martedì 7 agosto 2007

Finché la barca va

Il tizio del Bahrein... Si, il sultano insomma. O lo sceicco. Beh lui qualche anno fa attraccò la sua nave nelle vicinanze del porto. Se ne parlò per mesi. Ora proprio davanti casa mia s'è n'è fermata un'altra. Talmente grande da far sembrare le altre delle piccole formiche. E lei gigante nel bel mezzo del mare ad occupare acqua sufficiente per dissetare un intera città, e la fantasia spietata dei paesani chiacchieroni. Almeno da domani a un anno avranno qualcosa di nuovo di cui sparlare.

Mutuo dal tasso del casso

Ho avuto una notizia che mi ha fatto rimpiangere il mio buon vecchio affitto e un proprietario a cui dare dei soldi ad ogni fine mese. È arrivata una lettera dalla banca, con il prospetto aggiornato del piano d'ammortamento da qui ai prossimi 30 anni. E c'è una voce in calce che parla della rata finale. Dopo il nostro sangue amaramente versato per 30 anni ogni 28 del mese, l'ultima rata da versare sarà di 65.000 euro. Oltre l'importo finanziato e oltre gli interessi e oltre i 5 anni in più di salasso. Il mutuo che stipulammo era della durata di 25 anni, ma prevedeva rata costante e tasso variabile. I tassi sono aumentati col tempo, la rata è rimasta invariata ma gli anni sono diventati 30+maxiratagigante. Ho voglia di piangere. Voglio andare di nuovo in affitto.

lunedì 6 agosto 2007

Notti insonni

Ho un pensiero che mi tormenta. Immagino un'altra notte insonne come quella appena passata. Con i vicini che danno una festa e cantano a squarciagola schitarrando e lui che russa come un trattore in rodaggio. Ho dovuto fabbricarmi dei tappi di fortuna con la cartigienica, che non è che siano serviti a granché. Vorrei dormire. E svegliarmi venerdì, quando lui sarà di nuovo con me, senza lavoro a cui pensare... Senza pensieri che lo tormentano... Pronto per gustare una nuova estate di noi due. Ciao amore mio... Torna presto.

venerdì 3 agosto 2007

si parte

La scuola finiva a inizio giugno, e riprendeva a fine settembre. Erano 3 i mesi di vacanza, quando ancora non avevo nemmeno un capello bianco. Diventavo nera, mi rilassavo completamente, dimenticavo cosa volesse significare la vita di città e lo stress di un'interrogazione.
Il lavoro finisce con la prima settimana di agosto, e riprende nei suoi ultimi giorni. Sono 3 le settimane di vacanza, ora che ormai di capelli bianchi ne ho un'infinità. Divento colorata, leggo un paio di libri, e non dimentico che il tempo quando cresci scorre velocemente, e che presto dovrò risvegliarmi nel mio ufficio, a ricominciare un altro anno.
L'unica nota positiva di quest'estate è lui. Me lo strapazzerò per bene.

Buone vacanze a chi blogga e a chi no. Da domani (o da stasera?) posterò con il cellulare: poche righe, tanti errori, niente foto, nè risposte a chi commenterà. Ma tanto... presto sarò di nuovo in città, che il 27 agosto ormai è arrivato. Bai bai.

fanculo

Avrei voluto arrivare a destinazione, addormentarmi, risvegliarmi con il mare davanti agli occhi, raggiungerlo, tuffarmi e rituffarmi. Fino allo sfinimento. E invece... sti cazzi. Mi sono venute, con il solito ritardo dal tempismo perfetto.

la famiglia brambilla va in vacanza

1 trolley arancione formato famiglia.
1 trolley verde formato famiglia.
1 trolley arancione formato famiglia ridotta.
1 trolley portadueautoascoppio, formato uomo single in vacanza.
1 borsa Stockhome piena di scarpe e spartiti.
1 borsone pieno di asciugamani da mare e scarpe.
1 chitarra acustica.
1 busta gialla enorme di lui che non sono riuscita a capire che roba è.
2 beauty.

E non ho ancora messo in valigia la biancheria...

