispensa perennemente vuota come un campo di calcio squalificato a vita, in cui cerchi qualsiasi tipo di barattolo dal contenuto commestibile a crudo. Quelle sere in cui ti dici "vabbè, pizza", e poi davanti agli occhi ti si palesa il pensiero di lui con il le linguine al pesto dipinte ad acquerello negli occhi, e capisci che non era la serata adatta per romperti i coglioni di cucinare. Una di quelle in cui non vuoi in ogni caso sporcare né pentole né piatti, ma poi sbirciando nel lavello ti ricordi di non aver lavato quelli del giorno prima. Quelle sere in cui trovi un barattolo di fagiolini verdi e uno di pomodorini, e che te li spadelli con aglio e olio. Cosciente, purtroppo, che a lui fanno veramente schifo.
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tortura
lunedì 22 ottobre 2007
il tuo cuore esiste nel mio...
Il tuo cuore lo porto con me,
lo porto nel mio,
non me ne divido mai,
dove vado io, vieni anche tu, mia amata.
Qualsiasi cosa venga fatta da me, la fai anche tu, mia cara.
Non temo il fato, perchè il mio fato sei tu, mia dolce.
Non voglio il mondo, perchè il mio mondo, il più bello,
il più vero, sei tu.
Questo è il nostro segreto profondo,
radice di tutte le radici,
germoglio di tutti i germogli,
cielo dei cieli di un albero, chiamato vita,
che cresce più alto di quanto l'anima spera.
E la mente nasconde
la meraviglia che le stelle separa, il tuo cuore esiste nel mio...
Ecco il segreto più profondo,
che nessuno conoscerà mai,
radice delle radici,
germoglio dei germogli.
E cielo dei cieli di un albero chiamato vita,
che cresce più alto di quanto l'anima possa sperare.
Più vivo di quanto la mente possa celare.
Prendo il tuo cuore, lo porto con me ...nel mio.
Edward Estlin Cumming
lo porto nel mio,
non me ne divido mai,
dove vado io, vieni anche tu, mia amata.
Qualsiasi cosa venga fatta da me, la fai anche tu, mia cara.
Non temo il fato, perchè il mio fato sei tu, mia dolce.
Non voglio il mondo, perchè il mio mondo, il più bello,
il più vero, sei tu.
Questo è il nostro segreto profondo,
radice di tutte le radici,
germoglio di tutti i germogli,
cielo dei cieli di un albero, chiamato vita,
che cresce più alto di quanto l'anima spera.
E la mente nasconde
la meraviglia che le stelle separa, il tuo cuore esiste nel mio...
Ecco il segreto più profondo,
che nessuno conoscerà mai,
radice delle radici,
germoglio dei germogli.
E cielo dei cieli di un albero chiamato vita,
che cresce più alto di quanto l'anima possa sperare.
Più vivo di quanto la mente possa celare.
Prendo il tuo cuore, lo porto con me ...nel mio.
Edward Estlin Cumming
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ti amo... da morire...
domenica 21 ottobre 2007
Massa, Raikkonen e Alonso lo stronso
Finalmente il GP di Formula Uno è giunto al termine. Niente più domeniche in cui propongo a lui di uscire un po' ricevendo il solito due di picche ("Oggi no, c'è la gara"). Certo che però un po' mi mancherà poltrire sul divano accoccolati mentre lo riempio di domande stupide su punteggi, pit stop, classifica iridata e bandiera a scacchi. Beh, poltrire poltriremo lo stesso, su questo non c'è dubbio.
E' stata una giornata piovosa, addirittura il cielo ha pianto pure sul Papa in piazza Plebiscito, mentre noi alle 12 eravamo ancora sotto il piumone 4 stagioni Ikea. Ci siamo alzati solo per la fame, zittendola con due fette biscottate integrali e marmellata dietetica. Una colazione degna d'un re, talmente calorica da farmi trovare la forza di fare l'odioso cambio di stagione. Già. Ho avuto a che fare con colonie di acari, ho combattuto con le grucce che m'avranno sfilato almeno 5 maglie, ho ridato il benvenuto a vestiti che non vedevo l'ora di reindossare, e mi sono resa conto che se pure volessi acquistare che so... una giacca... non saprei dove metterla. Non c'è un buco manco per una nuova mutanda. Siamo al limite dello spazio utile. Quindi ho messo in moto il cervello, sfornando tre soluzioni:
1. non acquistare più nulla, nemmeno un paio di collant!
2. cambiare casa
3. non far nascere nessun bebé, così la stanzetta a lui dedicata potrà diventare una dress room.
Visto che nessuna delle tre è fattibile, mi toccherà comprare quell'aggeggio che aspira l'aria e che fa diventare 5 kg di vestiti una sottiletta. Non capisco perché l'anno scorso avevo lo stesso problema con le scarpe. Come cazzo ho fatto a risolverlo? Ora che ci penso... che fine hanno fatto i miei stivali neri????
E' stata una giornata piovosa, addirittura il cielo ha pianto pure sul Papa in piazza Plebiscito, mentre noi alle 12 eravamo ancora sotto il piumone 4 stagioni Ikea. Ci siamo alzati solo per la fame, zittendola con due fette biscottate integrali e marmellata dietetica. Una colazione degna d'un re, talmente calorica da farmi trovare la forza di fare l'odioso cambio di stagione. Già. Ho avuto a che fare con colonie di acari, ho combattuto con le grucce che m'avranno sfilato almeno 5 maglie, ho ridato il benvenuto a vestiti che non vedevo l'ora di reindossare, e mi sono resa conto che se pure volessi acquistare che so... una giacca... non saprei dove metterla. Non c'è un buco manco per una nuova mutanda. Siamo al limite dello spazio utile. Quindi ho messo in moto il cervello, sfornando tre soluzioni:
1. non acquistare più nulla, nemmeno un paio di collant!
2. cambiare casa
3. non far nascere nessun bebé, così la stanzetta a lui dedicata potrà diventare una dress room.
Visto che nessuna delle tre è fattibile, mi toccherà comprare quell'aggeggio che aspira l'aria e che fa diventare 5 kg di vestiti una sottiletta. Non capisco perché l'anno scorso avevo lo stesso problema con le scarpe. Come cazzo ho fatto a risolverlo? Ora che ci penso... che fine hanno fatto i miei stivali neri????
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