mercoledì 24 marzo 2021

Una canzone per te

Qualche giorno fa, in uno di quei fortunati giorni che trascorriamo insieme, Lui mi si pianta all'improvviso davanti mostrando tutti i denti. Si, era indubbiamente un sorriso.

Lui: "Oh! Sai che è successo???"
Lei: "No."
Lui: "Mi hai mandato una mail!!!"
Lei: "Io non ti ho inviato niente."
Lui: "Non è una domanda, è un'affermazione! Tu mi hai mandato una mail!"
Lei: "Ma di cosa parli?"
Lui: "Ma si! Mi hai mandato una mail dal futuro! O nel futuro, insomma una mail scritta secoli fa e che con qualche magheggio è arrivata ora."

Tirargli il telefono di mano per verificare di cosa stesse parlando è stato un attimo. Ma mentre tentavo invano di far riconoscere il mio volto alla sua Siri, ho avuto un flash. Certo! La mail nel futuro! "Crea una mail e spediscila nel futuro" recitava il claim di quel sito scovato in rete. E una volta realizzato che il mio volto non fosse quello di mio marito ho digitato il pin, cliccato sull'icona celeste con la bustina sopra eeee ZAC. Eccola lì. Era proprio la mia mail. Proprio quella! Poche righe smielate, e un link. Gli ho inviato una canzone, dieci anni fa. Quando tutto era bello, quando l'amore era grande, quando il cuore batteva forte per lui. Una canzone.

Nell'immediato il titolo non mi ha aiutato a ricordarla. "Ma se gliel'ho mandata nel futuro un motivo ci sarà", mi sono detta. Ho cliccato sul link trattenendo il fiato, ho chiuso gli occhi. E un "fiume in piena di vorrei" è sceso giù dai miei occhi.

2021, marzo, primavera appena iniziata. Covid-19 che ha cambiato la vita di tutti e troncato quella di tanti. E una mail spedita dal passato a ricordarmi quanto è bello, profondo e coinvolgente amarsi anche oggi, e che Lui, la sua scia, l'ha lasciata.

mercoledì 16 marzo 2016

Giochi scostruttivi

Descrizione dell'ambiente:
- pastelli ovunque;
- temperamatite divelto;
- conseguente perdita di materiale pastelloso ovunque;
- tappeto morbido smontato;
- tasselli del tappeto morbido in ogni dove;
- lettere dei tasselli del tappeto morbido fin nel pannolino;
- martello in legno del gioco di legno con lo xilofono di legno usato per martellare il pavimento;
- plaid impiastricciato sul letto, accuratamente riempito con un numero imprecisato di macchinine;
- rotolo di carta per la lunghezza di circa due metri, pasticciato, calpestato, che da lì a terra mi chiede aiuuuuutami cazzo! cosa mi guardi a fare???;
- macchina di legno con ruote usata come carro armato. Da uno che non sa manco cosa sia un carro armato. Se glielo nomino penserà che è un genere speciale di carro attrezzi. Quello si che lo conosce bene;
- sediolina di plastica divenuta un bersaglio della macchina di legno. Cioè lui crea un incidente. Inutile dirvi invece cosa mi chiede la sedia.

Ecco, stasera è così.

martedì 15 marzo 2016

Il pannolino grande. Il pannolino piccolo.

Contavo di cambiare pannolini per un paio d'anni per poi fermarmi rilassata in riva al mare sorseggiando un cocktail ghiacciato pieno di zucchero di canna a bordo bicchiere, quello che ti si azzecca là sulle labbra attirando mosche. Che poi le mosche le odio. E invece mi ritrovo dopo un paio d'anni a cambiare pannolini per un altro paio d'anni. Cioè siamo al raddoppio mio caro Damiano. Eri un solo esserino a rompere i coglioni in famiglia, ora siete in due. Due meravigliosi adorabili rompicoglioni di mamma e papà, che quando siete allegri siete capaci di sollevarci fino al soffitto con risate di bimbi, e che quando siete tristi ci appesantite il cuore di tenerezza.
Bambini miei... mamma vi adora.

