venerdì 7 settembre 2007

scala reale massima

Riprende la nuova stagione dei pokeristiperhobby. Stasera casa nostra ridiventa il palcoscenico su cui si esibiranno i giocatori più sfigati dell'ultimo millennio. Me compresa. Considerando che non gioco da tanto mi sa che non otterrò granché, ma confido nell'abbronzatissima dea fortuna che quest'estate si sarà fatta una bella vacanza. Spero sia rientrata al lavoro rigenerata, e che abbia avuto il tempo di sbrigare tutte le mie pratiche. Detto questo, passo e chiudo.

una fruttuosissima giornata

Che dire, nuovo anno lavorativo, nuova veste grafica alla nostra casetta virtuale, nuove scarpe acquistate ieri (dio... il mio primo paio di Camper, in saldi oltretutto, un'emozione unica!), nuovi gemelli d'acciaio che ho regalato a lui, e per chiudere in bellezza pizza fumante rintanati in casa mentre un temporale dalla potenza storica imperversava fuori, e Armageddon per l'ennesima volta, ché a lui piace tanto la Liv. Lo so, lo so... sto esagerando. Dovrò dare un freno alle mie spese, altrimenti il mutuo a fine mese non riuscirò a pagarlo. Ma è così rigenerante camminare su delle scarpe comode come queste... e lui aveva proprio bisogno dei gemelli... e ieri sera non mi andava per niente di cucinare... insomma, per ora è andata così. Poteva andar peggio. No?

giovedì 6 settembre 2007

l'impresa impossibile

Squilla il mio cellulare, Bono canta One e sul display lampeggia il nomignolo di lui.

"Ciao amo tutto a posto?"
"Uè scè allora è tutto organizzato."
"Cosa scusa?"
"Ho sentito X, possiamo andare a dormire da lui."
"Di cosa cazzo stai parlando??"
"Praticamente partiamo il venerdì sera, arriviamo a Genova a mezzanotte, la mattina dopo partiamo per la Costa Azzurra, vediamo Montecarlo e..."
"Ma sei impazzito? Ma quando??"
"Si, vediamo Montecarlo, dormiamo di nuovo a Genova e poi torniamo a casa."
"Hai bevuto?"
"In verità ancora devo pranzare."
"Azz, stamm' a ppost'! Vabbè poi ne parliamo a quattr'occhi."

Una follia. Tempo fa chiacchierando [vaneggiando] con T&T, lui se ne uscì con un'assurdità: partire il venerdì sera da Napoli e andare a Parigi per un Croissant. Con rientro la domenica. Praticamente 40 ore di viaggio e 1 ora di soggiorno solo per ingozzarsi con un cornetto sotto la Tour Eiffel. Un pazzo sfrenato. Io non lo so la sua mente come fa a partorire certi film. Vista la nostra reazione quasi aggressiva spostò la meta su Montecarlo. Ed eccolo che a distanza di 20 giorni ha partorito il programma effettivo della pazzia dell'anno. La cosa bella è che se io e T&T non l'accontentiamo, romperà l'anima fino al 2010. Dopodiché ricomincerà con la tiritera del viaggio in auto a Capo Nord.

all'alba... vincerò...