Stamattina, dopo un'alzataccia che aveva l'aria della tortura, siamo riusciti a metterci in moto riprendendoci dalla fatica di ieri sera. Per uscire di casa ho dovuto saltare sulle valigie, imitando le acrobazie circensi di quei pazzi sfrenati che si lanciano nel vuoto come se avessero le ali. Ne sono uscita incolume. Ma ora, da questa scrivania che non vuole vedermi più per almeno tre settimane, ho ancora l'immagine di lui che ridendo come un forsennato ripeteva "ma ci stiamo portando una casa, dove ce la mettiamo tutta questa roba, ahah" come un disco rotto. Basta. Ora voglio solo partire.

giovedì 2 agosto 2007

basta incubi

Stasera avrà inizio il nuovo incubo: fare le valigie. Che tanto nuovo non è, ormai mi ci dovrei essere abituata. Dovrei prenderla con filosofia, immaginare che sia una sorta di ginnastica per la mente e per il corpo. Dovrei ammirare il guardaroba finalmente vuoto e magari anche dagli una ripulita. Ma si sa, la pezza per la polvere non mi è mai stata compagna di avventura. Preferisco di gran lunga la mia bacchetta magica, quella che chiudi gli occhi e ti si materializza tra le dita. E puffeteppaffete che la casa si ripulisce. Sempre tenendo gli occhi chiusi. Non a caso questa pratica avviene di notte, durante sogni senza colore che a stento si ricordano. Alias: mi rompo le palle di pulire. Tanto pulisco e dopo un'ora è già punto e a capo. Per non parlare del bagno. Con l'ingente caduta di capelli che lui sta sopportando, il lavabo, la doccia, il pavimento, le mattonelle della parete, sono diventati tutti dispensari di riccioli castani. Che a carnevale ci potrei fare una parrucca delle migliori fatture. Io li levo, loro ritornano. Basta un attimo di distrazione che il bagno è di nuovo pieno di capelli. Una vera tortura. Proprio come fare la valigia.
Spero di riuscire a trattenere tutta l'energia che ho, per donarla con tenerezza a quei capi da piegare con minuzia. Quanto alle scarpe, non mi frega. Le prendo tutte in blocco e le butto in un borsone. Che il resto dell'energia mi serve per evitare di trucidare mio marito mentre impartisce ordini steso sul letto.
"No quello non lo voglio"
"Ma che me ne faccio di solo 4 mutande?"
"Mi metti le scarpe nere?"
"Mi sa che quella camicia si deve stirare"
"Uffa ma quanto ci metti?"
"Cazzo ma questa è tutta roba solo tua?"

quando...

Quando torni a casa e formiche non ce ne sono. Quando tuo marito ti chiama per chiederti "invitiamo amici stasera?". Quando mancano due giorni alla partenza e sai di avere mille cose da fare. Quando in un batter d'occhio inaspettatamente ti tocca aprire la porta 4 volte. Quando un'amica ti regala una bottiglia di Pampero senza motivo. Quando si stende un panno verde sul tavolo nero. Quando si perde mezz'ora a dividere le fiches per otto giocatori. Quando giochi fino alle due di notte e ridi e ridi senza essere ubriaco. Quando sai che rivedrai quegli amici non prima di un mese. Quando bluffi e quando hai il punto. Quando non sai giocare e ti ritiri ad ogni mano. Quando vinci qualche centesimo. Quando sai di aver passato una splendida serata. Quando una frittata e un pomodoro all'insalata hanno soddisfatto la tua fame. Quando fa caldo e hai i balconi aperti a far entrare la notte. Quando saluti i tuoi amici con calore. Quando chiudi la porta e spegni le luci. Quando sul letto ti rigiri a cercare chi ti è accanto. Quando nel tepore del sonno sussurri "ti amo". Quando sai che sarai lontana da tuo marito per una settimana. Quando vorresti svegliarti che è già passata. Quando l'estate è arrivata e in poco tempo avrà fine. È allora che io vivo.