venerdì 3 maggio 2013

Bolle nella pancia

Nel senso che sento le bolle, nella mia pancia. Sono bollicine dolcissime, solleticose, piacevoli, che ti ricordano che non sei sola. Che c'è qualcosa dentro di te. Un piccolo esserino che sta crescendo alla velocità della luce, che ha già manine, due occhietti vispi, e che si succhia il dito con l'innocenza di chi ancora non è nato. C'è una gioia nuova. Che da oggi è a metà del suo percorso per venire al mondo.
Ti aspetto...

lunedì 10 ottobre 2011

oh mio dio.

No dico... OH-MIO-DIO!!! Mi si è sciolto il palato, il cuore, i pensieri e l'anima... beh d'altronde sono cose che capitano quando Lui non c'è. Il punto è che io amo le cipolle. Ma proprio le amo. Anche se non è sempre stato così, in giovinezza le scartavo dai piatti con cura certosina, temendo potessero distruggermi come un pugno di neutrini in calore. Naturalmente vien da se che se è pur vera la leggenda degli opposti, quelli che si attraggono, capirete da voi che Lui segue la mia dottrina di tanti anni fa: schifo schifo schifo. Della serie, con il piatto di ragù fumante davanti...

Lui: "Quanto aglio hai messo??"
Lei: "Ma non senti il profumo?? E' cipolla! E comunque ne ho messa pochissima, poche piccole infinitesimali sfoglie, giusto per insaporire. E non le troverai mai."
Lui: "Aglio... Cipolla... il risultato non cambia. Non mi piacciono."
Lei: "Embè se vuoi il bis non te lo do."

Così quando mi trovo in solitudine, col freddo fuori e FINALMENTE un po' di tepore in casa dovuto al vino che sto trangugiando da ore visto che il tè se n'è sceso come sciroppo senza sortire effetto alcuno, squinzillacchero ai fornelli cercando di trovare il giusto equilibrio tra i sapori, di trovare qualcosa che mi inebri, che mi soddisfi, che risvegli in me la voglia di ri-cucinare ri-lavare i piatti ri-mangiare e poi bis e bis. Da sola. Senza fretta. Ed ecco che la lampadina si illumina. TU HAI UNA CIPOLLA IN FRIGO. Ed ecco che il frigo ripete a gran voce IO HO UNA CIPOLLA DENTRO DI ME. Ooooh... cipolla mia, come ti farei. Come???
Prendo il mio fedele iPhone, (a proposito, grazie Foxconn, grazie Steve & co.) e inizio a googlare cipolle ricette cipolle cucinare cipolla rossa cipollina mia, finché non approdo in un sito senza nome senza grafica senza niente e decido che quella sarà la mia cena. O meglio, accompagnerà qualcosa di non ancora ben definito in un secondo piatto.
Esito ancora, stravaccata sul divano con un libro di cucina tra le mani in cerca d'altro - della serie non si sa mai! magari riesco a mangiare qualcosa di ancora più buono! - ma nulla. Ho fame. E tutto ciò che posso fare è alzarmi con immensa fatica da quella posizione così coooomoda, e recarmi in cucina per prelevare la cipolla che da tempo ormai immemore cercava di avere attenzioni. La prendo, la sfoglio, la taglio in quattro pezzi, sapendo già che una volta in pentola si sfoglierà. Pazienza, vorrà dire che avrà un aspetto rusticoartistico. Scelgo la casseruola migliore, senza quel velenoso teflon che quasi pare tenti di cambiare il sapore agli alimenti, e le faccio fare la conoscenza di olio evo, pepe e tanto sale. Tanto che mentre lo mettevo già riuscivo a figurarmi le nuove comitive di cellulite sulle mie cosce.
Copro la pentola, mentre penso a cosa poterci abbinare, e soprattutto cosa ho a disposizione.
Ed eccola la lampadina!!! Tentennava, sembrava stesse per fulminarsi e invece SBAM! tira fuori un'idea. Pollo. Una fettina di pollo.
Unica e sola superstite di tutta la sua stirpe, finisce tra le mie mani mentre la taglio a dadini. Preparo uno spicchio d'aglio e due sfoglie di burro, mentre controllo che la mia cipolla non affoghi nel sale. Ed è lì che mi rendo conto che è giunto il fatidico momento. Lo zucchero. Zucchero e aceto balsamico. Con coraggio e convinzione un cucchiaio là, uno spruzzo lì, ed è fatta. Scoperchio e lascio che la casa prenda odore, di agrodolce, di buono, di vecchi tempi, di... cipolla in agrodolce. Il tempo di caramellare quel ben di dio e spengo per accendere il padellino con il burro e l'aglio in camicia - mancava poco che avesse anche la cravatta stasera, giusto per l'occasione! - per evitare sapori eccessivamente forti.
Avete mai provato a rigirare il padellino? Io faccio goal con il burro. Nel senso che lancio l'aglio verso i riccioli e faccio goal. Sul serio. Divertimento puro e niente falli.
Una volta che ho insaporito il burro ci verso i dadini di pollo, e dopo averli dorati m'invento l'inverosimile: aggiungo volta per volta vino rosso, tirare, sale, tirare, sottiletta (ebbene si!), tirare la salsina, e pangrattato, tirare ma poco tanto è già pronto, non stavo mica cuocendo un'intera coscia di pollo!
Soddisfatta sorseggio il vino Malvasia rimanente, e adagio su un piccolissimo piattino (di quello quasi per dolci, Ikean Dekoraten!) la Cipolla Caramellata in Agrodolce e il mio pollo che ormai ha preso un tale colore che mi verrebbe di chiamarlo Pollo in Viola, al quale do un tocco chic con un po' di glassa di aceto balsamico.
Mi siedo al tavolo, apparecchiato per una persona sola... sigh... assaggio la cipolla e un cubetto di tonno e... Oh mio dio. OH-MIO-DIO.
Devo ringraziare solo una persona per questa magnifica cena... Lui. Fortuna che non c'è perché non saprei proprio come baciarlo ora.

