lunedì 31 dicembre 2007

l'unico frutto dell'amor...







Ecco cosa sto combinando... ;-)
Buon anno!!!



martedì 25 dicembre 2007

un regalo graditissimo

Tra i tanti regali natalizi ho ricevuto dalla miei cari genitori una confezione di tappi per le orecchie, consapevoli delle mie notti insonni trascorse accanto al trattore. Genitori così se non ci fossero bisognerebbe inventarli!!!

buon natale!

Ormai è tradizione. Ci riduciamo all'ultimo minuto per comprare i regali ai bimbi. Non perché io non ci abbia pensato tempo prima, ché di giocattoli ne ho visti a bizeffe e ne avrei acquistati in quantità, ma perché lui deve sempre metterci bocca. Si ritiene l'addetto ai regali per i marmocchi di famiglia. Così il 23 pomeriggio siamo entrati in un colorato negozio per soddisfare la gioia dei più piccini. Un'ora davanti alle vetrine, a decidere per questo o quel regalo... e finalmente arriviamo alla cassa pieni di scatoloni.

Commesso: "Vuole che glieli incarti?"
Lei: "No, grazie, ci penso io!"
Lui: "Oh! Scè! Guarda! L'elicottero!!!!"

Eccolo là, siamo alle solite.

Lei: "Amo non avevi detto di voler fare economia?"
Lui: "Ma è bellissimo!!! Guarda!!! Vola davvero!!!"
Lei: "Ma cazzo te ne fai di un aggeggio che vola? Lo farai schiantare alla prima virata!"
Lui: "Uà l'ho sempre desiderato!! Scusi (rivolto al commesso) quanto costa?"
Commesso: "20 euro, ma è per ragazzi dai 14 anni in su eh!"
Lei: "Si figuri, tanto è per lui..."
Lui: "Uà bellissimo! Uà lo voglio! Uà troppo fantastico!"
Lei: "Ma ti pare normale spendere 20 euro per un cosino di plastica? Che lo usi un paio di giorni e poi ti scocci e lo butti via?"
Lui: "Ma che dici! Io lo uso!!! Diventerò un pilota provetto! E quando sarò sul soppalco e avrò fame ti manderò l'elicottero di sotto e tu ci attaccherai un cestino con delle leccornie!!"
Lei: "..."
Lui: "Lo prendo, si, così domani volo con tuo zio!!!!!"
Lei: "A casa di mia mamma? Ti fucilerà."

Felice, gaio, zompettante come un ballerino di tip-tap, mentre io portavo tre bustoni pieni di regali, lui mi affiancava con nelle mani un'unica infima bustina di plastica, e dentro il suo nuovo amore.

Ho rischiato la vita, con quell'aggeggio che cercava di volare in casa, mentre io impacchettavo i doni. Il mio forno ha rischiato graffi, il mio frigo ammacchi, il mio albero di abbattersi nel bel mezzo di fili colorati e dolci luci lampeggianti. Lui ha rischiato di finire al rogo, o di finire ammazzato di botte, tanto che me le stava tirando. Ma ho resistito, perché il giorno dopo sarebbe nato Gesù, e non mi sembrava proprio il caso di commettere un omicidio alla vigilia della Vigilia. L'elicottero si sarà schiantato, credo... uhm... 73 volte. Si. Per non rompersi mai, eh. Manco fosse fatto di ferro. Santa pazienza.

Ma ahimé, come previsto, il divertimento è durato poco. Perché ieri sera, a casa dei miei, mentre lui aspettava che arrivasse mio zio per far scarrozzare il velivolo, facendolo intanto riscaldare con lievi voli a pochi centimetri di altezza dal suolo... è avvenuto ciò che avevo previsto. S'è scassato. Schiantandosi su un tavolino di cristallo e ritrovandosi senza una parte vitale dell'elica. Non vola più. 20 euro. Tzé.

venerdì 21 dicembre 2007

mi sono innamorata

Annuncio ufficialmente che è sbocciata in me una forte passione. Tanto forte da farmi desiderare ardentemente di tornare a casa e mettermi a decorare tutte queste belle cosine di feltro che mi sono arrivate. Si! Perché finalmente dopo tutti gli scatoloni per lui il corriere ha cercato proprio me! Aaaaaah lo adoro!!! Che uomo! In quel suo camioncino ha percorso tutta l'Italia per venire a recapitarmi un enorme pacco... altro che Babbo Natale!

mercoledì 19 dicembre 2007

terrorismo

Come dire... ne capitano di questi giorni. Giorni in cui non hai voglia di scrivere. Giorni in cui vai felice all'Ikea per terminare i regali di Natale. Giorni in cui pranzi dai suoceri. Giorni in cui il lavoro è talmente tanto che inizi a pensare di passare il 25 dicembre a impaginare depliant. Giorni in cui non fai altro che cucire una volta tornata a casa, ché ormai l'hobby del momento ha preso piede. Giorni in cui hai il ciclo e stai talmente male che pure la bronchite decide di impossessarsi del tuo corpo e così te ne resti a casa. Giorni in cui invece di restare al calduccio sotto le coperte decidi che è ora di dare una pulita e una sistemata a quella specie di catapecchia in cui vivi. Giorni in cui vai dal dottore a portare gli ultimi risultati degli esami e invece di dirti "Non hai nulla" ti dice "Facciamo ancora qualche altra indagine". Giorni in cui ti rendi conto che il terrorismo non nasce solo nell'ambiente islamico, ma pure nello studio del tuo medico. Giorni in cui ti viene detto "Qua bisogna fare una biopsia" e tu inizi a ridere a crepapelle perché ti sembra la barzelletta più divertente dell'anno. Giorni in cui continui a ridere anche quando ne parli con qualche amico che ti sembra stia piangendo quasi dopo averti ascoltato. Giorni in cui ti rendi conto che in realtà all'Ikea i regali non li hai mica terminati. Giorni in cui t'accorgi che tra meno di una settimana è di nuovo Natale. Giorni in cui stai proprio un po' rotta di coglioni.
Ecco, ho sintetizzato la mia settimana d'assenza.

mercoledì 12 dicembre 2007

umbau

Quando lui prende una fissa c'è poco da fare. Ora è il periodo Ebay. Il periodo in cui ogni sacrosanta sera accende il portatile, se lo posiziona in grembo nemmeno fosse un bebè, e comincia a scorrere tutte le pagine che contengono modellini di auto 1:18. Una vera e propria ossessione. Non contento di Ebay Italia s'è spulciato pure Ebay Francia, Spagna, Giappone, Cina, Olanda, Germania. Ed è qui che termina la sua corsa all'acquisto, è proprio in Germania che i suoi occhi iniziano a saettare alla vista di centinaia di macchine dal basso costo di partenza.

Lui: "Amo ma guarda quante ce ne sono!!!!"
Lei: "Mm-mm".
Lui: "Cavolo non costano niente!!! Incredibile!"
Lei: "Mm-mm".
Lui: "Cioè ma capisci?? In Italia se ne vendono pochissime e costano una barca di soldi, qui invece se ne vendono una marea e costano una minchiata!!!!!!!!!!"
Lei: "Mm-mm".
Lui: "Ora partecipo a qualche asta!!"
Lei: "Deficiente, ma capisci almeno una parola di quello che c'è scritto??????"
Lui: "No".
Lei: "Appunto. Che ne sai se ti vendono qualcosa di diverso? Se ad esempio quella parola in rosso vuol dire 'ROTTA SU UN FIANCO'?????"
Lui: "Ma no.... seeee.... eeeeh sempre esagerata sei! Qui nessuno compra perché preferisce farlo in Italia! Io sono più furbo di loro e compro anche in Germania!"
Lei: "Secondo me una parte del tuo emisfero celebrale non s'è sviluppato, ne sono sempre più convinta".


Da allora, lui ha vinto tre, TRE, aste in Germania. E aspetta altrettanti modellini. Uno è giustappunto arrivato ieri, ovviamente nel mio ufficio, perché lui nel suo non c'è praticamente mai. Così l'ho chiamato e gli ho chiesto di venirsi a prendere il pacco, ché io non avevo minimamente intenzione di scarrozzarmelo fino a casa. Detto - fatto. Se gli chiedi ogni tanto di venire a pranzo con te, di farti una sorpresa, di prendere un caffè insieme, puoi star certa che non ti cagherà manco di striscio e avrà sempre da fare. Se gli chiedi di venirsi a prendere il suo beneamato modellino scatta come un fulmine sull'attenti e te lo ritrovi in men che non si dica davanti al portone dell'ufficio. Cretino.
Gli consegno la scatola ben imballata e con uno sguardo di sdegno me ne torno su, che almeno il lavoro non mi delude mai.
Quando ad un tratto, nemmeno due minuti... che squilla il cellulare.

Lui: "Amo è bellissima!!!!!!!"
Lei: "Mm-mm".
Lui: "Uà stupenda!!!!"
Lei: "Quanto hai pagato 'sta cacata?"
Lui: "Mmm... circa 80 euro ma ne vale 200!!!!!"
Lei: "Vabbè scusami ma ora ho da lavorare, cià".

Quando ad un secondo tratto, nemmeno cinque minuti... che risquilla il cellulare.

Lui: "Senti un po', ma che c'hai... la palla di vetro che prevedi il futuro disgrazie comprese???"
Lei: "Ho solo un po' di buon senso, quello che a te manca. Che è... t'hanno fatto il pacco???"
Lui: "E' pezzottata, è finta, non è l'originale!!! Sembra sia fatta a mano!!!!!!! Quel pezzo di *** mo gliene dico quattro!!!"
Lei: "Secondo me il fesso sei tu in tutta questa storia... non hai nessuno che ti possa dire cosa c'è scritto sulla pagina di vendita di questa macchinina?"
Lui: "Mmm... forse si, al massimo uso Google."
Lei: "Bene, allora prima di fucilare il povero tedesco, per cortesia, traduci almeno qualche parolina, eh?"
Lui: "Ok, si, va bene, uffa".

Quando ad un terzo tratto, nemmeno un minuto... che ririsquilla il cellulare.