mercoledì 1 agosto 2007

lotta alle formiche

Io odio le formiche. Le trovo dannatamente fastidiose. Quando meno te l'aspetti te le ritrovi addosso dopo aver spiccato il volo da un albero. Quando meno te l'aspetti ti invadono casa.
La "signora del piano di sopra", finito di rompere le palle innaffiando le sue piante con litri e litri e litri d'acqua che finiva puntualmente sui miei panni stesi, ha iniziato a rompere i coglioni con i tappeti e le tovaglie. Ogni giorno trovo le mie piante piene di capelli, molliche, caramelle masticate, chewingum appiccicosi e matasse di polvere. Credo che la migrazione pianodisopra-pianodisotto delle formiche abbia avuto inizio a giugno. Vedevo questa colonia percorrere il tubo dell'acqua piovana che scorre accanto al MIO balcone, per dirigersi sulla MIA ringhiera, e sulle MIE piante. Avrò spruzzato ogni tipo di DDT, ma oltre a rincretinire le foglie dei miei rigogliosi arbusti non ho ottenuto alcun risultato. Un giorno indefinito, lui ha montato l'irrigatore, in vista della nostra assenza estiva. Quindi ora dal nostro bagno parte un lungo tubicino che esce dalla finestra, percorre parte della ringhiera, e finisce in tutti i vasi. Questo tubicino credo sia stato battezzato come "Autostrada delle formiche". Qua e là, se guardi al microscopio, puoi vedere anche gli Autogrill, sempre affollati, con interminabili code alla cassa. Ma finché se ne stanno in autostrada ste stronze, cazzi loro. Quando poi però si sono accorte che la deviazione tubicino/finestrabagno avrebbe portato alla scoperta di mondi nuovi, me le sono ritrovate dappertutto. Sul lavandino (dove tenevano un comizio una decina di loro), nella vasca da bagno (dove si teneva proprio ieri sera un piscina party), e in tutta la cucina (si festeggiava la sagra della mollica rinsecchita). A nullo è valso ogni mio tentativo di sterminarle una ad una. La soluzione sarebbe semplice: chiudere la finestra del bagno. Ma non posso, altrimenti non arriverebbe più l'irrigatore alle piante. Come cazzo faccio? Ora che vado via per le mie vacanze, come farò? Già immagino al mio ritorno i fuochi pirotecnici per la madonna della sacra mollica, e le formiche ubriache e satolle che ormai hanno messo le tende anche in camera da letto.
Ho bisogno di una soluzione. Il count-down ha inizio.

vola vola vola vola vola l'ape maia

È incredibile come una semplicissima busta di risotto knorr liofilizzato allo zafferano e funghi porcini risolva con eccellenza una serata a due. Non avevo nessuna voglia di cucinare, soprattutto in vista della partenza per le agognate vacanze. E così, dopo essere entrata in casa e aver lottato aspramente con delle infami formiche che bazzicavano allegramente sul pavimento della cucina, aver fatto partire la lavatrice con panni sporchi di mesi, e vagato per tutti i mobili/frigo/cassetti in cerca di qualcosa di commestibile, ho deciso che non avevo motivo per non mangiare un buon risottino pronto. Attesi 15 minuti passati a mescolare con cura, aggiunto un cucchiaio d'olio e una spolverata di parmigiano, io e lui abbiamo cenato. Un pasto veloce e indolore, non fosse stato per quella pentola da lavare.
Abbiamo passato il resto della serata tra panni puliti all'odore buono di Dixan da stendere sul balcone e video no-stop su You tube. Ci è passata davanti un'intera infanzia, grazie a una serie interminabile di sigle dei nostri cartoni animati preferiti. L'ape maia, Yattaman, Candy Candy, Dolce Remy, La principessa Saphire, Lamu... fino a quando ci siamo imbattuti sulla sigla de Genitori in blue jeans, con Kirk Cameron che m'ha fatto ricordare di quanto mi piaceva da piccina. Così mentre lui era un attimo in bagno, sotto le note di "As long as we got each others", ho violentato Google inserendo come chiave di ricerca "Kirk Cameron". Sono finita sul suo sito, e me lo sono guardato in lungo e in largo. Ed è stato lì che ho capito: è per causa sua che hanno interrotto la serie fortunata del telefilm, e la faccenda ha un che di religioso. Ma dico io... tutte a me dovevano capitare? Ma non poteva evangelizzarsi in tarda età? No eh? E vabbè. Meglio chiudere e tornare a Nanà Supergirl, che sento lo sciacquone del bagno.