Il geco e la zanzara. Il nostro nuovo inizio (?)

Ooooh. Si. Siamo sotto un nuovo tetto. Un tetto senza tegole, che qua non si è mica in montagna. Un tetto fatto di mattoni, semplice semplice, da dove ahimé - causanonsisacosa - scorre un pochetto di acqua, se piove, in una casa fredda per le prime giornate d'autunno senza riscaldamento e senza sole a intiepidire l'aria.
In compenso abbiamo un nuovo amico rettile nel cortile sul retro. Un piccolissimo geco abbronzato, che resta immobile per ore e ore e ore sul muro rosso, in attesa di non si sa cosa, vista la temperatura non più mite. Ora che ci penso, sarà imbalsamato. Ché il color nerofumo che lo caratterizza mi ricorda tanto le mummie egizie o i corpi imbalsamati di adepti a strane sette come quelli che ieri sera a Mistero hanno fatto capolino.
Domani penserò a qualcosa per intraprendere con lui una fruttuosa e leale amicizia. Capace che gli offrirò vitto e alloggio facendolo soggiornare in casa e rimpinzare di quelle fottutissime zanzare che hanno trovato l'Eldorado sotto questo tetto togliendoci il benedetto sonno. Essì che loro stanno calde qui. Mica come me.

venerdì 12 novembre 2010

Il dente malato

E' un cagasotto. L'ho sempre saputo, e non sono mai riuscita a correggerlo.
Stamattina mi chiama alle 8:53, mentre era di volata in un'altra lontana città, dimenticandosi che da quando abbiamo cambiato vita sono solita dormire finché capperi mi pare.

Lui: "E' arrivata la mia ora"
Lei: "In che senso?????"
Lui: "Mi fa male un dente"

Che quando dice mifamaleundente vuol dire che è davvero arrivato alla frutta. Che davvero se lo farebbe estirpare dal primo ciarlatano senza laurea nel suo studietto di 3mq.