Lui: "C'è scritto grande UMBAU"
Lei: "E che vuol dire??"
Lui: "RICOSTRUZIONE".
Lei: "Fa quasi rima con COGLIONE!!!!!!! Aahhahahahhahahahaha!!! Ben ti sta, è la volta buona che impari a darmi ascolto! Tiè!"
Lui: "..."
Lui: "Ma non è giusto..."
Lei: "Sentiamo... delle altre macchine che aspetti... che parola c'è scritta in rosso?"
Lui: "Sammlung."
Lei: "Ecco, appunto, magari vorrà dire INCIDENTATA, e tu pesce che l'hai acquistata".

Ma vendono mariti funzionanti su Ebay? Magari in Papuasia? Eh??

domenica 9 dicembre 2007

ma come sono brava

E' lì che sbrilluccica allegro senza proferire parola, accanto al presepe boteriano acquistato in periodo di saldi a gennaio. Tra stelle di filo arancione e paperelle di vetro spiccano palline nere con bianchi decori. Made in Ikea ovviamente. Che quando mia suocera oggi ha saputo da lui di che colore erano ha pensato che fossi ammattita. Beh? Che c'è di male a usare il nero sull'albero di Natale? Se vendono 'ste palle vuol dire che qualcuno le compra! Ecco, sono una di quelli. Una a cui piace da morire il design svedese. Mica matta eh.
L'albero così è terminato, le scale sono illuminate da piccole lucciole bianche, le candele aspettano solo di essere accese, ed io sono pronta per andare a letto. Lo sono da una buona mezz'ora, ma lui stava finendo di vedersi un film, così più che dirgli di muoversi non ho potuto fare. E l'ho aspettato. Ovvio che il film è finito appena ho iniziato a scrivere questo post, quindi ora la situazione si è ribaltata, e lui è a rompermi i maroni ché la devo smettere e che vuole andare a nanna. Lo accontento... perché sono una signora!! Tzé!

venerdì 7 dicembre 2007

è arrivata l'ora x

Lo dicevo io, il 27 agosto. Li ho consolati tutti, poveri colleghi, povero marito, ché il Natale era alle porte. E infatti avevo ragione, domani devo già fare l'albero mentre mi sembra una settimana fa che ero con le pacche nell'acqua estiva.
L'albero. Ciò significa che domani lui inizierà a fare il lamentoso, a ricordarmi che lo sgabuzzino "è zona sua" e che ogni volta che ci metto mano combino un casino. Mi caccerà gli scatoloni impolverati, dopodiché si dedicherà al computer, alle sue macchinine, alla tv. E io, povera, sconsolata, tristemente afflitta, comincerò ad aprire uno ad uno i rami dell'albero finto, farò la guerra con le luci e con le prese di corrente, sbroglierò matasse di decorazioni imbrogliate di un anno, addobberò l'albero disseminando perline per tutta casa, aggiungerò il puntale all'opera d'arte, e passerò alle scale. Salirò e scenderò almeno 40 volte dal soppalco per decorare tutta la ringhiera, e potrò finalmente constatare che lui se ne sta altamente strafottendo. Lo troverò lì, sul divano, tv e portatile accesi con gli occhi chiusi a russare come un martello a pneumatico. Quando si sveglierà penserà di essere in un sogno, o di aver cambiato casa. Comoda la vita.

mercoledì 5 dicembre 2007

chi tardi arriva male alloggia

Fu così che ieri raggiunsi la mia filiale, per chiedere informazioni riguardo il bancomat stranamente nuovo e stranamente pigro. Non l'avessi mai fatto.
Dopo aver aspettato circa mezz'ora che la fila si diradasse arrivo allo sportello, e il vecchio insallanuto (rincretinito, ndr) mi dice che non era quello il posto adatto per chiedere informazioni, bensì "lì signorina, nella stanza del funzionario Vattelappesca".
Perfetto, il funzionario trentenne. Quello che tempo fa mi fermò per strada in motorino e mi disse "(baby) Perché non vieni a trovarmi in banca?" e a cui io risposi "Quando avrò bisogno di qualcosa, certo" continuando ad attraversare le strisce pedonali alla velocità della luce.
Mi affaccio nel suo ufficio, e con un movimento del capo e dell'occhio annacquato di stupore mi fa cenno di attendere che sbrighi un altro cliente. Un altro quarto d'ora e finalmente tocca a me. Sistemo la fede in bella vista, lucido il brillante di fidanzamento ed entro.

Funzionario trentenne: "Toh chi si vede, finalmente hai bisogno di qualcosa!"
Lei: "Già, il mio nuovo bancomat mi ha dato forfait! Alla cassa dell'Ikea non ha voluto saperne di dare cenni di vita".
Funzionario trentenne: "E qual'era il messaggio di errore?"
Lei: "Carta scaduta!!!"
Funzionario trentenne: "Ehhh capita... fammi vedere un po', mi dici il tuo numero di conto?"
Lei: "Uhm... credo 097608946, o forse no, 097430730, non ricordo".
Funzionario trentenne: "Ottimo! Non te lo ricordi?"
Lei: "Senti, non puoi cercarlo per cognome??? (eh un po' di elasticità che diamine!)"
Funzionario trentenne: "Si, eccolo qua, è il 3891o612. Ora mi faccio un po' i fatti tuoi".
Lei: "... (stronzo)"
Funzionario trentenne: "Dunque, devo cambiarti bancomat, ecco il nuovo".
Lei: "No!!! Ti prego non dirmi che mi dai pure un altro pin! No!!! Perfavore!!!"
Funzionario trentenne: "Temo sia necessario, non farla tanto tragica, devi imparare solo 5 numeri dopotutto".
Lei: "..."
Funzionario trentenne: "Mmm... ma hai il Conto X? Ora te lo cambio in Y, ha ottime condizioni".
Lei: "Senti, a me il conto X stava simpatico. Se Y è uguale a X, nel senso che le spese sono uguali se non inferiori, cambiamelo pure, altrimenti lasciamo tutto così com'è".
Funzionario trentenne: "Y è molto meglio di X! Per 1, 2, 3 motivi".
Lei: "E vabbè, ma solo se non cambia il numero di conto (ormai disperata...)".
Funzionario trentenne: "Vedo che hai anche un mutuo! Ma quindi hai una casa tua?"
Lei: "Già, mutuo del cazzo oltretutto, ché ci pagherò una cifra spropositata alla fine della fiera".
Funzionario trentenne: "E ci vivi da sola?"
Lei: "Ma no... con mio marito!"
Funzionario trentenne: "..."
Funzionario trentenne: "..."
Funzionario trentenne: "Ma perché.......... sei sposata?????"
Lei: "Eh già, ihihih!"
Funzionario trentenne: "E da quando?? Quando ti ho conosciuta nel 2004 non lo eri mica??"
Lei: "(Cazzo che memoria oh!) Dall'anno scorso!"
Funzionario trentenne: "..."
Funzionario trentenne: "E la fede?? Non ce l'hai?"
Lei: "Come no! Eccola qua..."
Funzionario trentenne: "Ma è bianca!!! Non sembrava una fede..."
(Deficiente, e il brillante non lo vedi?? Eh????)
Funzionario trentenne: "Dunque, vediamo se ti fai rifinanziare il mutuo che succede."

E' rimasto sconvolto, paonazzo violaceo in viso e con la gocciolina di sudore che gli cadeva dalla fronte. Mi chiedo cosa abbia pensato un anno fa quando andavo quasi tutti i giorni in banca a versare i regali di matrimonio. Che fossi ricca sfondata? Una donna sola piena di soldini? Eeeeh, magari! Ero solo una che stava per dire SI all'uomo della sua vita. Mi dispiace caro Vattelappesca, sei arrivato tardi! E oltretutto... non sei manco il mio tipo. Tzè!

lunedì 3 dicembre 2007

la mia banca è differente

I regali di Natale si sono rivelati un ottimo motivo per trascinare lui all'Ikea. Così ieri, sopravvissuti a un'orda di barbari e a donne in preda alla furia natalizia che svuotavano interi scaffali con un ardore impetuoso, siamo arrivati anche noi con il nostro carrello pieno alla cassa. Ormai è risaputo, che gli acquisti Ikea tocca pagarli a me, visto che compro cazzate su cazzate. Ma ieri il fato inclemente era dalla mia parte, e la dea fortuna ha assistito me e il mio conto corrente. Il mio nuovo bancomat non voleva saperne di funzionare. Carta scaduta, operazione annullata. Lui ha tentato di fare orecchie da mercante e di abbandonarmi alla cassa inscenando un collasso da disidratazione, inutile dire, senza riuscirci. Sotto gli occhi strabuzzati della cassiera giallablu gli è toccato mettere mano alla tasca per cacciare la sua luccicante carta di credito. Ben gli sta. Giustizia è fatta.

venerdì 30 novembre 2007

le cuoche in provette

Circa un mese fa un'amica ha avuto la brillante idea di aprire un nuovo blog oltre al suo (giusto perché non aveva una cippalippa da fare, sia chiaro), contenitore di ricette semplici per chi non sa cucinare. Il mio entusiasmo quando l'ho visto è stato enorme, era un blog potenzialmente divertente, e così... si. Gliel'ho stravolto. Ora scriviamo in due (ehm ehm... amica sbrigati a postare qualche nuovo intruglio!), e da normali ricette che erano sono diventate spassosi momenti da passare in cucina. Non ci trovi semplici istruzioni su come dosare gli ingredienti come e preparare le pietanze, bensì un'elenco di cazzate che se le fai tutte è capace che alla fine ti mangi un piatto delizioso.
FairyVisions e Ladyluicuoca (la sottoscritta!) vi aspettano di là per avvelenarvi.

"Mentre il tutto scoppietta allegramente e ti schizza il piano cottura che proprio ieri sera avevi lavato, accidenti, fatti un esame di coscienza. Perché secondo me da qualche parte hai un paraschizzi. Usalo, no?"

"Pulire il petto di pollo da eventuali scorie e tagliarlo a cubetti. Accertarsi che il pollo sia di natura animale, non umana, anche se preferireste."

"Portare a ebollizione e cuocere a fuoco medio alto (medio o alto a seconda di quanti schizzi di olio vi centrano al primo colpo) fino alla completa cottura delle zucchine (se vi piacciono poco cotte arrangiatevi un po’ come vi pare)."

giovedì 29 novembre 2007

fatti di cronaca

Un'immensa massa di panni, con un fronte di 3 metri circa, si è abbattuta nella cabina armadio in casa degli sposi Lui e Lei.
Doppia slavina in cabina
tanta paura, nessun ferito

Lei, rimasta "sepolta" durante un'escursione, è riuscita a liberarsi e a mettersi in salvo.