mercoledì 5 settembre 2007

cambio di programma

Dicevamo? Ah si, non mi andava di cucinare. Ma mentre m'incamminavo per raggiungere l'ennesimo treno della mia vita si sono materializzate davanti ai miei occhi delle melanzane ripiene. D'improvviso mi era tutto chiaro come il sole. L'acquolina in bocca cresceva con l'aumentare dei metri bruciati, il mio fruttivendolo mi è apparso sotto forma di allucinazione col suo sorriso, ed è stato allora che ho preso la mia decisione: avrei cucinato le melanzane ripiene.
Scesa dal treno sono corsa da lui, trovandomi di fronte una tristissima saracinesca abbassata. L'alternativa era il fruttivendolo concorrente, orrido perfido e sempre pieno di complimenti volgari, e il reparto ortofrutta in quella specie di supermercato sotto casa. Opto per la seconda ipotesi, senza pensarci troppo. Dunque... il Nesquik per lui che altrimenti non mi fa colazione - povera creatura - mezzo chilo di melanzane, una manciata di pomodorini, due cipolle bianche. Si, il resto è tutto a casa. Mi avvicino all'operatore chiedendogli delle melanzane ciotte ciotte, e le vedo lì rinsecchite. Il tizio ne prende un paio porgendole sulla bilancia, ma poco prima che tocchino il piatto le tasto. Sono mollicce e di un colorito spento. Così lo guardo e dico "Vorrei quelle", indicando una cesta che sarà stata quasi a tre metri da terra, ma da cui spuntavano delle splendide toste e succulente melanzane. Mi guarda allibito e offeso, e si arrampica con la grazia di un elefante sulle ceste per poi ritrovarsi quella in cima direttamente sulla sua testa. Premo una mano sulla bocca nascondendo una risata, osservandolo mentre raccoglie tutti gli ortaggi per rimetterli al loro posto. Nervoso, mi pesa le mie melanzane nuove, dicendo che quelle che mi aveva dato pocanzi erano molto più buone di quelle scelte da me. "Beh non importa, io voglio queste. E mi dà anche un grappolo di pomodorini?" Immaginavo che avrebbe messo le mani su quelli un po' macchiati e rugosi, così gli indico la cesta in alto che contiene quelli freschi freschi che aspettavano solo me.
"Signorina, non è che vuole quelli confezionati? Li ho appena pesati di persona."
"No, voglio quelli lassù."
Con gli occhi iniettati di sangue mi accontenta, stavolta senza mietere vittime. E credo seriamente che le cipolle me le avrebbe spruzzate in un occhio se non ci fossero state telecamere. Ma che importa.
Pago la mia spesa ed esco dal supermercato, e chi mi trovo davanti? Le ragazze del mio parrucchiere. Le saluto cordialmente informandole del fatto che probabilmente sabato prossimo avrei fatto un salto in salone. "Si vede, eheheh." Ah-ah. I miei capelli con il sole hanno preso un color carota + un grigiobianco dei miei prematuri capelli bianchi + una ricrescita color merda di quasi 10 cm. Hanno ragione a ridere. L'importante è che da sabato sarò come nuova, e che stasera (ho appena spento il forno) lui mi dica "Ce ne sono ancora? mamma mì come so' buone!" riempiendomi il cuore...
Vada a farsi fottere la dieta. Ci penserò dopo Natale.

la cucina immacolata

Non mi va. Sono stanca. Non ho voglia di cucinare. Sono due giorni che torno a casa e mi stravacco in poltrona a leggere, aspettando che lui rientri dal lavoro pronta per dirgli che non ho preparato niente per cena. Lunedì ci hanno salvati i Quattro salti in padella Findus (tali gnocchetti alla sorrentina, commestibili), ieri sera la pizza a domicilio. Stasera a chi ricorrerò? Al pollo arrosto? O al pesto pronto per poi lasciare la pentola della pasta nel lavandino altri tre giorni? Dio che stress, il solo pensiero di quello che c'è da fare a casa mi strema. Quindi ho deciso, non ci penserò. Tanto prima o poi qualche scienziato che non saprà come impiegare il tempo per qualcosa di intelligente inventerà la bacchettona magica, e allora sarà come vivere in paradiso. Non ci penso. Non ci penso. Non ci penso.

martedì 4 settembre 2007

perché mi domando perché?

I miei "perché?" erano semplici e pure domande, non lamentele. Un modo per fare umorismo, e rendervi partecipi di ciò che succede a casa nostra. Dopotutto ho scelto io di sposarlo, ero cosciente di ciò a cui sarei andata incontro, e senza paura e senza remore ho continuato ciò che avevo iniziato: una storia meravigliosa, che sa di birbanti bimbi dispettosi, che si cercano e si amano, che giocano insieme e scartano l'aglietto dal piatto di un semplice pranzo. Sono innamorata dei suoi calzini per terra, e dei bicchieri che lascia in giro. Alzarmi al mattino e trovare il lavandino pulito mi costerebbe lacrime, vorrebbe dire che lui non è con me. E' unico, strabiliante, tenero e rompipalle, le labbra su cui c'è sempre dipinto un sorriso, da lasciare senza parole. Giorni fa ho visto uno stupido film, ma tra le righe uno degli attori, nelle vesti di un prete, ha detto una cosa che mi ha sinceramente commossa, mentre lui attorcigliava le sue mani alle mie. Più o meno diceva così... quando invecchierai insieme alla tua compagna, e la vedrai ancora come lei si sentirà dentro, saprai cosa significa amare. E se solo allora sarà l'apice, ciò che sento adesso sono sicura sia già il culmine.

lunedì 3 settembre 2007

perché?

  1. Perché quando lui prende un bicchiere per bere dopo averlo usato non lo butta nel cestino/ripone nel lavello, lasciandolo dove capita?
  2. Perché quando si accorge di avere i calzini sporchi invece di metterli nella cesta li lascia a terra facendone accumulare montagne?
  3. Perché quando gli chiedo di buttare la spazzatura mi risponde "vado dopo...", per poi non andarci più?
  4. Perché quando si lava i denti lascia chiazze di dentifricio nel lavandino pur sapendo che mi tocca i nervi?
  5. Perché quando si sveste butta tutto dove capita, costruendo piramidi di vestiti sul genere tienimichetitengo?
  6. Perché quando si siede sul gabinetto non controlla mai che ci sia carta igienica, rimanendovi puntualmente seduto come un citrullo in attesa che la sottoscritta dispettosa non gliene porti un rotolo?
  7. Perché russa????
  8. Perché quando fa la brace puntualmente non la pulisce mai?
  9. Perché usa la mia spugna sotto la doccia se gliene ho comprate 2?????