Lei: "Che pensi di fare?"
Lui: "E che domanda è!!! Devo andare dal dentista!"
Lei: "Nel senso... vuoi andare dal mio o vuoi andare da qualsiasi altro dentista, convinto che il mio sia un killer?"
Lui: "Dal tuo."

Cerco di svegliarmi, sonnecchiosa e con occhi inumiditi dall'aria mattutina che entra dalla finestra lasciata aperta... Iphone. Tasto centrale. Telefono. Contatti. Dentista. (Tanto non risponde mai).
E mi risponde!! Cazzo alle 9 di mattina mi risponde bello pimpante senza curarsi della mia sonnolenza postnottem. Gli parlo brevemente di Lui, che lui non aveva mai avuto modo di guardarlo tra lingua e denti. Gli parlo del cagasottismo di cui soffre, e con un po' di solidarietà mi chiede di fargli fare un'ortopanoramicadigitale.

Lei: "Amo, ho parlato con il dentista, ti vede lunedì ma solo per controllo, e ha bisogno che gli porti un'ortopanoramicadigitale"
Lui: "Che cazzo è???"
Lei: "Una radiografia ai denti!!"
Lui: "E chi me la fa????"
Lei: "Uno studio radiologico"
Lui: "E quando me la faccio fare che non ho tempo????????"
Lei: "Allora non rompere le palle e fammi dormire."

Avevo sonno. Altroché.

venerdì 15 gennaio 2010

Downshifting

Vabbè, mettiamola così. È un anno che ci stiamo pensando, ed ora finalmente... cambiamo vita.
Non che non siamo felici di questa città difesa a spada tratta sin dalla nascita, non che non lo siamo del lavoro o dei nostri amici. No. È che veramente ci siamo rotti i coglioni.
Lui è Lei quindi evadono, per terre fertili e calde, perché possano vivere con più serenità, sempre innamorati, prendendo il tempo per quello che è: tempo. Tempo che ci divide da quel giorno in cui - diciamocelo chiaro e tondo - qualcuno ci ficcherà in una tomba o ci brucerà per riempire un'urna vuota e fredda.
E quando quel giorno arriverà né LuiLei vorranno avere rimpianti, rimorsi, uh l'avrei voluto fare, oh che schifo di vita che ho condotto, ah se avessi respirato almeno un po' d'aria buona.
Così, senza aver avuto il culo di vincere un 13 all'enalotto, un 14 a totocalcio o un 10+ a Win for Life, come praticamente tutti i nostri conoscenti hanno insinuato, cambiamo vita.
Il primo passo già è stato fatto: vendere casa.
Il prossimo è: estinguere il mutuo. Che finora ci ha tolto il respiro.
Terzo: lasciare il lavoro. Perché non è che evadiamo continuando a lavorare da dipendenti. No.
Quarto è: con i soldini che restano acquistare una nuova casa, in un'altra regione, dove la vita costa meno, la gente è splendida e il paesaggio è una favola.
Quindi: dare inizio una nuova vita, in Salento. Con una casa di proprietà che non sia costata tanto, senza debiti con banche, finanziarie o strozzini che siano. Con la gioia di svegliarsi alla mattina senza sapere la giornata cos'abbia in serbo per te. Fotografando ogni spettacolo che incontreremo, facendo un bagno nel mare pulito di maggio sotto un sole già bollente, pescando per mangiare. Ché di fame, una cosa è certa, non moriremo.

C'è chi tutto 'sto sproloquio lo chiama downshifting, c'è chi ci ha scritto libri, chi ne ha elogiato pregi e messo in chiaro problematiche. C'è chi ha avuto il coraggio di provare a downshiftingare, e chi, come noi, sta mettendo tutto se stesso per riuscirci senza finire sotto un ponte a chiedere l'elemosina. Che God ce la mandi. Possibilmente buona eh.

domenica 20 settembre 2009

La lupa perde il pelo

Pinzetta. Rasoio. Crema depilatoria. Silkepil. Ceretta. Ho usato tutte le tecniche di depilazione oggi. Manderò in fallimento la mia estetista.