Napoli - Una doppia slavina si è abbattuta ieri sera in casa degli sposi Lui e Lei: si tratta di un'area a 3 metri di altezza vicina alla stanza da letto, situata precisamente nella cabina armadio.
Lei si trovava in zona per motivi tecnici dovuti alla svestizione, quando è stata raggiunta dalla slavina, miracolosamente non riportando lesioni: è riuscita ad liberarsi senza l'aiuto di nessuno dalla massa di panni. Anche lui, presente nei paraggi (sotto il piumone, ndr) al momento della piccola valanga, ha raccontato di non aver visto nessuno in difficoltà.
Tutto è successo poco dopo le 24, ora italiana, quando la prima slavina (seguita a ruota dalla seconda) si è staccata a quota 3 metri scendendo fino a 2, con un fronte frastagliato di cappotti e maglioni di circa 1 metro. La parte della cabina interessata è di circa 5 metri. I più grandi scienziati d'Italia, in sede di consiglio straordinario, hanno espresso una teoria secondo la quale "Non si tratta del bel tempo e del sole che favorisce il rischio di valanghe, qui c'è la mano dell'uomo".
Ma torniamo all'episodio di ieri.
"Mai vista una cosa del genere. Dall'Everest si sono staccati due enormi masse di panni che mi hanno investito fortunatamente non ferendomi. Posso dire di essere una miracolata, ho già prenotato un viaggio a Lourdes" commenta Lei. Una nota dell'Ansa di pochi minuti fa indica Lui, testimone del fatto, come l'intervistato che ha dichiarato "'Sti scienziati andassero a cagare, io non c'entro niente!"
Mentre la montagna è stata prontamente ricostruita, le indagini volte ad identificare e acciuffare lo stronzo che ammonticchia cappotti pantaloni e maglioni come fossero stracci proseguono. Purtroppo si attendono nuove valanghe nei prossimi giorni. C'è chi dice che potrebbe trattarsi in quel caso della "mano di una donna, che prende e butta tutto per aria in preda alla disperazione".

regina regis


Brividi, palpitazioni, eccitazione! Un orgasmo, direi. Finalmente dopo aver sbavato per mesi sulle offerte del mio club privato di acquisto preferito on-line, e dopo aver elemosinato una carta di credito in ufficio (ché è ovvio che io non ce l'ho altrimenti sarei sempre sottosopra), ho acquistato due paia di stivali megagalattici!!! Sono fiera di me, fiera della mia collega che s'è fatta trasportare dai fantasiosi modelli per cedere al paio di stivali bianchi proprio come la sottoscritta, fiera di dividere con lei le spese di spedizione e di aver utilizzato lo sconto di 6 € che giaceva da tanto sotto forma di codice in una vecchia mail di registrazione. E fiera di lui: alla fine, gira e volta, la carta me l'ha data Illo. No, non me le regala. Si, gli faccio un bonifico. Ma tanto chi se ne frega dell'insensibilità maschile... ho comprato delle scarpe bellissime pagandole una minchiata!!!!

alla ricerca del caffè

Mia madre ha sempre desiderato per me un marito premuroso, un uomo forte, protettivo, uno di quelli che darebbero la vita per la propria donna, una di quelle rare perle che al mattino la sveglierebbe con un bacio mentre il crucrucru della macchinetta del caffè avanza e per la casa si diffonde un profumo magico. Mia madre non sognava lui. No. Perché quando la mia sveglia suona sono io a spegnerla. Perché quando mi rotolo nel letto cercando la forza di alzarmi lui è lì, ad occhi chiusi e ronfante come una marmitta bucata, ignaro del fatto che un nuovo giorno sia arrivato. Perché quando raggiungo la cucina spero sempre che la notte oltre al consiglio abbia portato anche la colazione, che puntualmente e ovviamente non c'è mai. Perché quando col mugugno e uno sbadiglio entro in bagno so per certo che quando ne uscirò lui sarà ancora imprigionato nel mondo ovattato dei sogni. Perché quando perderò mezz'ora per capire cosa indossare e imprecherò non trovando la soluzione lui si sveglierà di soprassalto chiedendomi che ora sia. Perché quando gli risponderò che sono le 8 mi ripeterà la solita cantilena "Cazzo è tardi, perché non mi hai svegliato?". Perché quando gli dirò che l'ho chiamato circa 7 volte non mi crederà e continuerà a farfugliare "Ma cazzo ma è tardi, ma perché non mi hai svegliato?". Perché quando sarò pronta per uscire di casa lui sarà ancora sotto le lenzuola che si crogiola al calduccio. Perché quando arriverò in ufficio, alle 9, sarò cosciente del fatto che forse è appena entrato sotto la doccia. No. Mia madre sognava un uomo che facesse quantomeno il caffè al mattino per me. Che delusione dev'essere per lei. Tzè.

martedì 27 novembre 2007

la conta

Maggio, 39 post: un nuovo amore nasce, il blog. M'innamoro di lui e in pochi giorni per dimostrarglielo lo riempio di post come fossero carezze.
Giugno, 69 post: due mesi prima delle vacanze la voglia di evadere è tanta, così scrivo per dimenticare invece di bere per ulcerare.
Luglio, 56 post: smania di partire, di salutare, di navigare.
Agosto, 44 post: diario di un pescatore provetto alle prese con pochi ami e qualche tonnetto.
Settembre, 32 post: cazzo, il lavoro ricomincia davvero, non era un sogno.
Ottobre, 25 post: cazzo, il lavoro è cominciato già da un mese, e non ho nemmeno il tempo di andare in bagno a far pipì, figuriamoci di scrivere cazzate!
Novembre, 15 post: un mese che vola fregandosene della tua lentezza ad elaborare concetti da esporre sotto forma di parole in un post. No, non è l'amore per il blog che sta finendo, non sono i dottori che mi tolgono il respiro, non è il troppo lavoro. E' che proprio non me ne andava, che proprio di battere le dita sulla tastiera non ne volevo sapere, almeno fino ad oggi. Che giorno è? 27? Se 30 giorni ha novembre con aprile giugno e settembre ciò significa che ho a disposizione altri tre giorni per scrivere baggianate e recuperare il tempo perso a rimurginare.
Ce la posso fare. Si.

air action vigorsol black ice

Le adoro. Sono le mie gommine preferite, e non capisco per quale motivo non piacciono a molti. Tant'è che offrendole ad amici nessuno mai le accetta. Lui addirittura dice che le compro perché non gli piacciono, così non me le consuma. Cretino.
La verità è che la liquirizia mi fa impazzire, e queste Vigorsol sono gli unici chewingum che la contengono ad essere così gustosi e freschi.

Ieri come al solito mi sono accorta di aver finito il mio pacchetto, così trotterellando allegramente in pausa pranzo raggiungo un tabaccaio. Frugo tra mille scatole colorate e trovo quello che cercavo, un nuovo pacchetto nero fiammante di Vigorsol. A pomeriggio lo apro, pregustando il sapore frizzantino del confetto, ma quando ne prendo uno ho una strana sorpresa. Le caratteristiche macchie nere sul rivestimento bianco del chewingum si sono trasformate in aloni e chiazze turchesi. Toh! E che è 'sta roba!
Immediatamente scrivo alla Perfetti Van Melle, chiedendo delucidazioni in merito, e ottengo risposta! Mica come quei deficienti della Coelsanus che li contattai un anno fa per aver trovato un verme enorme in un barattolo di peperoni arrostiti, e da cui non ricevetti la benché minima risposta!!! No! La Perfetti tiene ai suoi clienti, tanto da rispondere in maniera esaustiva e mandarti un incaricato a domicilio per ritirare il prodotto incriminato, farlo analizzare e darti una logica spiegazione scusandosi per l'accaduto. Ora attendo una loro telefonata per accordarci su giorno e ora del ritiro, sperando di tutto cuore che mi regalino una confezione formato famiglia dei miei chewingum prediletti! Eh!

mo basta!

Da oggi si cambia tiritera per tornare alle vecchie e sane abitudini. Ho cominciato stamattina, vestendomi tutta colorata di giallo sotto un cappottino nero, luce nel cielo tenebroso di questa fredda giornata. Mentre mi attardavo a scegliere i capi da indossare pensavo proprio che dopotutto volente o nolente il Natale arriverà. E con esso arriverà anche il momento di aprire gli scatoloni con gli addobbi, ora sonnecchiosi in un ripostiglio impolverato. Sono solita acquistare gingilli e decorazioni in netto anticipo rispetto a dicembre, solita piazzarli a destra e a manca in casa prima del tempo. Per cui, se proprio devo dirla tutta, sono in ritardissimo. Da oggi VOGLIO sentire l'aria natalizia. Da oggi VOGLIO organizzarmi le feste in famiglia. Voglio sapere dove saremo il 24, dove il 25, dove il 26, dove il 31 per il lungo cenone di Capodanno, dove il 6 per riempire i nipotini di calzettoni di dolciumi e carbone zuccheroso.
Insomma, basta. Basta con questi noiosi esami che più li fai più continui a farne di nuovi, ché la sete dei dottori non si placa mai, nemmeno con le ferie di fine anno. Basta. Perché c'è chi davvero soffre mentre qui c'è qualche cospirazione contro lui e me per farci soffrire ad ogni costo, quando invece - ne sono convinta - siamo sani come pesci. Voglio che l'unica nostra sofferenza ora si riduca a mangiare meno schifezze. Voglio che lui trovi il coraggio di evitare la sua adorata mozzarella visto l'alto colesterolo e di accompagnarmi all'Ikea per cominciare a impacchettare regali. Voglio finalmente comprare lampade e lampadari per sostituire quelle odiose lampadine appese a un filo, che da oltre due anni spuntano indecentemente ancora dalle pareti. Voglio spendere in cazzate tutto il salvadanaio di lui: decise per la comunione dei beni? e allora comunione sia. Voglio che il falegname si tolga il gesso dalla gamba e ricominci a lavorare sulla nostra cassapanca, ormai sono mesi che io, i pacchi di pasta sparsi in cucina e le provviste per la settimana l'aspettiamo. Voglio sorridere, ridere, amare e coccolare. Voglio sentirmi ancora dire "Amo ma stamattina come cavolo ti sei vestita??" ché vuol dire che mi sono svegliata per il verso giusto, fantasiosa e birichina. Voglio preparare lo strudel di mele con gocce di cioccolato, ché mi viene davvero bene e addolcisce la giornata. Voglio scrivere, giocare, vivere, sognare. Voglio volere. Si può fare?

