venerdì 15 gennaio 2010

Downshifting

Vabbè, mettiamola così. È un anno che ci stiamo pensando, ed ora finalmente... cambiamo vita.
Non che non siamo felici di questa città difesa a spada tratta sin dalla nascita, non che non lo siamo del lavoro o dei nostri amici. No. È che veramente ci siamo rotti i coglioni.
Lui è Lei quindi evadono, per terre fertili e calde, perché possano vivere con più serenità, sempre innamorati, prendendo il tempo per quello che è: tempo. Tempo che ci divide da quel giorno in cui - diciamocelo chiaro e tondo - qualcuno ci ficcherà in una tomba o ci brucerà per riempire un'urna vuota e fredda.
E quando quel giorno arriverà né LuiLei vorranno avere rimpianti, rimorsi, uh l'avrei voluto fare, oh che schifo di vita che ho condotto, ah se avessi respirato almeno un po' d'aria buona.
Così, senza aver avuto il culo di vincere un 13 all'enalotto, un 14 a totocalcio o un 10+ a Win for Life, come praticamente tutti i nostri conoscenti hanno insinuato, cambiamo vita.
Il primo passo già è stato fatto: vendere casa.
Il prossimo è: estinguere il mutuo. Che finora ci ha tolto il respiro.
Terzo: lasciare il lavoro. Perché non è che evadiamo continuando a lavorare da dipendenti. No.
Quarto è: con i soldini che restano acquistare una nuova casa, in un'altra regione, dove la vita costa meno, la gente è splendida e il paesaggio è una favola.
Quindi: dare inizio una nuova vita, in Salento. Con una casa di proprietà che non sia costata tanto, senza debiti con banche, finanziarie o strozzini che siano. Con la gioia di svegliarsi alla mattina senza sapere la giornata cos'abbia in serbo per te. Fotografando ogni spettacolo che incontreremo, facendo un bagno nel mare pulito di maggio sotto un sole già bollente, pescando per mangiare. Ché di fame, una cosa è certa, non moriremo.

C'è chi tutto 'sto sproloquio lo chiama downshifting, c'è chi ci ha scritto libri, chi ne ha elogiato pregi e messo in chiaro problematiche. C'è chi ha avuto il coraggio di provare a downshiftingare, e chi, come noi, sta mettendo tutto se stesso per riuscirci senza finire sotto un ponte a chiedere l'elemosina. Che God ce la mandi. Possibilmente buona eh.

4 commenti:

altiebassi ha detto...

Il coraggio andrà senza dubbio premiato...vivere senza rimpianti è una cosa oltremodo coraggiosa!!Arriverà oltre le fresche frasche..il mare..le onde..le fotografie..la terra calda.. e i pesci..anche un altro bel nido d'amore..don't worry!
baci

Chicca ha detto...

Ho scoperto che era il vostro blog per caso!! bellissimo! volevo dirti che mi dispiace che andate via,secondo me avete fatto la cosa giusta qui non c'e'nulla! anche io me ne andrei volentieri dove la vita è più semplice...ma gianluca non rischierebbe mai nè avrebbe il coraggio di cambiare mestiere ( io sogno di poter gestire un agriturismo ), insomma è poco "flessibile" ah ah ah...vi auguro ogni bene e di essere sereni e poi quando venite a napoli portateci l'olio "buono"111
miriam
baci baci

lei ha detto...

@altiebassi: sappiamo di potercela fare... e hai ragione tu, il coraggio paga! un bacio forte forte

@chicca: ma grazieeeee! ti dico solo una cosa, se credi nei tuoi sogni cerca di raggiungerli, a costo di lottare. Ne vale la pena!!! La vita dopotutto è tua! un bacio

Anonimo ha detto...

La verità è che vi invidio. Invidio il vostro coraggio e la vostra incoscienza nel fare quel che tutti vorrebbero fare (a parole) ma nessuno ha le palle di fare.
Restare nel sistema fa comodo, soprattutto perché ci si può lamentare del governo, della chiesa, del lavoro. Quando prenderete in mano la vostra vta questo privilegio vi sarà tolto.
Parafrasando Lao Tsu: smettila di lamentarti della pioggia e apri quel cazzo di ombrello.
Per questo vi invidio: conosco la teoria a memoria. Giustifico la mia indolenza e la mia pigrizia con la scusa della famiglia a cui devo portare a casa il pane, e resto qua, in quest'ufficio, a lamentarmi del governo, della chiesa, del lavoro...
In bocca al lupo.
Siete dei grandi.
Alessandro