mercoledì 16 settembre 2009

che vita vissuta che ho

Che non si pensi che siamo morti, perché non lo siamo. Che non si pensi che ci siamo lasciati, perché - ahimé - lui la mattina si sveglia ancora nel mio letto chiedendomi di ammazzare le zanzare per salvargli la pelle. Che non si pensi che siamo dei lavativi, ché siamo in continua evoluzione per evoluzionarci e evoludere (che non esiste, lo so, ma suona bene ora eh) questa magra vita. Insomma, siamo vivi e vissuti e vegeti. Con 10 chili in più per quanto mi riguarda, che se riesco a rificcarmi il vestito bianco del giorno più infausto della mia vita faccio resuscitare nuovamente Gesù. E con non so quanti - ma tanti - chili in più lui, che non si vuol pesare perché dice che domani tanto comincerà la dieta. Domani, domani, domani. E io come una turza che gli credo. Perfetto. Cosa abbiamo fatto in questo lunghissimo anno? Oltre a non desiderare ancora figli e oltre al solito lavoro, ci siamo dati alla fotografia, un hobby non impegnativo. Come dire... tappabuchi. Macché non impegnativo. Ormai lui non fa altro che scattare foto, e io non faccio altro che ritoccare. Un vero delirio.

lunedì 19 maggio 2008

auguri scè...

Chiamo chiamo e non risponde nessuno. Sembra che abbiano tutti di meglio da fare che rispondere al telefono. Ho una voglia matta di raccontare, e nessuno vuole ascoltarmi. Di raccontare che ieri lui è cresciuto di un anno, che gli ho regalato un obiettivo nuovo per la sua fotocamera digitale, che ha fatto 500 foto in una sola giornata, che il tempo era una merda e che poi è diventato splendido, che ci siamo fatti 30 tutor avanti e indietro per arrivare e tornare da Roma, che siamo stati tra automobili, aerei e treni velocissimi, che abbiamo pranzato in una piccola osteria nei vicoli della città, che abbiamo dormito ore su un prato ricco di sole con teste di marmo a scrutarci dall'alto della loro colonna, che 6 ore di capitale sono durate il tempo di un bicchiere di vino, che a sera stanchi nel letto abbiamo rivisto ogni singolo scatto, che sorridevamo davanti a quello del dalmata che beveva ad una fontana, che ricordavamo il turista che ci aveva perso dentro il cellulare, e che forse era ora di chiudere gli occhi e di cominciare un nuovo anno insieme. E che per la prima volta nella mia vita oggi ho fatto tardi al lavoro per un orrendo motivo, che il solito treno di pendolari sul quale viaggiavo si è schiantato contro un'auto, che il deficiente che la guidava aveva due bambini sul sedile posteriore, che la macchina era accartocciata sotto il muso fumante del vagone, che ho dovuto camminare a piedi per dei chilometri, che ho tardato miracolosamente solo di un'ora, e che quell'incosciente con i suoi piccoli sono ancora vivi a quanto dicono i giornali. E che ho bisogno impellente di una doccia e di una ceretta, e che non so cosa cazzo cucinare, e che - come al solito - ho voglia di riabbracciarlo.
E che forse l'unico modo che mi resta per raccontarmi è questo.

mercoledì 30 aprile 2008

Me-me

No. Cioè. Torno sul blog per non rischiare di dimenticare la password causa inutilizzo e mi ritrovo incatenata da quella grandiiiiiissssima Segretaria Perfetta. Tzè.
Quasi quasi che copio e incollo dal suo post ahahhahahaah

REGOLAMENTO:
– Indicare il link di chi vi ha coinvolti
FATTO!
– Inserire il regolamento del gioco sul blog
EBBE' CERTO!!!!
– Citare 6 cose che vi piace fare e perché
E SE NON VOLESSI??
– Coinvolgere altre 6 persone
OMMIODDIO
– Comunicare l’invito sul loro blog
STAMM APPOST.