lunedì 26 novembre 2007

meno di un mese

Quest'anno non sento il Natale. L'aria natalizia intendo. Non mi soffermo davanti alle vetrine per scoprire che quel delizioso paio di guanti lo regalerò a Tizio e quel maglione blu oltremare a Caio. A dirla tutta è un po' che mi sembrano opache, vuote e tristi. Ormai sono settimane che non acquisto nulla, se non una busta di latte per la colazione e un pezzo di pane per accompagnare un pasto.
Sto aspettando con impazienza che i negozi rimangano aperti anche di notte per invogliarti a comprare ogni ben di dio, e che per strada risuonino musichette natalizie trasmesse in filodiffusione fino a farti venir voglia di uscire di casa. E vorrei capire che fine devo fare a Natale. Se passarlo con parenti davanti ad uno spaghettino con le vongole in un'atmosfera magica e satura di affetto o con la tv accesa, soli io e lui, con un caldo brodino e un termosifone a riscaldarci il cuore.

venerdì 23 novembre 2007

ma parliamo d'altro

Parliamo di lui. Che martedì l'ho costretto a farsi il prelievo con me, perché pensavo che la mia sideremia fuori norma fosse dovuta al nostro viaggio in Africa e alla profilassi antimalarica fatta con il Malarone, medicinale costoso e pesante come un macigno per il fegato. Parliamo di lui che ha la sideremia alta proprio come me. Parliamo di lui, che per domani ha già deciso di avere impegni, ché un altro prelievo non lo vuol fare. Di lui che se io son cacasotto lui è peggio. Che mi sbianca al primo gradino dei 50 che ci hanno portato e porteranno al laboratorio. Di lui e delle sue analisi di martedì scorso, che quando stamattina la dottoressa ne ha visto i risultati ha strabuzzato gli occhi chiedendosi come fosse possibile che avessimo più o meno gli stessi valori. Manco avessimo fatto una vicendevole trasfusione. Di lui che mi ha appena chiamato dicendomi di aver vinto un'asta su ebay, e che non ha ancora capito che prima di pagare il tizio con la paypal deve rimborsare me per avergli anticipato i soldi delle analisi. Di lui a cui ho ripetuto che domani mattina non si tratta di un prelievo di saliva, ma dell'ennesima provetta di sangue. Di lui che non sa cosa sia la mononucleosi e del perché la dottoressa pensa che l'abbiamo contratta entrambi. Parliamo d'altro. Parliamo del fatto che tutto era nato da un calcolo per poi andare a finire alla "malattia del bacio". Del fatto che dovrò fare comunque un'altra ecografia per assicurarmi che gli organi sotto il mio addome funzionino a dovere. Parliamo del colesterolo alto del mio caro amore, che ieri sera ha deciso di cominciare la dieta con pizza e birra. Parliamo d'altro, perché l'argomento "salute" mi sta rompendo un po' i coglioni ultimamente, eh. E che monotonia. Tzé.

mercoledì 21 novembre 2007

accidenti accidentaccio

Ho tenuto la mente impegnata a vagare tra desideri e paure. Tra quello che vorrei e quello che non vorrei. Ho tenuto mente e braccio impegnati, l'una con i pensieri, l'altro con i prelievi. Ne ho fatti due nel giro di una settimana, perché gira e rigira ti pareva che c'era qualcosa che non andava. E quella cosa che odora di rosa ma rosa non è si chiama sideremia. Ce l'ho alta, accidenti, e per ora non si trova nessuna ragione del suo perché. E assieme a lei anche le piastrine sembra siano impazzite, ché sono in tante a far sciopero. Sono stata obbligata a fare altri accertamenti, obbligata dal medico, dal tizio del laboratorio di analisi, da lui, dalla mia fifa. E ora mi sento appesa a un filo, come un calzino bucato, dal quale spunta la curiosità di sapere e di conoscere. Che palle. Che strapallissime di due palle così. Aspettare fino a venerdì.

sabato 17 novembre 2007

rassegnazione

Lo bacio sulla fronte. E' il mio usuale saluto del mattino. Gli accarezzo il viso, lo guardo un'ultima volta rimboccandogli le coperte, gli sussurro un "Ciao amore, non fare tardi" ed esco di casa. Ma ieri sentendosi salutare è rinvenuto, e con una flebile voce mi ha risposto "Che palle, oggi mi tocca andare da Castorama per lavoro".
Già, che palle eh? Per te che ami con tutto te stesso quei capannoni pieni di cianfrusaglie da bricolage, che affiancano Mc Donald's e negozi di elettronica... che stress ti toccherà affrontare, poverino. Ti immagino ansimante tra gli scaffali mentre cerchi esclusivamente quello che serve al tuo capo, stremato dall'eccessiva pubblicità che fa capolino ad ogni angolo bombardandoti di super offerte, mentre vorresti stare al posto mio, dietro ad una scrivania, davanti ad un monitor, per otto ore di fila. Si, ti immagino. Povero, povero tesoro del mio cuore.
Sono sicura che avresti preferito di gran lunga attendere l'autobus alle 8 del mattino per mezz'ora, ghiacciandoti come acqua nel freezer, per accorgerti che non sarebbe mai arrivato e così decidere di prendere il treno per fare un paio di fermate e riprendere il pullman che ahimé era rotto, e attendere 3/4 d'ora che ne arrivasse un altro, e finalmente alle 9.30 giungere a pochi km dall'ufficio e rimanere bloccato da un bus incendiato dal quale scendevano decine e decine di viaggiatori per salire sul tuo, saturo d'aria di puzzo e di persone, e arrivare alle 10 al lavoro, dopo due ore di estenuante viaggio, in ovvio ritardo. Si, l'avresti di certo preferito.

Alle 11 mi rendo conto che hai fatto prima di me a giungere a destinazione, accorgendomi che il cellulare squillava facendo lampeggiare il tuo nomignolo sul display.

Lei: "Uè scè tutt'a posto?"
Lui: "Si senti una cosa velocissima, vedi su internet quanto costa la stampante Canon pdhgsp?"
Lei: "Si, aspè..."
Lui: "Muoviti."
Lei: "Sta sui 70 euro."
Lui: "E le opinioni cosa dicono?"
Lei: "Che è un'ottima economica cacata."
Lui: "Ok, ora vedi quanto costa la Epson ldhfaif."
Lei: "Mmm... 100 euro circa."
Lui: "Opinioni?"
Lei: "Buone, ma considera che in generale la Epson è un'ottima stampante."
Lui: "E vedi pure la Canon ojhasvj..."
Lei: "Ma fammi capire... perché non chiami il vostro informatico e chiedi a lui tutte ste stronzate??? Io ho da lavorare!"
Lui: "Veloce, dai."
Lei: "Costa all'incirca 60 euro, sempre economica cacata."
Lui: "Ma stampa anche foto A4?"
Lei: "E che cazzo ne so??? Non c'è scritto sulla confezione???"
Lui: "Qui dice solo 15x15 però sulla foto c'è un A4 che esce dalla stampante."
Lei: "Senti non lo so, non me ne frega e mo fammi lavorare."
Lui: "Vabbè cià."

Non passano due minuti che comincio a chiedermi da quando in qua Castorama avesse messo in vendita stampanti. Bah. E perché le commissioni nei centri commerciali toccassero sempre al mio povero marito rimaneva un Mistero della Scienza.

A cena lo aspetto fino a tardi, con un risotto ormai diventato colla, e vino rosso a tenermi compagnia. Si presenta alle 22, trionfante e sorridente, venendomi incontro con un enorme scatolo tra le mani. I miei occhi si spalancano con veemenza, il battito del cuore accelera, le mani mi iniziano a prudere.

Lei: "Cazzo fa quella stampante in questa casa????"
Lui: "Come che fa???"
Lei: "Non era dell'ufficio????"
Lui: "Era per noi!"
Lei: "NOI???? Quando avrei dovuto capire che quella cacata su cui mi chiedevi consulenza era NOSTRA?????"
Lui: "Ma io..."
Lei: "E poi io la stampante ce l'ho già, ed è pure una dio di stampante!!!"
Lui: "Pensavo di toglierla e di tenere questa..."
Lei: "EEEEEHHHHHH? Ma il film quando è iniziato? La regia di chi è?? Chi cazzo ti ha detto che la mia stampante non la volevo più??????"
Lui: "Ma io pensavo avessi capito per telefono che si trattava della stampante per casa nostra..."
Lei: "Già. Ti ho fatto da consulente per ritrovarmi una cacata in casa che tra due giorni ti romperai già le palle di usare. NO. Non la voglio, venditela. Riportala indietro. Vedi tu ma qui non c'è posto per lei."

Sono appena passate 24 ore circa, e lui è accanto a me che sta giocando con il nuovo gingillo, che s'è fregato mezza risma di fogli A4 per fargli sputare inchiostro e che ha pure avuto il coraggio di rubare il MIO cavo usb della MIA stampante che giace lì, inerme, davanti alla sfilata di una bonazza fuori ma stronza dentro dalle cartucce fiammanti e dagli ugelli allineati manco fossero esperti militanti.

