sabato 30 giugno 2007

poker d'assi

Ad un tavolo di poker professionale non capita ciò che succede quando siamo noi a giocare. Quattro carte uguali in continuazione. Quattro assi. Quattro kappa. Quattro sette. Quattro dieci. Quattro otto. Poker a non finire. Ovviamente a me non è mai toccato. Nonostante ciò ho vinto 70 centesimi. Lui invece ha perso.
Ad un tavolo di poker professionale non capita ciò che succede quando siamo noi a giocare. Non ci sono buccie di noccioline ovunque. Bottiglie d'acqua grondanti di sudore, coca cola sfiatata, gin&tonic senza ghiaccio, trenta bicchieri per quattro persone, e mani che abilmente senza farsi notare prendono fiches dal piatto mentre la sottoscritta abbraccia la sua vincita per avvicinarla a sé.
Ad un tavolo di poker professionale non capita ciò che succede quando siamo noi a giocare. Che vinco 70 centesimi, lui ne perde 90 e paga gli altri pokeristi con le mie monetine calde calde di vittoria.
Ma tutto sommato, la comunione dei beni è anche questo. Condividere perdite e vincite, che siano al gioco, al lavoro, al gratta e vinci o all'agenzia delle entrate. Che culo.

venerdì 29 giugno 2007

grandiosa questa lista...

E' BELLISSIMISSIMOOOOOOOO
ho ricevuto uno splendido set di fiches professional...
stasera mi sa che le devo inaugurare con una bella vincita, anche se penso che dopo tutti i soldi che ha speso per regalarmele mi farà veramente maleeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee
grazie tesoro

che stanchezza

Ultimamente mi capita spesso di tornare a casa dopo il lavoro e non aver voglia di fare nulla. Zero totale. Se non buttarmi sul divano/poltrona/letto e spegnere l'interruttore del mio cervello.
Stasera invece mi ero mossa con tutte le migliori intenzioni. "Prendo la metro, arrivo a casa, nascondo il regalo per lui, riscendo e faccio un po' di spesa per preparargli una cenetta con i fiocchi". Beh, la metro l'ho presa, sono addirittura arrivata a casa, trascinando dieci chili di regalo (non sono ancora riuscita a capire se è il contenuto o il contenitore a pesare così tanto). Ho sistemato il pacco infiocchettato, e non ho neppure aperto i balconi sapendo di dover riscendere. Il tempo di fare una piccola visita al bagno per rimirare le piastrelle, ed ecco che nella mia mente ricompare la solita malsana stupida idea. "Quasi quasi non scendo. Stasera non mi va di cucinare. Sono stanca. E poi la signora del supermercato mi sta sul cazzo".
E in un batter d'occhio mi ritrovo sul letto, stremata, ad occhi chiusi, pensando a come la prenderà lui che tornerà a casa e per l'ennesima volta non troverà nulla da mangiare. Cavolo, è pure il suo onomastico, magari si aspetta di trovare un'ottima cena al sapor di melanzane alla parmigiana. Invece, il nulla. Al massimo una linguina al pesto già pronto.

finalmente

Problema regalo risolto. Questa lista è una santa cosa, me la son portata dietro nell'ora d'aria e subito ho trovato una cosina per lui.
Sono fiera di me stessa e del mio bancomat.

russare

Che splendide le notti quelle in cui non si sente nulla, silenzio, pace, solo quel soffio di vento proveniente dal balcone aperto per metà, niente zanzare... che pace. Su 30 notti mensili ne saranno solo 4 così. Tutte le altre devo stare a sentire te che russi come un trattore. Ormai non funziona nemmeno più il calcetto sulla gamba, nè il pizzico sulla guancia. Ieri addirittura ti ho tappato il naso, e tu continuavi imperterrito a russare. Dio mio che angoscia. Così ho preso il cellulare, l'ho acceso, e ho cominciato a registrare tutto. Stasera ti faccio sentire perché non riesco a prendere sonno. Non potrai più dirmi che mi suggestiono, e che tu dormi serenamente senza emettere suoni. Ecco. Tiè.