1) Dunque, mi piace tornare a casa dal lavoro. Yeah!
2) Mi piace mangiare, sperimentare in cucina e preparare manicaretti per le persone a cui tengo, organizzare una bella tavola e chiacchierare davanti ad un piatto e un paio di bei bicchiere di vino.
Ehm... Segretaria scusa ma copio e incollo sul serio visto che condivido! Ho cambiato solo il numero di bicchieri di vino, che uno era troppo poco.
3) Mi piace pensare e creare.
4) Mi piace guardare alcuni reality, si. Fanculo. Alcuni mi piacciono proprio e non me ne vergogno, alla faccia di chi s'ammorba tutte le sere con a turno Vespa, Santoro, Mentana, Floris e compagnia. Peccato che è finito il Grande Fardello. Ma meno male che tra pochi mesi comincia l'Isola dei Formosi! Eh.
5) Mi piace sfottere la mazzarella alla gente. Giocare, sorridere, divertirmi con poco.
6) Mi piace fare shopping, soprattutto sulle bancarelle, mi da più gusto.
Segretà ti copio anche questa!!!!!

e poi
7) Mi piace da matti maritemo!!!!!!!


E mo a chi rompo le palle? Ci penso e domani vi faccio la sorpresa, ora devo proprio andarmi a scofanare una pizza con le amiche.

venerdì 11 aprile 2008

il week end decisivo

Non è mio costume parlare di politica, tant'è. Dopo questo week end di intensa grattatura di capo per decidere di qua o di là di su o di giù spero che almeno se do il voto a chicchessia quel chicchessia mi scrolli il mutuo di dosso. Che non se ne può più, giuro.
Ehi, tu, signor Chicchessia, visto che ci sei... un ritocchino anche alle bollette del gas? Eh? Che ne dici se pò ffà?

giovedì 10 aprile 2008

H

Oh tu navigatore.
Oh tu navigatore che digiti H su Google.
Oh tu navigatore che digiti H su Google che ti catapulta qui.
Oh tu navigatore che digiti H su Google che ti catapulta qui che non è proprio quello che desideravi.

Che cazzo andavi cercando?
Ti prego, toglimi questa curiosità! Che diavolo è H (chiamata acca in italiano) se non l'ottava lettera dell'alfabeto italiano? Cos'è? Dimmelo ti prego... o rischio di Hsciarmi.

mercoledì 26 marzo 2008

New fashion

Sono morta. Da sola, in casa, senza che nessuno fosse lì a prendersi cura di me.
Dopo il funesto evento mio figlio ormai cresciuto si è sposato, ha avuto un marmocchio con una tipa, e Lui si è stancato. Così ora, invece di passare le ore a esaurirsi con la vita dei Sims, passa il tempo a sfogliare un forum francese di auto abbandonate. E' alla 300esima pagina e vuole arrivare alla 2894. Magari lo facesse per acculturarsi... no. Non capisce un'H di francese. Guarda solo le figure.

venerdì 14 marzo 2008

Capita

Capita che quando sei nell'autobus una signora ti si avvicini furtivamente. Capita che ti chieda "Scusi, potrebbe togliermi una curiosità?". Capita che tu sia proprio davanti alla porta e immagini che tipo di richiesta voglia farti ("Scende alla prossima?"). Capita che tu annuisca e che la signora ti faccia la fatidica domanda.

Signora: "Ma il colore dei suoi capelli è naturale?"

E capita che tu debba rispondere con sincerità.

Lei: "No, è un rosso praghese."

Capita pure che ci sia traffico, e che tu ti trovi costretta a porgere sentiti ringraziamenti alla signora per i complimenti che ti ha fatto, un tantino eccessivi, ma pur sempre piacevoli.
Capita che però non ci veda granché bene, e che tu ti senta sollevata. Ché all'attaccatura la riserva segreta di capelli bianchi è già spuntata. Tzé.

mercoledì 12 marzo 2008

Come scorre in fretta la vita...