E ora finalmente posso anch'io dare la mia seria e meditata opinione dopo aver visto una foto stampata con la Canon PIXMA MP180: avevo ragione, è una grandissima economica cacata.

mercoledì 14 novembre 2007

o mi mangio la minestra o mi butto dalla finestra

Scialuppa di salvataggio nel mare in tempesta, salvatore degli affamati nei periodi di carestia, economico rimedio naturalchimico ai sintomi quali spossatezza svogliatezza e pigrizia. Sono le minestre e le zuppe Knorr. Che oltre ad essere ottime per le fresche serate d'autunno aiutano le massaie in carriera a preparare un gustoso pasto con la minima fatica e il massimo dei risultati.
Ieri sera ho cenato alle 19, purtroppo cosciente di non poter più rimandare le analisi del sangue che il caro medico curante mi aveva prescritto un mese fa. E una volta rimandai perché avevo una fame da lupo la sera prima, e un'altra perché tornando a casa mi resi conto di avere scongelato il pollo al mattino, e un'altra perché avevo il ciclo. Insomma, avevo provato tutte le tecniche di evasione d'esame, per cui mi toccava prendere una seria decisione vestendomi di maturità e sottomissione. Cosa potevo cenare di leggero se non un'allegra Minestra di Anellini che così invitanti, dalla foto sulla busta, per un attimo erano riusciti a farmi sorridere? Nulla. Giro la confezione per essere sicura di non sbagliare dosi di eventuali ingredienti da aggiungere, e mi accorgo che quella che ho in mano è per 3 porzioni di minestrina. Tre?? Ma siamo sicuri??? "Dunque, lui farà tardi come al solito, io devo mangiare subito, mmm... si, mi cucino tutte e tre le porzioni". Che mangio in piedi, ciotola bollente in mano, mentre sfoglio il volantino con le offerte del supermercato. Beh, era ottima. Tre misere porzioni ma ottime, e stamattina il mio sforzo di non colazionare è valso a qualcosa, ché le analisi le ho fatte e non sono nemmeno svenuta!
Sarà stato tutto merito di quell'adorabile vecchina che m'ha punto il braccio. Quando le ho detto che volevo stendermi preventivamente le avrò fatto venire in mente qualche dolce e piccola nipotina. Ha rovistato nella sua borsetta, che beava sul lettino incurante di lacci emostatici, alcol e siringhe, e ne ha estratto una caramella. Con gli occhi a imitare un sorriso mi ha sporto la mano.

Vecchina: "Ecco, prendi la Rossana, quando pungo mettila in bocca e vedrai che non sentirai dolore."
Lei: "Ehm, dottoressa, veramente non è per il dolore che mi stendo, ma perché la pressione m'abbandona."
Vecchina: "Tu prendila e non ti preoccupare, puoi masticarla mentre ti faccio la siringhina."
Lei: "E se mangiassi qualcosa di salato invece del dolce?"
Vecchina: "Eh???"
Lei: "Ecco... avrei portato una busta di Giambonetti, sono pieni di sale, e il sale aiuta a far salire la pressione, no?"
Vecchina: "..."
Lei: "Allora, posso?"
Vecchina: "Eh. Mi ridia la caramella allora."

Sono stata bravissima, non ho battuto ciglio, e mentre m'annodava il laccio la mia mano sinistra accanto alla bocca stringeva due Giambonetti, pronti per essere buttati giù, al sapor di prosciutto, alle 9 di mattina. Stavo si per accasciarmi tra le braccia della mia collega accompagnatrice assistente al lettino una volta in piedi, ma questo, dopotutto, è solo uno stupidissimo e insignificante dettaglio.

martedì 13 novembre 2007

avviso alla cittadinanza

L'innevata cima dell'Everest spicca maestosa nella cabina armadio. Pare che siano previste slavine nelle prossime ore, e nonostante il preavviso della protezione civile lui si comporta come se il problema non fosse il suo. Anzi, più la cima cresce più sembra orgoglioso della sua opera di impilamento.
Sono giorni ormai che sciopero dal mio ruolo di casalinga, giorni che mi rifiuto di ripiegare tutti i suoi vestiti e riordinarli nell'armadio. Nonostante ciò il nostro rapporto pare rafforzato, io lo amo, lui mi ama, e vissero felici e contenti sommersi da una montagna di panni. Giuro che stasera gli frego la sua amata Canon e fotografo lo scempio per rendere pubblico lo stato di degrado in cui versa quel paio di metri quadrati. Che il premio Pulitzer me lo consegneranno senza battere ciglio domattina con tanto di cornetto e cappuccino.

lunedì 12 novembre 2007

holter 24h

Mi sento alquanto incerottata. Immagino domattina quando il dottore strappandomi le garze adesive mi farà una ceretta in petto. Per ogni peletto che mi toglierà gliene spinzetterò uno dal naso, così vediamo chi è più duro tra me e lui.

venerdì 9 novembre 2007

indossare un capo H&M sopra le righe, anzi... sopra i pois!

Arrivano momenti della vita in cui è necessario essere audaci. Coraggiosi, impavidi e sicuri di sé. Bene, quel momento è arrivato.
Stasera andrò ad una mostra d'arte moderna, mmm perlomeno credo si tratti di questo. Così, durante il rituale della vestizione, stamattina ho scelto di indossare un abito fuori dai canoni, peraltro usato solo una volta giorni addietro. Fiera di me stessa, mentre lo specchio mi sorrideva, ho completato l'opera con un'alzata di capelli stretti in una sottospecie di chignon, e un cerchietto giallo senape doppio quasi quanto una corsia d'autostrada. Ho salutato lui che russava beato, svegliandolo involontariamente con un soffice bacio al miele, e la sua immediata reazione aprendo gli occhi e osservandomi per un attimo è stata un'enorme risata del tipo "Aahahhahahahaha ahahhahaha ahhahahahhahahahahhah". Credo di aver reso l'idea.
Per strada fortunatamente nessuno ha avuto una simile reazione, tranne il conducente dell'autobus che stavo per perdere. L'ho rincorso avendolo proprio di faccia, e man mano che mi avvicinavo vedevo l'espressione dell'autista cambiare dallo stato "Che palle, inizia un'altra giornata nel traffico" a quello "E questa come cazzo s'è conciata??". Correndo il cappotto svolazzava, e giustamente lasciava intravedere quantomeno i colori che indossavo. Grazie al cielo mi ha aperto la porta, continuando a guardarmi con gli occhi sbarrati e senza nemmeno rispondermi quando gli ho sussurrato affannata un gentilissimo "Grazie mille". Avrà pensato che sono pazza.
In ufficio fortunatamente l'ambiente non è ostile essendo pieno di creativi, per cui ho varcato la soglia a cuor sereno.

Collega n. 1: "Uà sembri uscita da un manga, ti devo fotografare assolutamente! Sei l'unico raggio di sole in questa giornata uggiosa!"
Collega n. 2: ":-O"
Collega n. 3: "Mamma mia come sei bella!"
Collega n. 4: "Sembri uscita dalla favola di Hänsel e Gretel!"
Collega n. 5: "Uà che bon bon che sei oggi, una vera caramella, anzi no, una bambola!"
Collega n. 6: "Sei meravigliosa, oddio sei bellissima, mamma mia come sei bella, ti giuro una favola, dio mio non ci posso credere, sei incredibile" (con le lacrime agli occhi, ma non fa testo né il giudizio né la lacrima, sta fuori come un balcone 'sto collega)
Collega n. 7: ":-O :-O :-O"
Collega n. 8: "..." (La verità è che il collega n. 8 è il mio compagno di scrivania e oggi mi ignora alla grande. Guarda bellino che non mordo eh! Tzé!)

I grandi capi non mi hanno ancora intravista. Meglio, altrimenti è capace che mi spediscano una bella lettera di ammonizione o direttamente al manicomio.

mercoledì 7 novembre 2007

bello che è l'amore mio!

Due gonne mi sembravano un po' pochine come regalo per il mio compleanno, così mi sono messa alla ricerca di qualche volo low cost, e finalmente l'ho trovato. Gli ho servito orari e prezzi su un piatto d'argento, via sms, aspettando che mi dicesse la parolina magica: prenota!
Così senza che lui si sia reso ben conto di avermi regalato un viaggio, ho prenotato, e... si va a Praga! Certo, bisognerà attendere febbraio, ma poco ci manca, visto che in giro scintillano già le vetrine dei negozi ricche di gingilli natalizi. Ora mi tocca andare alla Feltrinelli a fare il pieno di guide turistiche, eh. Che bella vita, che vita bella.

lunedì 5 novembre 2007

44 gatti

Non uno di più. 44 soggetti deliranti sotto l'effetto dell'alcol mi hanno reso le pulizie del giorno dopo un vero inferno. Devo ammettere che però non hanno rotto nulla, tranne un piccolo vaso di ceramica. Era appoggiato in cima al frigorifero. E mi arrovello le meningi perché non capisco chi e perché abbia messo le mani lassù, a quasi due metri da terra. C'è da dire comunque che stavolta mi ero premunita occultando soprammobili e suppellettili la cui vita avrebbe potuto subire una brusca interruzione. Quadri dalle pareti, lampade, specchi, piante, poltrone e cuscini tutti relegati nello studio chiuso rigorosamente a chiave, come la camera da letto. Ché non avrei voluto trovare come l'anno scorso salsicce sul copripiumone e pantofole dentro i piatti sporchi. "Che animali" direte voi. Che amici, dico io. Sono loro che hanno reso la festa unica, sono loro che rendono la mia vita bella com'è. E seppure scombinati non li cambierei con nessun altro al mondo, soprattutto ora che hanno imparato ad utilizzare la mia lista dei desideri!! Mi sono rifatta il corredo intimo, tra lingerie in pizzo e collant da diva!
Lui invece mi ha regalato... uhm... beh... diciamo... due gonne. Si, perché ieri l'ho trascinato in un centro commerciale e alla cassa di un negozio, e con molta nonchalance gli ho detto "Beh, che fai? Me le regali tu?". Non ha potuto dirmi di no, visto che per il compleanno è riuscito a farmi dono solo di macchie su macchie sull'impermeabile anni '70 prestatogli da mio papà per completare il suo travestimento da maniaco sessuale. Un maniaco che ha dato spettacolo. I video su Youtube fanno un baffo a quelli girati venerdì sera a lui. Canottiera e calzettoni bianchi, boxer e impermeabile. Non entro nel dettaglio altrimenti potrei finire prima del tempo in un angusto feretro sotto terra. E ora non ne ho assolutamente intenzione, ché c'è ancora un pezzo di torta caprese nel frigo e vorrei mangiarla prima di morire.


I passanti per strada di sicuro avranno pensato che un morto ci fosse davvero in casa. Perché fuori dal portone avevo affisso un manifesto simil funebre, redatto con la collaborazione del mio collega e amico fidato. Non ho idea di cosa abbiano pensato poi, quando al suo arrivo alla festa ha tappezzato la via e le scale di casa di altri manifesti in risposta al mio. Ha una fervida fantasia, è un vero tesoro, simpatico e gioviale, intelligente e con uno spirito d'artista eh, ma nessuna delle sue qualità migliori è servita a fargli usare lo scotch di carta invece del biadesivo. Staccando i cartelli dalle pareti nella scala sarà venuto via un kg di pittura e intonaco. Conta il pensiero.