Oggi vado giù di quesiti. Non riesco a darmi delle risposte. E mi chiedo il perché.

domenica 2 settembre 2007

the day after

Lui si è reso conto di aver commesso un gravissimo errore quando arrivati all'outlet ha iniziato a impartire ordini e a ricevere le nostre lamentele.
"Non più di mezz'ora a negozio, nessuno aspetta nessuno, se ci si perde ci si trova alla macchina, avete 3 ore di tempo"
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"Scusa? Mezz'ora? E se trovo un capo che mi piace? E se c'è fila alla cassa? E se ci perdiamo non ci possiamo chiamare sul cellulare invece di andare all'auto e restare lì per ore imbalsamati dal caldo? E poi l'outlet chiude alle 21, non alle 19, quindi abbiamo molto più tempo"
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Ed ecco arrivare la sua coscienza... "Ma chi cazzo me l'ha fatto fare...".
E' stata un'esperienza unica, tra camerini e scaffali, toilette e bancomat, jeans e mutande. Non ci siamo mai persi di vista, tranne quando lui e l'amico sono entrati da Adidas e noi in un negozio dietro l'angolo. Non sono usciti più. Finito il nostro saccheggio siamo entrate per cercarli, e di loro neanche l'ombra. Chiamo lui sul telefono, che mi risponde con uno strano modo di spiccicare le parole. Aveva qualcosa in bocca. Quei due stronzi, invece di invitarci a banchettare con loro ci hanno teso un tranello. Hanno aspettato che ci allontanassimo per mangiare pizza e bere birra. Ce la pagheranno.
Quando ci hanno buttato fuori dall'outlet, vista la tarda ora, ci siamo rimessi in macchina. In autostrada, diretti verso la capitale, abbiamo contato i danni. Devo ammettere che io ne ho fatti tanti, soprattutto da Intimissimi, dove mi sono rifatta tutto l'intimo. Potevo mai resistere di fronte a reggiseni che un anno fa costavano 25 euro e che invece ora mi dondolavano davanti agli occhi con il cartellino che recava la cifra 3 euro? Appunto. E i calzini? Splendidi e coloratissimi a 1 euro? Ecco. Il problema è che ora dovrò comprare un'altra cassettiera, e di spazio in camera da letto non ce n'è. Ma magari buttiamo giù una parete ed allarghiamo la stanza, potrebbe essere una soluzione.
Giunti a Roma, abbiamo avuto il culo di trovare parcheggio gratuito sul Lungotevere. Ci siamo affidati alle istruzioni di Tom (Tom) per raggiungere a piedi un ristorante che ci era stato consigliato da amici. Abbiamo cenato alla romanaccia maniera, lui con un piatto di 200 gr. di pasta alla carbonara in cui ci saranno state minimo 3 uova (per la serie "fanculo dieta"). E raggiunto Campo dei Fiori, San Pietro, e il Colosseo, che abbiamo deciso di ammirare in silenzio per una mezz'oretta appollaiati su un muretto con le gambe a penzoloni. Siamo tornati a casa che quasi albeggiava, erano le 5.30. Con una stanchezza immensa, tanto grande quanto la gioia di aver trascorso una splendida giornata.
Credo che lui non entrerà più in un negozio finché morte non ci separi.

sabato 1 settembre 2007

w la birra del venerdì sera

Ieri sera le nostre strade si sono divise: lui al lavoro fino a tardi per poi andare a cenare con colleghi, ed io con alcune amiche a mangiare una pizza e a leggere tarocchi con Rhum&Coca e vino rosso. Visto che la dieta nel fine settimana non è fattibile, stamattina mi ha proposto di passare la giornata con due nostri amici - quelli con cui abbiamo trascorso una splendida settimana estiva - all'Outlet di Valmontone, seguita da una cena a Roma. Insomma, un vero sbattimento. Ma quante altre volte nella vita mi capiterà un marito ancora stonato alle 11 del mattino, che mi giura si farà trascinare ore e ore tra negozietti di ogni genere? Prendo al volo l'occasione e impugno la mia busta paga fresca fresca di consegna. Quando si renderà conto di aver fatto un grande errore sarà troppo tardi ihhihihi :-D