Siamo già invecchiati. Abbiamo i capelli bianchi. Nostro figlio ha 10+ a scuola ma il preside dopo una cena a casa nostra non ha voluto darci l'iscrizione alla scuola privata... reazione normalissima visto che:
  1. Quando è arrivato a casa nostra Lui ha pensato bene di lasciarlo solo per farsi una doccia
  2. Lui non contento uscito dalla doccia se n'è fatta subito un'altra
  3. Lei gli ha fatto fare il giro della casa chiudendogli la porta in faccia ogni volta che entrava in una stanza
  4. Gigi ha dormito tutta la serata sul divano senza cenare e senza nemmeno salutare il preside
  5. Lui ruttava a tavola mentre mangiava
  6. Per la disperazione il preside ha bevuto tutta la serata

Stasera secondo me saremo già morti.
Che merda di vita. Che vita di merda. Meno male che mentre lui continuava ad esaurirsi con i mostri c'era il Doctor House a farmi compagnia vah.

martedì 11 marzo 2008

La fissa

La fissa consiste nel tornare a casa dopo una più o meno estenuante giornata di lavoro, accendere il portatile, e piazzarsi sul divano a vegetare davanti a un gioco deficiente. E quando lui ne prende una... c'è poco da fare. La fissa del gioco con le palle, durata tre mesi. La fissa del gioco della miccia, durata un paio di mesi. La fissa del gioco del sottomarino, durata una settimana. La fissa del gioco della pesca, durata tre settimane. La fissa dell'OranonpossoNonvedichestogiocando.
Puoi spegnere la luce? NoncivedoOranonpossoNonvedichestogiocando.
Puoi controllarmi la posta? MachivuoichetiscrivaOranonpossoNonvedichestogiocando.
Puoi aprire la porta? LasciabussareOranonpossoNonvedichestogiocando.
Puoi rispondere al telefono? TantoètuamadreOranonpossoNonvedichestogiocando.

Ora è il periodo della fissa dei Sims. Quegli ometti che non ho mai capito che razza di lingua parlino.

Lei: "Gaudio e Gioia nei nostri cuori! Hai cambiato gioco!"
Lui: "Siiii ora gioco ai Sims!"
Lei: "Mm-mm."
Lui: "Ho creato una famiglia, guarda! Abbiamo pure un bambino!"
Lei: "Abbiamo?"
Lui: "Certo, non vedi? Questa con i capelli ricci sei tu, e questo qui io."
Lei: "Mm-mm."

Ha una famiglia. Si. E ieri sera era entrato nel delirio più totale. Mentre cercavo di guardare la tv lo sentivo imprecare. Roba del tipo "'Sto creaturo ha rotto le palle! Non c'è più pace in questa casa!! Cazzo era il mio giorno di riposo e mi sono svegliato presto come un cretino! Sta baby sitter nun sape fa niente, mo la licenzio! Ma che cazzo piangi a fare! Che vuoiiiiii!!!!"
Il delirio.

La sua famiglia è composta da Lui, Lei, e... Gigi. Un piccolo marmocchio scassapalle che frigna in continuazione. E certo, con una famiglia così!
Lei che mentre il bimbo piange accende lo stereo cominciando a ballare come una demente. Lui che dopo aver russato una notte intera fa colazione con le patatine fritte. La culla che ce n'è una in tutte le stanze per evitare di stancarsi troppo. Lei che dà il biberon al pupo e poi invece di buttarlo nel cestino lo butta a terra. La baby sitter che è una vecchia bacucca che non sa manco cambiare il bambino. Gli amici che mandano lettere minatorie visto che Lui e Lei non li cacano più manco di striscio. Gigi che cresce, non vuole andare a scuola e ha paura di morire. Lui che frega il computer al piccolo per giocare al posto suo facendolo affogare dalle urla.

Dio santo meno male che è solo un gioco. Peccato che un gioco porterà mio marito all'esaurimento.

sabato 23 febbraio 2008

la mensola che ticchetta

Ha ticchettato dal primo momento in cui è stata affissa al muro. Ad ogni minimo movimento tellurico, 0,0001 gradi della scala richter, la mensola ticchettava. E ha ticchettato fino a mezz'ora fa, perché adesso è stesa a terra nell'attesa di una nuova e migliore affissione.
Saranno state le lasagne delle 15.30, che le ho cominciate a cucinare alle 14, a fare il miracolo. Mentre lavavo i piatti delle 16 ho sentito trapanare e imprecare.