Bene, 30 anni li ho compiuti. Ho raggiunto una certa maturità. Niente più festicciole da adolescenti, né feste in maschera con lapidi e ragnatele. Ora sono una donna. Ed è per questo che ho deciso: l'anno prossimo organizzerò un pigiama party. Così magari gli invitati cercheranno di non fare tanto i discoli e di sporcare di meno, consapevoli che poi gli toccherà dormire sul pavimento.

sabato 3 novembre 2007

tanti auguri a Lei tanti auguri a te

Probabilmente saranno state le 4.30 quando io e due amiche siamo riuscite a ficcarci sotto le coperte nel lettone mentre lui ronfava collassato per conto suo in un'altra stanza. Ho capito una cosa dall'esperienza di questa notte: la lista dei regali sul blog funziona! Cavolo avrò avuto almeno 10 paia di calze, 10 completini intimi e 10 libri! Un sogno!!
La festa è stata altamente alcolica. Non hanno lasciato nulla oh! Non una bottiglia di rhum né di vino né di gin. Per non parlare del succo di frutta alla pera. Se avessi comprato altra roba avrebbero finito anche quella. Ci siamo dav



Credo di essere ancora ubriaca. Meglio smettere di dire cazzate, penserò domani a come scrivere un post in lingua italiana.








venerdì 2 novembre 2007

dai dai che ci siamo...

Sarei dovuta andare dal parrucchiere, accidenti! Ho i capelli che sembrano aver visto un fantasma prima del tempo! Arruffati e dai ricci smorti, con quella riga nera all'attaccatura chiaro segno di sciatteria. Mettiamoci pure quei dannatissimi capelli bianchi e il quadretto è dipinto. Altro che diavolessa, stasera non c'è bisogno che mi vesta: sono una perfetta zombie.

Insaccati e formaggi sono finiti nel mio carrello stamattina, con una lentezza degna della più moscia delle lumache. Ho creato una fila interminabile al banco salumi, ché funzionava una sola affettatrice. Il gastronomo voleva fucilarmi insieme agli altri clienti, quando ad ogni richiesta aggiungevo un "Me le faccia sottilissime le fette, grazie". La cassa poi... come m'ha vista s'è bloccata. Sarò stata mezz'ora in attesa che la sistemassero. E la solita fila, dietro di me, era pronta con i bazooka per uccidermi in breve tempo.

Sistemato il sistemabile e pulito il pulibile ho cominciato a infornare i ruoti preparati ieri con una mia carissima amica. Senza di lei non ce l'avrei mai fatta, visto che lui oltre a starci tra i piedi con la macchina fotografica per immortalare attimi dal backstage, è giusto andato a comprare due chili di pasta. Ovviamente non era nemmeno quella che gli avevo chiesto, vabbè.

Ho una fame... tutta questa roba davanti ai miei occhi e nulla che possa assaggiare! C'è un profumo di parmigiana nell'aria che tra un po' svengo. E quando toccherà alle lasagne entrare in forno... e ai cannelloni??? Oh dio meglio che metta qualcosa sotto i denti, altrimenti stasera i mostri non mangeranno un tubo.

mercoledì 31 ottobre 2007

bbbrrrrrrr... ho i brividi

Inizio a pensare che le ragnatele non basteranno, come pure le candele, e il cibo, e gli alcolici, e la carta igienica. Inizio ad entrare in paranoia, a stilare liste di nomi, numeri di telefono per conferme, e consultare il meteo, che se venerdì sera piove il balcone non sarà agibile, e ciò significherebbe circa 10mq in meno di vivibilità e aria respirabile. Inizio a rovistare nei giornali di cucina, alla ricerca di qualche macabra ricetta dai nomi ripugnanti, cervella di ragno al sangue di pipistrello, escrementi di lombrico in casseruola. Inizio a tremare all'idea di dover affrontare sola il supermercato stasera, ché lui rientra tardi e domani le saracinesche saranno abbassate: non solo è festa... ma pur volendo... è un giovedì. Inizio a preoccuparmi per l'incolumità delle tende, delle pareti, del divano, dei mobili, del pavimento, del bagno. Inizio a rendermi conto che in casa tra 48 ore si abbatterà una catastrofe che porterà morti e feriti. Ah! Che stupida... ma certo, è Halloween.

L'unica nota positiva in questo stonare di inizi, è che ho due giorni di tempo per prepararmi psicologicamente e fisicamente all'evento. Due giorni di tempo per salvare il salvabile chiudendolo nello sgabuzzino, per dare una pulita a quella doccia che non so perché cazzo l'abbia scelta di cristallo, per cucinare lasagne, pasta e parmigiana, per addobbare ogni angolo di casa, perché diventi tetra e raccapricciante, per provare l'audio e avvisare la cittadinanza di non rompere le scatole quel giorno, almeno fino alle 3 di notte.

Ce la farò. Si.

martedì 30 ottobre 2007

ecco, appunto, mi riferivo proprio a questo...













Comunque non traete conclusioni affrettate, ché qui si lavora eh.

prove di costume




Il mio caro amico collega finalmente ha comprato il tulle per il suo travestimento alla festa... sapeste com'è contento! Ora se ne va in giro per l'ufficio scorazzando come un Renato Zero mediterraneo. Dio quanto lo adoro!

stupide bazzecole

Non passa sera senza che lui apra con cura il portatile e prema il tasto di accensione, lo appoggi sulle gambe e apra Firefox. Giochicchia, smanetta su ebay, perde tempo sul web. E sbircia sul blog. Puntuale come un orologio arriva il solito ghigno sorridente, ogni volta che finisce di leggere un post. Ed ecco che, al solito, la mia reazione arriva con veemenza.

Lei: "Ti ricordi che il blog è NOSTRO vero?"
Lui: "Mm-mm."
Lei: "Ma tu però non ci scrivi mai!"
Lui: "Mm-mm."
Lei: "E dai, scrivici qualcosa!"
Lui: "Ora non mi va. E poi sappi che il blog campa grazie a me."
Lei: "Ahahahahahahah!!!"
Lui: "Sono io che ti fornisco il materiale!"
Lei: "Di che materiale parli??"
Lui: "Tu scrivi solo di me! Se non ti fornissi materiale per i tuoi post non avresti nulla da scrivere! Quindi in un certo senso partecipo anch'io."
Lei: "Ma è normale che io scriva di te! Si tratta del blog di due cretini che si sono sposati, quindi lei parla di lui e lui dovrebbe parlare di lei!"
Lui: "Mm-mm."
Lei: "Mi hai sentito?"
Lui: "Mm-mm."
Lei: "Oh!!!"
Lui: "Cazzo hanno superato la mia offerta! Capace che la perdo quest'asta!"
Lei: "Beh, sai che c'è di nuovo? Fanculo."
Lui: "Mm-mm."

lunedì 29 ottobre 2007

il grande giorno s'avvicina...

No. Non sono le scale di casa mia, anche se ci assomigliano molto. Le mie sono in gelido marmo grigio, o pietra lavica, o che ne so che c'ha messo il costruttore... boh. Comunque ho delle scale. Due rampe per l'esattezza.
L'anno scorso, in occasione della macabra festa di compleanno, 29 anni suonati al sassofono, sparsi sulle scale candele a non finire e una filastrocca lunghissima che iniziava al primo gradino e finiva all'ultimo. Un supplizio per chi, salendo, si ritrovava a dover leggere in un improbabile napoletano rimato quella sottospecie di poesiola. La morale era: o entri con il regalo alla mano o puoi pure rifarti la filastrocca a ritroso e tornartene a casa. Per disperazione gli invitati che speravano di farla franca m'hanno donato qualche spicciolo, qualcuno addirittura una scopa da stregone, pur di non fare dietro front.
Stavolta mi sa che gli risparmio la punizione, per cui probabilmente per animare quella fredda scalinata oltre alle candele userò brandelli di stoffa, ragni e lanterne. Lascerò in bella vista il numero dei pompieri qualora una damina vestita da vampiressa intullettata prendesse fuoco, e spererò (orrido futuro per un verbo sì dolce) che una volta dentro casa, tutti i mostri, non me la distruggano come al solito. Eh.

domenica 28 ottobre 2007

l'incompresa

Mentre munita di guantoni gialli strigliavo la finestra del bagno, ieri pomeriggio il citofono ha suonato. Sarebbe stata troppa la fatica per lui, alzarsi dal divano e per un attimo mollare le sue aste su e-bay, così sono andata ad aprire io. Era una coppia di amici con la piccola bimba al seguito. Volevano fare una passeggiata, ma il bagno pretendeva attenzioni, e il mio abbigliamento non era per nulla adatto a mettere un piede fuori di casa. Così ho terminato le faccende domestiche con la velocità di un Mig 28, precisa e rapida, e mi sono rinchiusa nella cabina armadio con la piccolina per iniziare il rituale della vestizione. Considerato il caldo che faceva ho optato per un vestitino di cotone, con le maniche a sbuffo, la scollatura quadrata e la gonnellina a campana, abbinandoci un lupetto a maniche lunghe, da indossare sotto. La bimba mi guardava estasiata, manco avesse visto Alice nel paese delle meraviglie. Le dicevo "Ora è il momento dei collant" e lei annuiva con gli occhi sbarrati e un sorriso a tutti i denti che aveva. "Ora è il momento del cerchietto nei capelli" e lei con la bocca spalancata in un "Ooooohh!".
Sapevo che quando la mia amica sarebbe entrata in camera avrebbe commentato ampiamente il mio look, e così è stato. Un misto di stupore e sconcerto le ha attraversato il volto, per poi dirmi "WOW quant'è bello questo vestito!". Ecco, ora mancava solo che lui mi vedesse per la prima volta con indosso questo gioiellino giallo senape, nero e marrone. Credo l'abbia vissuta come un'esperienza tragicamente toccante.
Raggiungo gli uomini in cucina, lui è lì di fronte a me. Mi guarda dall'alto verso il basso e dal basso verso l'alto. Accenno un lieve tic agli occhi per il nervosismo mentre attendo il verdetto.