il casco

Ecco, ti ho detto una bugia stamattina, quando mi hai chiesto dove fosse il tuo regalo. Non l'avevo dimenticato in ufficio, non ho comprato proprio nessun regalo fino ad ora. Ma vorrei rimediare, e così stavo spulciando la tua lista. Ma è piena di cazzate, com'è possibile? Eppure mi era sembrato di averti detto di non mettere cose che già hai come le camicie, e l'abbonamento a riviste (che se le fregherebbero dalla buca della posta).
Quasi quasi sono tentata di regalarti la museruola per Illa. Dopotutto chi è questa tizia? Io non la conosco. No no. Per cui mi fa piacere regalarti qualcosa che puoi utilizzare per vivere meglio, si.
Oppure del vino d'annata. Ma sono sicura che se fossi io a regalartelo lo daresti da bere alle mie piantine. Come pure i gemelli, via giù dal balcone. E i gratta e vinci. Perché la questione qui, è che tu da me vuoi solo le macchinine, i modellini, i libri potenti, i biglietti per i GP, e il casco originale di Ayrton Senna. Ma dico io. Dove diavolo lo vado a trovare? Se vuoi te lo faccio pezzottare da un bravo artigiano. Poi lo butto da un decimo piano, lo sporco di grasso, ci faccio un buco con il trapano, lo rovino insomma. Ed ecco fatto il casco di Senna.
Mi metto subito all'opera.

risoluzione dei problemi

Dolce amore mio, puoi mettere tutti gli AAAAAAAA che vuoi, ma stai sicuro che un'altra schiava come me, che ti fa le valigie SEMPRE E COMUNQUE pur di non sentirti, non la trovi. Nemmeno in Papuasia, stanne certo. Quindi, ricapitolando.
Vuoi che ti faccia le valigie? Benissimo. Allora questo week-end preparami tutti i capi d'abbigliamento e cianfrusaglie varie che vuoi portare in viaggio, che poi la valigia la riempio io.
Ecco, problema risolto.

giovedì 28 giugno 2007

AAA cercasi preparatrice di valigie a domicilio

uff... qualche anima pia che mi aiuterà con la valigia la troverò...
ma perchè non me la vuoi fare??? allora io prendo le valigie dallo sgabuzzino e non guido fino alla meta.... facciamo tutto al 50% hihihihihi
ecco fatto cominciamo pure con i ricatti.

AIUTATEMIIIIIIIIIIIIII

siamo di nuovo punto e a capo

Da lunedì prossimo lui è in ferie, fino al venerdì successivo. Per non lasciarlo solo a gironzolare per l'Italia ho chiesto anch'io qualche giorno. E me ne hanno concessi tre. Per cui martedì si parte alla volta del profondo sud.
Ieri sera, prima di andare a letto, lui mi dice con sguardo preoccupato "Scè, tieni presente che le valigie le devi fare entro lunedì sera". Io cosa? Le DEVO fare?
"Ehm, certo, la mia valigia sarà pronta per domani".
Inutile dire in che modo mi ha squadrato, da capo a piedi, manco fossi un fenomeno da baraccone. Ed è stato in quel momento che il suo labbro inferiore ha cominciato a pendere verso il pavimento, e che le sue rughette sotto gli occhi si son fatte più spesse.
Piagnucolando se ne esce fuori con una frase memorabile. "Tu una volta mi facevi le valigie, mi stiravi le camicie, ora non fai più niente di tutto questo. Le cose tra di noi stanno cambiando, non è così?"
Trattengo una risata fragorosa tra le mascelle, le lacrime nervose sotto le palpebre. Fino a che sbotto, e gli verso addosso una serie di blah blah blah che nemmeno ricordo.
Io odio fare le valigie, odio dover scegliere i capi da portare in vacanza, odio piegarli per bene, odio riporli con cura per non farli stropicciare troppo. E arrivare a destinazione, tirarli fuori, appenderli nell'armadio o sistemarli nei cassetti. E al ritorno rifare e ridisfare tutto da capo. Figurati farle per due persone. Con te che ti appollai come un gufetto sulla spalla, a dirmi "No, questo non lo voglio, prendi la camicia a righe rossa e nera piuttosto. Mi hai messo le mutande? Quante? E i calzini? Li hai appaiati? Quali costumi mi hai messo? E il mio caricabatterie?". Ma perché cavolo non te la fai tu allora? Perché mi devi stressare con le tue paturnie da fashion man?
Mi rompo, ok? Stavolta la TUA valigia te la fai TU. Hai un intero fine settimana a disposizione, oltre a lunedì e martedì. Quindi non rompermi le palle. Ah.

poker

Sono stata di parola, ho lavato tutti i piatti e ho preparato per cena quello che avevo in mente sin dal primo pomeriggio. Per poi giocare a poker con una coppia di amici, come succede diverse volte alla settimana. E ovviamente - me lo sentivo - ho perso. 80 centesimi. Mentre lui ha vinto un paio di euro. Il bleffaiolo per eccellenza. Ma che culo che ha...