Lei: "Che stai facendo??"
Lui: "Cazzo!"
Lei: "Ooooh che stai facendooooo??"
Lui: "Sto riattaccando la mensola!"
Lei: "Ti senti bene?????"

E' la prima volta che lo vedo prendere un'iniziativa del genere. Sono sempre stata io a tartassarlo fino allo sfinimento per fargli fare qualche lavoretto di casa.
Finito di lavare i piatti e di ridare lucentezza al piano cottura che mi inveiva contro ormai da settimane, raggiungo lui e il suo trapano. E quello che vedo mi lascia senza fiato.

Lei: "Ma sei cretino??????"
Lui: "Perché?"
Lei: "Ma stai trapanando senza togliere il computer da sotto??? E il router?????? E la mia macchina fotografica??????????"
Lui: "Ma chi cacchio me l'ha fatto fare oggi..."
Lei: "Voglio vedere se sotto c'era la tua bella Ferrarina!!!"
Lui: "Infatti l'ho spostata!"
Lei: "Stronzo. Levati che tolgo il mio Mac."

Povero computer, tutto impolverato, con le lacrime che gli scorrevano sul monitor immacolato. L'ho coccolato per più di un minuto, un'eternità passata ascoltando il trapano in sottofondo. Ecco, ora la parete ha qualche buco in più, tanto intonaco in meno, e la mensola è stata riattaccata. E tutto grazie alle mie lasagne.

Peccato che l'ho sentita or'ora ticchettare di nuovo. Merda.

venerdì 22 febbraio 2008

manca qualcosa

Il tempo. Non trovo un minuto di tempo (se non stamattina, a quanto pare) per dedicarmi al blog. Sembra che le incombenze lavorative incombano un po' troppo ultimamente. Faccio pipì due volte al giorno in ufficio, una in pausa pranzo e una prima di andar via. E' come se una volta seduta il culo mi si incollasse alla sedia. Riesco giusto a fare una giravolta grazie alle rotelle. Beh? Vi sembra giusto?? Non ho avuto neanche il tempo di pubblicare qualche foto di Praga, non di dirvi che in 5 giorni di vacanza ceca tant'era il tempo che avevo che sono addirittura riuscita a farmi coccolare i capelli in un salone di bellezza. Ceco ovviamente. E ammetto di aver fatto una magra figura al momento di pagare... porca miseria come sono cari!!!

Lei: "Ehm... quanto ti devo?"
Parrucchiere: "1500 Corone."
Lei: "Eh??? (60 euro???????)"
Parrucchiere: "Si, purtroppo per i tanti capelli che ha ho dovuto usare 4 tubetti di colore, quindi viene a costare di più."
Lei: "Ah. In Italia invece anche se ne uso 10 pago sempre per 1. Non è che una dai capelli lunghi e folti debba pagare più di una che ce li ha corti!"
Parrucchiere: "Beh qui no. 1500 Corone."
Lei: "Ok."

Infilo la mano nella tasca interna del piumino per prendere i soldini che Lui mi aveva lasciato per farmi bella. Cazzo. Cazzo!!! Sono solo 1400 Corone.

Lei: "Ehm... ecco... ho solo questi soldi, sai... mio marito non pensava che avrei pagato così tanto! Ma stasera te li porto! Giuro."

Sul volto del parrucchiere inizia a dipingersi la tipica espressione del cazzolosapevocheeranapoletanastastronza. Sul mio, il terrore.

Lei: "Giuro, per davvero!! Ti fidi di me?"

Mi aspettavo la risposta alla Kate Winslett sulla prua del Titanic, "mi fido di te". E invece.

Parrucchiere: "No, non mi fido."
Lei: "Credimi!!!!! Ti lascio il mio documento d'identità!"
Parrucchiere: "Dai, fa niente. Pagami solo 1400 Corone. E ora get away from here."

St'imbecille taccagno. Però belli i capelli che mi ha fatto.