Lui: "Ma da cosa ti sei vestita?????"
Lei: "In che senso???"
Lui: "Ma alla festa ti vesti così? Da Ape Maia???" (lui alludeva alla festa in maschera di venerdì prox, ndr)
Lei: "Cretino ma quando mai! Ma perché, non ti piaccio?"
Lui: "Ehm... ma sei strana!!"
Lei: "Vabbè tanto sapevo che non avresti retto l'emozione dicendo cazzate. Ora scendiamo, dai."
Lui: "No, famm' capì, tu vuliss scennere accussì???" (fammi capire, avresti il coraggio di uscire di casa in queste condizioni???, ndr)

Che tatto mio marito, l'ho sposato anche per questo, che credete voialtri!!
Dopo la passeggiata, ci aspettavano a cena altri amici, stavolta 3 coppie più una fragolina di un anno appena compiuto. Il mio tic diventava sempre più insistente, ma ero pronta a farmi prendere in giro e a stendere con la mia coinvolgente simpatia chiunque avesse osato offendere il mio vestitino H&M!!

"Ma che ti sei messa addosso?" è andata per la maggiore. "Sei un po' strana" ha avuto il secondo posto in classifica. Ma ragazzi! Qui si tratta di look stravagante, non "strano"! Look coraggiosamente stravagante! Quando li ho invitati alla festa in maschera ovviamente non si sono lasciati scappare la battuta idiota "Ah, allora tu stasera stai facendo le prove?".

Eppure... eppure a qualcuno sono piaciuta da morire... La dolcissima principessa di un anno non ha fatto altro che cercarmi, bramarmi, volermi. Avrebbe barattato volentieri i suoi genitori per una dormita in culla accanto a me! La tenevo per le mani per far sì che mettesse i piedini uno dietro l'altro e lei mi portava sempre nello stesso posto, davanti allo specchio di due metri. Si fermava lì davanti, mi guardava, e incominciava a ridere a crepapelle. Si si... le piacevo. A tavola poi non sono riuscita mandar giù un boccone che lei si sbracciava dal seggiolone perché voleva che la prendessi in braccio. Con la mamma non voleva stare, con il papà non ne voleva sapere, con le altre due coppie manco per l'anticamera del cervello, con lui figuriamoci, voleva solo me. La sua Alice personale, la sua Maia e la sua Dorothy.

Per una sera, dopo tanto tempo, finalmente mi sono sentita una favola.

venerdì 26 ottobre 2007

siringa di Voltaren sta a Imac come accertamenti stanno a Ikea

Non ho mai avuto tanta compagnia nei momenti cruciali. Sia lui che mia mamma ieri mi hanno voluto accompagnare a fare gli esami richiesti dal medico curante. Non sono usciti perfettissimi, un risultato lo ritiro lunedì, ma posso dire con certezza che non ho quella cosa che inizia con iperpara e finisce al 90% con un'operazione. Una settimana di attesa passata nel più completo terrore. Fanculo.
Tra un esame e l'altro, sotto la pioggia battente, con gli stivali verdi scamosciati nuovi su cui le gocce si sono trasformate in macchie indelebili, lui mi ha proposto "E ora che si fa? Andiamo in qualche bel posto?" e io ho colto la palla al balzo: "Andiamo all'Ikea!"
Sono incorreggibile, non c'è altro da dire. Ma credo di aver preso da mamma, che al telefono con papà gli ha dato qualche mia notizia, informandolo che di lì a poco avrei dovuto sottopormi ad altri accertamenti, e che intanto andavamo a fare "un servizio". Beh, se l'Ikea si chiama servizio!
Ho saccheggiato il bazar, dalle tovagliette all'americana ai vasi per le piante.

Lei: "Mamma guarda! Hanno fatto le tovagliette nere finalmente!"
Mamma: "Uh! Si! Le altre volte c'erano solo in altri colori!"
Lei: "Che dici, quante ne prendo? Quattro?"
Mamma: "Forse è meglio 6, non credi?"
Lei: "Sai che ti dico? Hai ragione! (mentre conta 1, 2, 3, 4, 5, 6...) (7...8) Però preferisco prenderne 8, visto che gli altri set di tovagliette sono da 6. Così quando avrò 8 persone a cena saprò cosa utilizzare."
Mamma: "Ok, mi sembra un'ottima idea!"
Lei: (mentre conta 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8 tovagliette... 9, 10...) "Anzi no, ne prendo 10. Meglio abbondare che non si sa mai."

Incredibile. Una giornata che si prospettava costellata di stress e radiazioni si è trasformata in uno shopping sfrenato dell'ultim'ora. Ho riempito il carrello senza pensare a brutte malattie e senza lui che rompeva i maroni faiprestomuovitimisonorottousciamodaqui, ché ci ha lasciate in completa libertà mentre saccheggiava a sua volta Leroy Merlin. Ci ha raggiunte appena siamo uscite dal bazar, dirette alle casse, e ha iniziato la solita solfa.

Lui: "Ma che è tutta sta roba??"
Lei: "Che vuoi? Leva subito le mani dal carrello!"
Lui: "E dove hai intenzione di appenderlo questo specchio???"
Lei: "Non lo so ancora."
Lui: "Ma dove ce le mettiamo 'ste cose?? Non c'è più spazio!"
Lei: "Lo spazio c'è, è solo che tu non lo vedi."
Lui: "Guarda che io ho la vista migliore della tua!"
Lei: "E poi non rompere sempre le scatole, tanto pago io. Pagassi tu, capirei pure. Ecchecchacchio."
Lui: "Beh fai un po' come ti pare oh."

Pago. Usciamo scarrozzando il carrello verso l'auto. Lui apre il cofano e...

Lei: "Azz e meno male che IO riempio la casa di stronzate!!!"
Lui: "Che vuoi? Leva subito le mani dal cofano!"
Lei: "Che è tutta sta roba??"
Lui: "Sono cose mie."
Lei: "Ma non hai più spazio dove mettere cazzate!"
Lui: "Lo spazio c'è, solo che tu non lo vedi."

Dio, quanto lo amo quest'uomo!!!

martedì 23 ottobre 2007

questa è una di quelle sere

Che quando inserisco le chiavi nella serratura della porta di casa comincio a sudare freddo, cosciente di ciò che troverò una volta entrata. Una di quelle sere in cui chiamo disperata mia madre al telefono facendole venire una sincope dallo spavento, mentre volevo solo chiederle cosa cazzo potevo cucinare. Quelle sere in cui vorresti trovare la tavola già apparecchiata, e un piatto caldo pronto per essere divorato. Con una letterina sotto il piatto, come quando a 6 anni si faceva col papà, che ti rallegra informandoti che i piatti si laveranno da soli, merito di qualche nuova ultratecnologia. Una di quelle sere in cui litighi con la dispensa perennemente vuota come un campo di calcio squalificato a vita, in cui cerchi qualsiasi tipo di barattolo dal contenuto commestibile a crudo. Quelle sere in cui ti dici "vabbè, pizza", e poi davanti agli occhi ti si palesa il pensiero di lui con il le linguine al pesto dipinte ad acquerello negli occhi, e capisci che non era la serata adatta per romperti i coglioni di cucinare. Una di quelle in cui non vuoi in ogni caso sporcare né pentole né piatti, ma poi sbirciando nel lavello ti ricordi di non aver lavato quelli del giorno prima. Quelle sere in cui trovi un barattolo di fagiolini verdi e uno di pomodorini, e che te li spadelli con aglio e olio. Cosciente, purtroppo, che a lui fanno veramente schifo.

lunedì 22 ottobre 2007

il tuo cuore esiste nel mio...

Il tuo cuore lo porto con me,
lo porto nel mio,
non me ne divido mai,
dove vado io, vieni anche tu, mia amata.
Qualsiasi cosa venga fatta da me, la fai anche tu, mia cara.
Non temo il fato, perchè il mio fato sei tu, mia dolce.
Non voglio il mondo, perchè il mio mondo, il più bello,
il più vero, sei tu.
Questo è il nostro segreto profondo,
radice di tutte le radici,
germoglio di tutti i germogli,
cielo dei cieli di un albero, chiamato vita,
che cresce più alto di quanto l'anima spera.
E la mente nasconde
la meraviglia che le stelle separa, il tuo cuore esiste nel mio...
Ecco il segreto più profondo,
che nessuno conoscerà mai,
radice delle radici,
germoglio dei germogli.
E cielo dei cieli di un albero chiamato vita,
che cresce più alto di quanto l'anima possa sperare.
Più vivo di quanto la mente possa celare.
Prendo il tuo cuore, lo porto con me ...nel mio.

Edward Estlin Cumming

domenica 21 ottobre 2007

Massa, Raikkonen e Alonso lo stronso

Finalmente il GP di Formula Uno è giunto al termine. Niente più domeniche in cui propongo a lui di uscire un po' ricevendo il solito due di picche ("Oggi no, c'è la gara"). Certo che però un po' mi mancherà poltrire sul divano accoccolati mentre lo riempio di domande stupide su punteggi, pit stop, classifica iridata e bandiera a scacchi. Beh, poltrire poltriremo lo stesso, su questo non c'è dubbio.

E' stata una giornata piovosa, addirittura il cielo ha pianto pure sul Papa in piazza Plebiscito, mentre noi alle 12 eravamo ancora sotto il piumone 4 stagioni Ikea. Ci siamo alzati solo per la fame, zittendola con due fette biscottate integrali e marmellata dietetica. Una colazione degna d'un re, talmente calorica da farmi trovare la forza di fare l'odioso cambio di stagione. Già. Ho avuto a che fare con colonie di acari, ho combattuto con le grucce che m'avranno sfilato almeno 5 maglie, ho ridato il benvenuto a vestiti che non vedevo l'ora di reindossare, e mi sono resa conto che se pure volessi acquistare che so... una giacca... non saprei dove metterla. Non c'è un buco manco per una nuova mutanda. Siamo al limite dello spazio utile. Quindi ho messo in moto il cervello, sfornando tre soluzioni:
1. non acquistare più nulla, nemmeno un paio di collant!
2. cambiare casa
3. non far nascere nessun bebé, così la stanzetta a lui dedicata potrà diventare una dress room.
Visto che nessuna delle tre è fattibile, mi toccherà comprare quell'aggeggio che aspira l'aria e che fa diventare 5 kg di vestiti una sottiletta. Non capisco perché l'anno scorso avevo lo stesso problema con le scarpe. Come cazzo ho fatto a risolverlo? Ora che ci penso... che fine hanno fatto i miei stivali neri????

sabato 20 ottobre 2007

il mio angelo custode

Ok, lo ammetto. Ieri sera ho avuto la mia buona dose di coccole. Lui è tornato prima del solito a casa, addirittura ci è arrivato prima di me. Mi aspettava con ansia per sapere dalla mia voce cosa fosse successo e quale fosse stato il parere del medico. Così, dopo che gli ho parlato di ecografie, radiografie, e analisi di vario genere, mi ha stretto in un enorme abbraccio, e mentre gli occhi mi brillavano l'ho sentito sussurrare... "Ti presto il mio angelo custode, stai tranquilla tesoro". E' stata una delle cose più belle che mi abbia mai detto. Tutto l'amore che proviamo l'uno per l'altra si è materializzato lì, in quell'istante, nel calore delle sue braccia che mi circondavano con sicurezza.
Per distrarmi mi ha portato a cena fuori, in una locanda piccolissima, ma tanto grande da farci un culo così. Meno male che ha pagato lui. L'unico euro che ho cacciato era destinato al suonatore di mandolino con una mascherina da deficiente in faccia.
Abbiamo parlato fino allo sfinimento, ridevamo di noi due, ci prendevamo in giro e progettavamo il futuro. E mentre le parole scorrevano osservavo le coppie sedute agli altri tavoli, mute in un silenzio spento, che sapeva di noia. Mi sono chiesta se mai io e lui ci troveremo così, un giorno, a rigirare la mollica di pane sul tavolo guardando altrove in attesa che un gambero in crosta di mandorle arrivi a rafforzare quel mutismo, proteggendolo. "Mmm, buono, vero?", "Oh si, mi versi un po' d'acqua?", "Certo che però scotta un po'."
Sono convinta che se quel giorno per noi esiste arriverà tra molto, molto tempo. Perché ora sappiamo completarci, in un solo sguardo, in una sola parola, in un solo sorriso, in una sola carezza. Non lasciarmi mai scè... io ti amo...

venerdì 19 ottobre 2007

poi mi chiedono perché odio i dottori

Perché gira e gira alla fine ti dicono sempre che c'è qualcosa che non va. A quanto pare non è la mia "dieta" ad aver provocato quel calcolo, ma qualcosa di un pochino più serio. Mi toccherà fare altre indagini, diventerò la migliore amica del guardiano dell'ospedale. Lo inviterò a cena per fargli conoscere lo spettacolo che è mio marito, così si toglierà dalla testa che vado in ospedale solo per passargli davanti al gabbiotto lasciando una scia di profumo diretta a lui.
Io odio i dottori. Odio gli ospedali. Odio le malattie. Fanculo.

giovedì 18 ottobre 2007

cazzo è il fosfato di calcio???

Semplice. È prima di tutto la composizione del mio famoso calcolo. Dopodiché è una rottura di palle, perché leggendo qua e là praticamente non posso più mangiare tutto quello che mangiavo prima. Ottimo. Sampei ne sarà contento.

Alimenti proibiti (mi informerò meglio! proibire mi pare un tantino esagerato)
1) Crusca di frumento, germe di frumento, farina di soja, farro, pane tipo integrale
[della serie addio dieta, visto che ultimamente mi cibavo solo di robaccia integrale]
2) Fagioli, fave, ceci e piselli secchi, funghi, asparagi
[ma come?? ma se i ceci fanno così bene? e poi li adoro! Questa settimana li ho mangiati... ehm... tre volte... Per non parlare dei fagioli alla messicana, dio proprio ora che s'avvicinava il freschino giusto per cucinarli! Gli asparagi possono andarsene a fanculo, non mi sono mai particolarmente piaciuti, ma cosa ne faccio ora di quella confezione di fave che vegeta da mesi in freezer?? E i funghi... miei adorati funghetti trallallà... non posso abbandonarvi dal fruttivendolo guardandovi marcire... no... io DEVO comprarvi e DEVO cucinarvi! Cazzo.]
3) Orata, spigola, anguilla, alice
[Per quanto mi riguarda l'anguilla può fare la stessa fine degli asparagi, ma per il resto, considerando che quest'estate lui m'ha portato a casa pesce tutti i giorni... capisco a cosa devo la comparsa dell'odioso calcolo. Cosa gli racconterò adesso? Che non può andare più a pescare perché tanto non potrò mangiare pesce? Che dovrà andare a pesca di molluschi? Calamari e polipi? Mi si prospetta un quadro nero peggio della pece.]
4) Fegato, salumi
[No! I salumi no! Vi prego!!! A chi posso appellarmi? Non è che per salumi è inteso qualcosa tipo il lardo di colonnata che non me l'avvicino alla bocca manco se mi pagano? Eh? Grazie al cielo almeno il fegato può restare nell'animale da fattoria di provenienza, come ho sempre desiderato.]
5) Uovo intero o tuorlo
[E meno male che ho resistito a cucinare quelle due uova scadute in non si sa quale data, per buttarle direttamente nell'immondizia. Altrimenti mi sa che avrei partorito un sasso.]
6) Formaggini e formaggi stagionati (pecorino, groviera, parmigiano), mozzarella vaccina
[No. No e no. Ma scusate eh! Con tutti i formaggi che esistono e che io non mangio, proprio quelli stagionati non posso gustare? Eh? Ma qua è peggio di una galera oh! Ma per chi m'avete preso!! Io voglio il mio pecorino, mi spetta. Eeeee... il mio provolone stravecchio. Ecco. Tzè.]
7) Mandorle, pistacchi, anacardi, noci, nocciole, arachidi, fichi secchi
[Addio Natale in famiglia.]
8) The, cacao, cioccolato fondente
[Ebbè mi sembra giusto. Eh si. Mi togli il formaggio stagionato, e mi togli pure il cioccolato fondente che è l'unico che mangio.]

Beh sai che ti dico? Va ffa ncu lo. VAA FFAA NCUU LO. Domani vado dal medico e vediamo se mi rincuora un po'. Altrimenti sarò costretta a dimagrire nella più completa tristezza.

dati prelevati da questo sito

mercoledì 17 ottobre 2007

desiderio impellente

Ieri sera in auto.

Lei: "Viene mio padre a cena stasera."
Lui: "Per vedere il nuovo computer?"
Lei: "Si, non vedo l'ora di sistemarlo nello studietto!"
Lui: "Ma visto che è anche un oggetto d'arredamento perché non lo metti... che so... in bella vista in salotto?"
Lei: "Certo, così ad ogni party rischia la vita, e peggio di peggio ogni giorno rischia di incrociare il tuo sguardo!!!"
Lui: "Era solo un'idea..."

Arriviamo a casa, nemmeno il tempo di entrare in camera da letto che lui comincia il lancio lettocassettiera.

Lui: "Mamma mia, che macello in questa stanza, mica puoi far vedere 'sto casino a tuo padre??? Fai una cosa, mentre tu metti a posto e prepari una bella cenetta io sposto il tuo pc e sistemo l'Imac."
Lei: "Tu cosa? Bello mio forse non ti è chiaro, stasera mangiamo una PIZZA, e la stanza l'hai messa a soqquadro tu. Quindi muovi il sederino e dammi una mano, altrimenti non ti faccio smanettare con il mio pargolo. Dòh!"
Lui: "Ah... pizza... mm... vabbè, c'ho provato."

Cosa dire... grazie Voltaren! M'hai fatto passare una magnifica serata!!

martedì 16 ottobre 2007

mi duole il popò

Ahi ahi. Sono appena sopravvissuta ad una siringa di Voltaren, un'esperienza unica trascorsa tra le mani piumate del portiere (non traete conclusioni sbagliate: è una donna!) del mio ufficio, stesa su un gelido tavolo in sala riunioni, con l'odore di alcool che mi ricordava tanto la mia infanzia costellata di pennicillina e di un infermiere che mi inseguiva fin sotto al letto per iniettarmela senza pietà. Ora in qualche modo dovrò pur coccolarmi, riempirmi di attenzioni, rendermi felice per aver sopportato questa acuminata puntura. E tu guarda un po' che culo? Proprio oggi, tra qualche ora, arriva finalmente il mio nuovo gioiello, un Apple Imac che aspetta solo di essere accudito entrando a far parte di una bella famiglia. Non avrebbe potuto scegliere altri che noi! Certo, l'ho ordinato io, ma non significa nulla. Dopotutto lo stiamo adottando per un tempo illimitato, spero che cresca bene e soprattutto che produca! Non vorrà mica restarsene in panciolle tutto il giorno come il grasso pc che sto sbattendo fuori di casa?? Ingombrante, pesante, brutto e scansafatiche che non è altro.
Aaaaah! Sono così elettrizzata! Non vedo l'ora di avere quel monitor tra le mani, lo accarezzerò, me lo bacerò, e gli sussurrerò di stare molto attento a lui, gli dirò che non farebbe altro che installare cazzate che potrebbero farlo ammalare, e gli renderò noto che ieri sera mi ha palesemente minacciato. Che meschinità, quanta gelosia verso i suoi beni... tzè! Non mi farà usare la fotocamera nuova se non gli farò usare l'Imac.

Lei: "Ah si? Ah davvero?? Eeeee... e allora ioooo...... beh, va bene, ma te lo faccio usare al massimo per navigare, e non per piantarci giochi imbecilli!"
Lui: "No, io ci voglio anche giocare, voglio vedere, voglio fare, voglio tutto!"
Lei: "Ma tu già ce l'hai un computer!! Che rompicoglioni che sei oh!"
Lui: "Tu però la fotocamera non ce l'hai, anzi ce l'hai ma fa schifo ahahah!"
Lei: "Vorrei ricordarti che me l'hai regalata tu..."
Lui: "Ah già."
Lei: "Allora? Accetti? Niente giochini? Niente operazioni peccaminose che possano ledere la mia nuova creatura? E mi fai usare la Canon??"
Lui: "Ggrrrrr eeee vabbè. Però domani il primo che ci mette le mani sopra sono io!"

Ah! Tanto tra un po' mi verrà consegnato qui in ufficio, nella sua scatola lucida. Lo tirerò fuori e... non penso proprio che resisterà alle mie coccole! Ah! Arriverà a stasera che sarà talmente saturo da rifiutare le avance di lui! Ah!